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Eredità ai minori: guida completa agli obblighi e alle scadenze di legge

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Il nostro avvocato ci spiega cosa bisogna fare se un minore riceve una eredità da una persona defunta, quali sono gli adempimenti da compiere e le scadenze secondo la legge

Eredità ai minori

Cosa succede quando ad ereditare il patrimonio del defunto è un minore? Quali sono gli adempimenti da compiere ed entro quali termini? Cos’è l’atto di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario? Secondo l'articolo 490 del Codice Civile l'accettazione con beneficio d'inventario è un atto attraverso il quale una persona dichiara di accettare un'eredità ma di voler evitare che il suo patrimonio personale venga confuso con quello del defunto.

Si tratta di una soluzione che consente di distinguere il patrimonio del defunto da quello dell’erede, cosicché l’erede risponderà di eventuali debiti del defunto soltanto con il patrimonio ereditato, dunque senza intaccare il proprio. In pratica attraverso il ricorso al beneficio d’inventario, l’erede ha modo di verificare l’esatta situazione patrimoniale del defunto ed è ragionevole presumere che accetterà l'eredità solo se i crediti supereranno i debiti.

In pratica, il beneficio d’inventario è la possibilità concessa dalla legge di diventare eredi di qualcuno senza rimetterci nulla di tasca propria. Una volta compiuto l’atto di accettazione e redatto l’inventario dei beni del defunto, l’erede risponde di tutti gli eventuali debiti di quest’ultimo soltanto coi beni ricevuti in eredità ed esclusivamente entro il loro valore.

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Quando il beneficio di inventario è obbligatorio?

L'accettazione con beneficio di inventario non è facoltativa ma obbligatoria per i minori o gli interdetti, i minori emancipati o gli inabilitati e per le persone giuridiche, le associazioni, fondazioni e gli enti non riconosciuti, escluse le società commerciali.

Come si presenta?

L’interessato deve presentare un’apposita dichiarazione, redatta in carta semplice, alla cancelleria del Tribunale civile del luogo dell’ultimo domicilio del deceduto. In alternativa si può rivolgere ad un notaio che poi trasmetterà l’atto al Tribunale.

La dichiarazione viene quindi inserita nel Registro delle successioni, conservato nello stesso Tribunale ed entro il mese successivo il Cancelliere provvede alla trascrizione presso il Catasto (Ufficio dei Registri Immobiliari). Unitamente alla dichiarazione, l’interessato deve munirsi dei seguenti documenti:

  • certificato di morte in carta semplice (il coniuge, gli ascendenti e i discendenti possono anche avvalersi della dichiarazione sostitutiva di certificazione);
  • certificato ultima residenza del defunto;
  • copia del codice fiscale dell’accettante e del defunto;
  • copia del documento d’identità dell’accettante e del defunto;
  • autorizzazione del Giudice Tutelare (per gli eredi minorenni, interdetti e inabilitati).

Prima o dopo aver reso la dichiarazione al cancelliere, l’interessato dovrà presentare anche istanza per la redazione dell’inventario.

Redazione dell'inventario

Si tratta di un’operazione contabile che permette di conoscere le attività e le passività che fanno parte del patrimonio ereditato e l'inventario deve essere redatto dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale entro tre mesi dalla data in cui ha appreso di essere divenuto erede o da quando è stata aperta la successione. Una volta redatto il documento vi sono quaranta giorni di tempo per l'erede per decidere se accettare o meno, qualora accetti egli diventa in pratica amministratore del patrimonio del defunto e si impegna ad amministrarlo nell'interesse suo e di quello dei creditori e dei legatari.

Una volta pagati i debiti e aver assolto ai legati, l'erede è libero di disporre di quanto rimasto come meglio crede e non viene considerato responsabile per eventuali cifre che non siano state versate. Se l'erede non è in possesso dei beni del defunto diventa per lui difficoltoso poter redigere un inventario, quindi la legge prevede che abbia dieci anni di tempo per rendere la dichiarazione di accettazione con il beneficio di inventario. Una volta che ha però reso la dichiarazione ha tre mesi di tempo per inventariare il patrimonio, ma può anche richiedere delle proroghe. In ogni caso una volta presentato l'inventario ci sono quaranta giorni di tempo per accettare l'eredità, se omette di farlo perde ogni diritto sull'eredità stessa.

Quali sono i termini?

Di regola per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate e pagare le relative imposte si ha tempo un anno a partire dall’apertura della successione. Quando l'erede è un minore tuttavia è sorto il dubbio se tale adempimento – avente natura esclusivamente fiscale – possa essere posticipato, in considerazione del fatto che, come sopra chiarito, questi ha tempo fino a un anno dopo il raggiungimento della maggiore età per compiere l’inventario dei beni e accettare quindi l’eredità con beneficio d’inventario.

La Cassazione, al riguardo, in accordo con quanto stabilisce la legge, ha chiarito che in questo caso il termine di un anno per la presentazione della dichiarazione di successione decorre dalla data di scadenza per la redazione dell’inventario, quindi è possibile fino al compimento del diciannovesimo anno di età.

Quando si perde il diritto all'accettazione con beneficio di inventario

Il diritto di accettare un'eredità con il beneficio di inventario si perde quando si sia provveduto alla vendita di beni facenti parte del patrimonio del de cuius senza autorizzazione o quando si siano rese dichiarazioni infedeli per quel che riguarda la redazione dell'inventario o si siano volutamente omesse alcune voci. L'accettazione è nulla invece quando si omette di seguire in tutto in parte la procedura prevista dalla legge.

L’autorizzazione giudiziale

Per poter accettare l'eredità, il minore ha bisogno di essere specificamente autorizzato dal Giudice Tutelare presso il Tribunale del proprio domicilio. Pertanto i suoi genitori dovranno presentare a quest’ultimo un apposito ricorso in cui esporre la circostanza della successione e della possibilità per il minore di diventare erede, nonché gli eventuali vantaggi, anche patrimoniali, che deriverebbero a quest’ultimo dall'acquisto dell’eredità. Soltanto una volta ottenuta l’autorizzazione giudiziale essi potranno presentarsi innanzi al Notaio o al Cancelliere del Tribunale per compiere l’atto di accettazione in nome e per conto del figlio nonché per dare avvio all'inventario dei beni del defunto.

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