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Come accogliere i bambini ucraini che scappano dalla guerra

di Francesca Capriati - 04.04.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Come accogliere i bambini ucraini: molte famiglie italiane si sono rese disponibili ad accogliere i bimbi che scappano dalla guerra. Ma si può fare?

Come accogliere i bambini ucraini

In questi giorni in cui le immagini della guerra in Ucraina si susseguono ad ogni ora nelle nostre case, la commozione e la preoccupazione scaturita da quei bambini che scappano dal loro Paese, costretti da un momento all'altro ad abbandonare le loro camerette, gli amici, la scuola, le loro abitudini, spinge molti di noi a chiederci come possiamo aiutare. E' possibile dare una mano? Come accogliere i bambini ucraini che scappano dalla guerra e come aiutare.

In questo articolo

E' possibile accogliere i bambini ucraini?

Mentre i primi bambini arrivano in Italia dopo un lungo viaggio attraverso mezza Europa, ci si chiede innanzitutto quanti sono i profughi che si riverseranno in Italia e negli altri Paesi: secondo le stime dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati oltre 360mila ucraini sono riusciti a fuggire sin ora, l'Oms stima che complessivamente ci potrebbero essere 4 milioni di profughi ma per l'Onu si potrebbe arrivare a 7. Per la maggior parte di stratta di donne e bambini perché gli uomini dai 18 anni in su non possono lasciare l'Ucraina. 

Ma è possibile ospitare i minori che scappano dall'Ucraina con le loro famiglie?

Come spiega l'Ai.Bi.:

Al momento non ci sono ancora le condizioni per potere accogliere minori ucraini in fuga dalla guerra ma chiunque può dichiarare la propria disponibilità alla accoglienza

Ai.Bi. chiarisce anche che ad oggi non esiste una legge in Italia che disciplini l'affido internazionale, ovvero quel provvedimento temporaneo volto a tutelare un minore in vista di un successivo re-inserimento nella famiglia di origine. Quindi l'affido internazionale non rappresenta una possibilità per aiutare concretamente.

Diversa è la situazione di minori non accompagnati arrivati o che arriveranno sul territorio italiano. Per loro, una volta affidati alle autorità italiane, può essere valutata anche l'opzione di un progetto di affido temporaneo presso una famiglia.

Come dare la propria disponibilità all'accoglienza

Il progetto dell'Associazione Cittadini del Mondo OdV Cagliari e della Federazione AVIB sta raccogliendo le preadesioni per una eventuale accoglienza delle famiglie e bambini in fuga dall'Ucraina. E ad oggi sono arrivate già più di 700 preadesioni.

Chi fosse interessato può scrivere all'indirizzo mail cittadinidelmondo.ca@gmail.com oppure a federazione.avib@gmail.com, che opera a livello nazionale, in modo da creare una mailing list delle famiglie disponibili.

In questi anni le Associazioni aderenti all'AVIB hanno ospitato decine di migliaia di bambini nell'ambito dei progetti Chernobyl grazie al sostegno e alla collaborazione delle famiglie e degli Enti locali e anche in questa tragico momento mettono a disposizione la loro professionalità, le loro conoscenze e il senso di responsabilità che da sempre le caratterizza.

Come aiutare dunque?

Ai.Bi. opera in Ucraina da più di 16 anni in favore dei bambini e delle famiglie in difficoltà in Moldova.

Per portare avanti tutte queste attività Ai.Bi. ha lanciato la campagna di raccolta fondi #BAMBINIxLAPACE, a cui chiunque può aderire con una donazione libera: ogni aiuto, in un momento come questo, è importante e fondamentale.

Inoltre si può aderire al progetto "Adotta a distanza i bambini di un orfanatrofio" per aiutare i minori assistiti da Ai.Bi. negli orfanotrofi in Ucraina.

Attiva anche la comunità di Sant'Egidio che da anni porta avanti un progetto di adozioni a distanza per circa 250 bambini ucraini in una rete di case famiglia, che oggi sono in pericolo. Come spiegano i volontari, la Comunità di Kiev si è attivata per proteggerli, ma è necessario un sostegno economico. Anche nei Paesi confinanti, dove giungono i profughi, Sant'Egidio sta distribuendo aiuti di emergenza. Alla stazione Zachodnia di Varsavia, dove sono arrivati i primi convogli di rifugiati dalla frontiera, vengono offerti kit di alimentari e generi di prima necessità. Inoltre è stato lanciato un appello sui social per cercare case e stanze a Varsavia e in altre città, ed accogliere così gli ucraini in fuga dalla guerra.

A chi rivolgersi

  • Iniziamo col segnalare il messaggio del Consiglio Nazionale dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (CONADI) che spiega che chi intende manifestare la propria disponibilità ad ospitare temporaneamente i bimbi ucraini nelle proprie case può inviare una mail a: accoglienza@conadi.it. Nella mail biosgna indicare: nome, cognome, residenza, numero di bambini ospitabili; età del bambino ospitabile; presenza di altri minori o anziani o animali in casa e periodo di disponibilità all'accoglienza.  CONADI chiarisce che questo non apre la strada ad un'adozione internazionale e rappresenta solo un'accoglienza momentanea. CONADi precisa, quindi, che: "NON si tratta di adozione, NON si tratta di affido internazionale, NON c'è possibilità che i bambini vengano adottati in futuro. L'ospitalità è "temporanea", cioè legata al periodo dell'emergenza e può essere prestata da una famiglia o persona singola".
  • Ai.Bi sta studiando le possibili forme di accoglienza di bambini e famiglie in fuga dalla guerra. Per info si può scrivere a accoglienzaucraina@aibi.it
  • La piattaforma internazionale ICanHelpHost permette di registrarsi e dare la propria disponibilità per ospitare profughi in fuga dalla guerra.
  • Mamme Matte ha preparato un modulo che si può compilare online per dare la propria disponibilità ad accogliere famiglie ucraine. 

Come aiutare i bambini malati

Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation, che da anni supporta progetti di assistenza per bambini malati oncologici in Ucraina, in collaborazione con l'Associazione Soleterre, spiega che c'è molta preoccupazione per i piccoli pazienti oncologici. C'è una grande carenza di assistenza ospedaliera e molti bambini hanno dovuto lasciare gli ospedali per raggiungere i rifugi.

E', quindi, possibile sostenere le attività di Soleterre che lavora ogni giorno per garantire forniture mediche, strumentazione chirurgica, farmaci nei reparti dell'Istituto del Cancro e dell'Istituto di Neurochirurgia di Kiev e all'Ospedale Regionale di L'viv.

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