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"Ius soli": Kyenge sceglie Balotelli (un padre che non riconosce sua figlia) ?

di Monica De Chirico - 06.05.2013 Scrivici

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Cecile Kyenge, neo ministro per l'Integrazione, lavorerà a una legge sullo ius soli. Per la sua battaglia, il ministro potrebbe scegliere un testimonial molto famoso, ma tra i più criticati per il suo ruolo di "padre"

Il neo ministro per l'Integrazione lavorerà a una legge sullo ius soli, che riconosca la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri: "È difficile dire se riuscirò: per far approvare la legge bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare le persone sensibili. È la società che lo chiede, il Paese sta cambiando". Cecile Kyenge non avrebbe escluso neppure l'ipotesi di un testimonial famoso come Mario Balotelli per la sua battaglia.“



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E ha valutato "una buona idea" quella di coinvolgere come testimonial l'attaccante del Milan, Mario Balotelli: "Non lo conosco personalmente ma so che lui sta subendo atti di razzismo, e riesce a testa alta a dare un forte contributo all'Italia, che è il nostro Paese". Alla proposta della ministra Kyenge, il giocatore, che è a nato a Palermo da genitori ghanesi e ha ricevuto la cittadinanza italiana solo con la maggiore età, ha risposto immediatamente: "Sono disponibile a ogni iniziativa o proposta che provenga dalle istituzioni, tesa alla lotta al razzismo e alle discriminazioni". La legge sullo ius soli garantisce la cittadinanza italiana a ogni bambino nato in Italia da genitori stranieri (di cui uno residente nel nostro Paese da almeno 5 anni).



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In un'intervista Kyenge avrebbe anche parlato anche del suo arrivo in Italia, dell'impegno politico a Modena. "Son venuta in Italia a studiare medicina pensando di avere una borsa di studio, che non c'era.... Il vescovo della mia città mi aveva trovato una borsa di studio alla Cattolica di Roma, che poi non ho avuto. Senza borsa di studio ho dovuto trovare un modo per vivere in Italia. Mi ha accolto un prete, padre Beppe, rifugiato dall'Ungheria.



Era a Roma, a Sant'Anselmo. Attraverso altre persone mi ha fatto conoscere una donna straordinaria, Adele Pignatelli, che fa parte di una associazione di medici. Nel corso della campagna elettorale del 2004 fui aggredita, mentre ero con mia sorella, da un signore che ci mise le mani addosso, ci diede del 'vu cumprà' e dei 'negretti"

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