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Assegni familiari, come richiederli e chi può averli

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Assegni familiari, come richiederli e quali sono le le modalità e i requisiti per ottenerli

Assegni familiari, come richiederli

Gli assegni familiari (ANF - acronimo che indica Assegni sul nucleo familiare) sono una misura a sostegno delle famiglie e possono essere erogati direttamente dall'Inps o dal datore di lavoro a persone che hanno un reddito al di sotto delle fasce stabilite e che vengono indicate ogni anno in apposite tabelle. Vediamo in questa guida come calcolare gli assegni familiari e come fare richiesta per ottenerli.

Assegno familiare, cos'è

Si tratta di una misura erogata dall'INPS a sostegno del reddito delle famiglie dei lavoratori dipendenti, dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e gli iscritti alla gestione separata aventi diritto (CO.CO.CO. e CO.CO.PRO.).

L'assegno viene pagato direttamente dal datore di lavoro, per conto dell'INPS, ai lavoratori dipendenti in attività insieme al pagamento della retribuzione.

L’assegno al nucleo familiare spetta a:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
  • titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dei fondi speciali ed ex ENPALS;
  • titolari di prestazioni previdenziali;
  • lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

Assegni familiari conviventi

Hanno diritto all'assegno familiare i nuclei composti dal lavoratore, da un coniuge non separato, da familiari che sono fiscalmente a carico.

Per familiari a carico si intendono quelli per i quali spettano le detrazioni, quando, quindi, non possiedono un reddito proprio complessivo che superi i 2.840,51 euro lordi.

Sono considerati a carico:

  • il coniuge non separato;
  • i figli, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi, gli affidati o affiliati;

ogni altra persona convivente indicata nell'art.433 del  Codice Civile, ovvero:

  • i discendenti dei figli;
  • i genitori, anche adottivi e in loro mancanza, gli ascendenti prossimi anche naturali;
  • i generi e le nuore;
  • i suoceri;
  • i fratelli e le sorelle.

Quindi non conta tanto la convivenza con i familiari, quanto il fatto che siano a carico del lavoratore dal punto di vista fiscale. L'unica eccezione riguarda i figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori perché la convivenza costituisce requisito necessario.

Discorso diverso per una coppia non sposata con figli: in questo caso la circolare INPS n. 48/1992 chiarisce che gli assegni possono essere richiesti ma il convivente non viene considerato tra i componenti del nucleo familiare e il suo reddito, quindi, non si accumula nel calcolo del reddito utile ai fini dell'ottenimento degli assegni. Il genitore che ne farà richiesta, dunque, risulterà come genitore single.

Assegni familiari per i figli

Gli assegni familiari per i figli sono erogati in questi casi:

  • figli o equiparati anche se non conviventi di età inferiore a 18 anni;
  • apprendisti o studenti di scuola media inferiore (fino a 21 anni, ma solo in nuclei famigliari con 4 o più figli);
  • universitari (fino a 26 anni e nel limite del corso legale di laurea, ma soltanto in nuclei  con 4 o più figli);
  • inabili al lavoro (senza limiti di età)

Assegno familiare per moglie a carico

Il coniuge non separato legalmente e che non ha un suo reddito può essere considerato familiare  a carico, anche se non convivente.

Assegni familiari per i figli maggiorenni

Come detto, dunque, per quanto riguarda gli assegni familiari per i figli maggiorenni si possono richiedere solo in caso figli, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, a patto che facciano parte nuclei familiari numerosi, quindi con almeno quattro figli tutti di età inferiore ai 26 anni, e in questo caso va comunque richiesta autorizzazione all'INPS.

Novità detrazioni figli a carico per il 2018

Calcolo per gli assegni familiari

Il reddito viene calcolato sulla base di quanto denunciato al fisco l'anno precedente e si ottiene sommando i redditi di tutti i componenti del nucleo familiare.

L’importo dell’assegno è calcolato in base  a:

  • tipo di nucleo familiare,
  • numero dei componenti,
  • reddito complessivo del nucleo.

Il nucleo familiare preso in considerazione non è quello anagrafico, ma quello fiscale.

Per avere diritto all'assegno bisogna calcolare il reddito del nucleo familiare che si ottiene sommando tutti i redditi assoggettati all'IRPEF, compresa la casa di abitazione, i redditi a tassazione separata, l’assegno di mantenimento corrisposto dal coniuge separato, le borse di studio, la pensione e l’assegno sociale, la pensione per invalidi civili per i ciechi e sordomuti, gli interessi di c/c su depositi bancari, gli interessi da BOT o CCT, e i proventi da investimento.

Non devono essere dichiarati tra i redditi:

  • Trattamenti di Fine Rapporto ( TFR) comunque denominati e le anticipazioni sui TFR;
  • i trattamenti di famiglia, comunque denominati, dovuti per legge;
  • le rendite vitalizie erogate dall'INAIL, le pensioni di guerra e le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare e ai pensionati di inabilità;
  • le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali;
  • gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione;
  • l'indennità di trasferta per la parte non assoggettabile a imposizione fiscale;
  • gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli.

Oltre al limite del reddito, per aver diritto all'assegno è necessario che almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare sia costituito da redditi da lavoro dipendente o da pensione.

Vanno considerati i redditi prodotti nell'anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e che hanno valore fino al 30 giugno dell'anno successivo.

Tabella degli assegni familiari

L’importo dell’assegno è pubblicato annualmente dall’INPS in tabelle valide dal 1° luglio di ogni anno fino al 30 giugno dell’anno successivo. L'importo viene rivalutato annualmente in base al tasso Istat. L'ultima tabella è disponibile sul sito dell'INPS  (circolare INPS 18 maggio 2017 n.87).

Modulo per assegni familiari

Il modulo da compilare per richiedere gli assegni familiari è disponibile sul sito ufficiale dell'INPS dove è possibile scaricarlo e compilarlo a questo indirizzo

Come richiedere gli assegni familiari

La domanda per richiedere l’assegno familiare va presentata al datore di lavoro laddove si abbia un lavoro dipendente. Sarà lui, infatti, ad aggiungere il corrispettivo degli assegni familiari in busta paga. Negli altri casi si può fare domanda direttamente all'INPS inviando il modulo online sul sito INPS (servizio di “Invio on-line di domande di prestazioni a sostegno del reddito”).

In alternativa, se non si dispone di un accesso ad Internet, si può utilizzare il Contact center (numero gratuito da rete fissa 803.164; numero a pagamento da rete mobile 06164164) oppure rivolgersi ad un CAF.

Assegno al nucleo familiare dei comuni

È un assegno, concesso in via esclusiva dai comuni e pagato dall’INPS, rivolto alle famiglie numerose che hanno figli minori e che dispongono di patrimoni e redditi limitati. Si tratta, quindi, di una forma di sostegno per le famiglie numerose, come ad esempio la Carta Famiglia.

Spettano a chi ha tre figli minori in famiglia (basta che facciano parte della stessa famiglia anagrafica, che vuol dire stesso stato di famiglia) con risorse reddituali e patrimoniali inferiori a quelle previste dall’ISEE valido per l’assegno (pari a 8.555,99 euro).

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