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Benessere dei bambini e ambiente: siamo capaci di creare un ambiente sicuro?

di Francesca Capriati - 31.05.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Benessere dei bambini e ambiente: le analisi della Innocenti Report Card 17: "Luoghi e Spazi - Ambiente e benessere dei bambini" di UNICEF

Benessere dei bambini e ambiente

Siamo in grado di costruire e preservare un ambiente sicuro e salutare per i bambini in tutto il mondo? La risposta è ovviamente no. E diciamo ovviamente perché siamo tutti consapevoli dell'impatto che il nostro stile di vita ha sul pianeta e sull'ambiente. Ma nel dettaglio quali sono i punti davvero critici se pensiamo al benessere dei bambini e l'ambiente? Leggiamo insieme quando emerge dall'ultima Innocenti Report Card 17 "Luoghi e Spazi – Ambiente e benessere dei bambini" - pubblicata dal Centro di Ricerca Unicef Innocenti – che mette a confronto i risultati ottenuti da 39 Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) e dell'Unione Europea (Ue) nel fornire ambienti sani ai bambini.

In nessuna parte del mondo c'è un ambiente sicuro per i bambini

La classifica è costruita secondo tre dimensioni: "mondo del bambino", "mondo intorno al bambino" e "mondo in generale". Gli indicatori analizzati sono, ad esempio, l'esposizione a inquinanti nocivi tra cui aria tossica, pesticidi, umidità e piombo; accesso a luce, spazi verdi e strade sicure; e i contributi dei Paesi alla crisi climatica, al consumo di risorse e allo scarico dei rifiuti elettronici.

Se tutti nel mondo consumassimo risorse al ritmo dei paesi dell'OCSE e dell'UE, sarebbe necessario l'equivalente di 3,3 Terre per stare al passo con i livelli di consumo. Se tutti consumassero risorse alla velocità con cui lo fanno le persone in Canada, Lussemburgo e Stati Uniti, sarebbero necessarie almeno cinque Terre.

La classifica, in negativo, vede ai primi posti Spagna, Irlanda e Portogallo ma in linea generale tutti i Paesi dell'OCSE e dell'UE non riescono a fornire ambienti sani per tutti i bambini in tutti gli indicatori.

Finlandia, Islanda e Norvegia si collocano al terzo posto nella capacità di garantire un ambiente salubre ai propri figli, ma si classificano ai gradini più bassid ella classifica globale, con alti tassi di emissioni, rifiuti elettronici e consumo.

Alcuni dei Paesi più ricchi, tra cui Australia, Belgio, Canada e Stati Uniti, hanno un impatto molto pesante e serio sull'ambiente globale – in relazione soprattutto alle emissioni di CO2, ai rifiuti elettronici e al consumo complessivo di risorse pro capite - e sono incapaci di creare un ambiente sano per i bambini all'interno dei loro confini.

E ancora:

  • In Islanda, Lettonia, Portogallo e Regno Unito 1 bambino su 5 è esposto all'umidità e alla muffa in casa;
  • In Belgio, Repubblica Ceca, Israele, Paesi Bassi, Polonia e Svizzera più di 1 bambino su 12 è esposto a un elevato inquinamento da pesticidi.

D'altro canto abbiamo i Paesi più poveri, sia in America Latina che in Europa, che hanno un impatto molto inferiore sul resto del mondo.

Un ambiente sicuro in casa ma non all'esterno

Come spiega Gunilla Olsson, Direttore dell'Ufficio per la ricerca dell'UNICEF - Innocenti: non solo la maggior parte dei Paesi ricchi non riesce a fornire ambienti sani ai bambini all'interno dei propri confini, ma contribuisce anche alla distruzione degli ambienti dei bambini in altre parti del mondo.

"In alcuni casi assistiamo a Paesi che forniscono ambienti relativamente sani per i bambini a casa, pur essendo tra i principali contributori di inquinanti che stanno distruggendo gli ambienti dei bambini all'esterno".

La situazione italiana

L'Italia si colloca 6° su 39 Paesi nella classifica generale delle condizioni ambientali che influenzano il benessere dei bambini nei paesi industrializzati. Una posizione buona, dunque, anche se non mancano alcune criticità sulle quali è importante intervenire, come quella abitativa.

Siamo verso il fondo della classifica per quanto riguarda:

  • il numero di famiglie con bambini che hanno difficoltà a riscaldare la propria abitazione (10%),
  • la percentuale di famiglie che vivono in un'abitazione sovraffollata (18,9%),
  • la percentuale di bambini tra 0 e 6 anni che vivono in condizioni di disagio abitativo grave (5,9%) ,
  • le condizioni di sovraffollamento nel 20% delle famiglie con il più basso reddito (24,3%).
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