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I bambini di oggi, analfabeti emotivi

di Redazione PianetaMamma - 29.04.2014 Scrivici

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L'allarme del filosofo Umberto Galimberti: i genitori di oggi sono incapaci di accudire i figli nel modo giusto e allevano una generazione di analfabeti emotivi

EDUCARE I BAMBINI AI SENTIMENTI

- La nostra società è ad alto tasso di

psicopatia

ed è inadatta ai bambini. L'allarme è di

Umberto Galimberti

, filosofo e professore presso l'Università Ca'Foscari di Venezia che in un'intervista a

Wise Society

non usa mezzi termini: i genitori di oggi sono

incapaci di amare

e di parlare al cuore dei figli. Il risultato è che crescono una generazione di analfabeti emotivi, senza orientamento.

Grande studioso dei sentimenti umani, dell'amore e delle emozioni, Galimberti spiega che i

sentimenti

non si tramandano di generazione in generazione geneticamente, con il Dna, ma si apprendono in famiglia. E spetta ai

genitori

trasferire ai propri figli gli strumenti adatti per costruirsi un bagaglio emotivo, che consente di instaurare legami e relazioni significative.


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In tal senso svolgono un ruolo fondamentale quelle che il filosofo chiama "

Mappe emotive"

, che si formano nei primi

tre anni di vita

del bambino e sono fondamentali perchè offrono al bambino gli strumenti giusti per reagire agli eventi che la vita pone innanzi in modo proporzionato e per "

sentire il mondo"

.

Insomma, anche Galimberti ribadisce che i primi tre anni di vita di un individuo sono davvero un periodo-chiave, determinante per molti aspetti della vita futura. E' proprio in questo periodo che i bambini vanno seguiti, accuditi, ascoltati perchè altrimenti si convinceranno di non essere ascoltati, di non averne diritto, di non

valere niente

.

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Costruire le mappe emotive in questi primi tre anni significa passare dal semplice

impulso

, che è fisiologico e naturale, all'

emozione

, che è un passo evoluto rispetto all'impulso e "

conosce la risonanza emotiva di quello che si compie e di quello che si vede

". E infine si arriva al

sentimento

, che non è solo una questione emotiva ma anche cognitiva.

In questo complesso percorso di

crescita emotiva

e di trasformazione i genitori svolgono un ruolo di primaria importanza perchè devono fornire ai bambini tutti gli strumenti affinché si passi dall'impulso al sentimento. E il sentimento non è una dote naturale, ma si apprende.

Si apprende con i

genitori

e la loro capacità di trasferire questi strumenti, ma si apprende anche grazie alla

società

nella quale il bambino prima e adolescente poi vive e cresce.

Galimberti spiega che non tutte le società sono

idonee a fare figli

: i

libri

non vengono letti, la cultura non gioca alcun ruolo nella formazione dei giovani e loro restano a livello di impulso o al massimo di emozione.

E la

nostra società è assolutamente inadeguata

, dichiara Galimberti.

Al giorno d'oggi i genitori sono troppo impegnati con il lavoro e la propria realizzazione personale, delegano l'

educazione

dei figli ad altri e a chi difende il concetto di "

tempo di qualità

", il filosofo risponde che i bambini "

hanno bisogno di tempo-quantità. Hanno bisogno di essere riconosciuti passo dopo passo, disegno dopo disegno, domanda dopo domanda. Non basta fare quattro week end giocosi per avere una relazione con i figli"

.

Se non si aiutano i figli a costruire, da piccolissimi, le mappe emotive, essi cresceranno senza riuscire  a "sentire" nel profondo la differenza tra bene e male, tra il giusto e l'ingiusto. In questo modo i figli cresceranno come

handicappati psichic

i e soffriranno di psicopatia. Il punto è che la loro psiche non riuscirà proprio a "registrare la situazione" a causa di una vera  e propria

apatia della psiche

.

Fonte

:

Wise Society

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