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Internet e minori: a che età ci si può iscrivere ai Social Network?

di Cetty Mannino - 06.06.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Quando ci iscriviamo ai Social Network siamo a conoscenza dei termini che stiamo accettando? Dall'età minima al traffico di dati, ecco qualche informazione da tenere sempre presente

Età per iscriversi ai social network

Non sempre tutto ciò che non ha un prezzo è gratis; è questo il caso di Internet. Iscriversi ad un social, ad esempio, non costa nulla, ma siamo sicuri che in cambio non diamo qualcos’altro? Nella Rete ogni giorno disseminiamo i nostri dati personali  e senza accorgercene regaliamo le nostre foto, i nostri video e tante altre informazioni a gente sconosciuta. Il tutto con tanto di autorizzazione.

Per iscriverci a qualsiasi forum, social, app di messaggistica o gioco online è necessario, una volta compilati i campi obbligatori con nome, cognome, Paese ed altri ancora,  flagghare, cioè barrare,  una o più caselle, che rappresentano la firma, in questo caso virtuale, per l’accettazione di un vero e proprio contratto.

Davanti a questa finestrella, dunque, ci ritroviamo di fronte ad una scelta necessaria, e l’unica alternativa a questo comando è quella di abbandonare il sito e non iscriversi.

Ma cosa firmiamo esattamente?

Si tratta di dichiarazioni, indicate come: “Condizioni d’uso” o “Platform Policy”,  accompagnate anche dalle “normative”, che consistono in veri e propri accordi tra l’utente, cioè chi s’iscrive, e il gestore del sito.
Altro non sono, in pratica, che una serie di regole necessarie da conoscere per l’utilizzo del social, con tanto di responsabilità per quanti non le rispettano. Il problema è che in pochi le leggono e di conseguenza in tanti le trasgrediscono.

Il principio maggiormente ignorato è l’età per iscriversi.

Nel “contratto” firmato, infatti, è indicata chiaramente l’età che un utente deve avere per accedere al sito, e in genere varia dai 13 ai 16 anni. Quanti inseriscono la data di nascita errata commettono dunque una falsa dichiarazione e in questo caso il  gestore del social rimanda la responsabilità ai genitori.  

Il valzer dei dati

Queste regole inoltre informano del “giro” che potrebbero fare i dati, le foto e tutti i contenuti che vengono inseriti in una qualsiasi piattaforma.

Esistono, infatti, dei siti specializzati nella “cattura” delle foto o dei video postati, ad esempio su Instagram. In qualche sito addirittura per accedere non c’è bisogno neanche della registrazione e la ricerca può avvenire digitando direttamente il nome o il nickname della persona che stiamo cercando oppure l’hashtag.

Tra i tanti social, nelle “Condizioni d’uso” di YouTube, al punto 7. Contenuti, si legge:

“Ogni titolare di un account YouTube potrà inserire Contenuti. L'utente comprende che, a prescindere dal fatto che i suoi Contenuti siano pubblicati o meno, YouTube non garantisce alcuna riservatezza con riferimento ai Contenuti”.

Inoltre al punto 10. Collegamenti ipertestuali da YouTube c’è scritto:

“ Il Servizio può includere collegamenti ipertestuali ad altri siti web che non sono posseduti o controllati da YouTube. YouTube non ha il controllo su, e non si assume alcuna responsabilità per, il contenuto, le privacy policy o le condizioni di alcun sito web di terzi”.

Ciò significa che qualsiasi contenuto pubblicato dall’utente su YouTube potrebbe essere ripreso da un altro sito.

Cosa fare quindi per evitare di trovare i nostri dati ovunque? L’unica cosa che possiamo fare è prevenire e pensare che tutto ciò che viene condiviso non si potrà mai rimuovere completamente dal web.
 

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