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Perché non mi vergogno di essere un genitore rilassato

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Dopo i "genitori elicottero" cresce l'esercito dei genitori rilassati. Ecco otto modi per essere un genitore pigro, senza sensi di colpa

Genitori rilassati

Sono un genitore dallo stile rilassato, qualcuno mi definirebbe pigra ma non ho problemi a dire apertamente che sono fatta così e che l'uniforme della “mamma pigra e fiera di esserlo” mi si adatta piuttosto bene! Parto dall'idea che non è un bene preoccuparsi fino a quando non ci sarà un valdo motivo per farlo e credo nell'importanza di insegnare ai miei figli a fare da soli, a risolvere le loro questioni e i loro problemi in modo autonomo. Certo, non li abbandono a loro stessi, se andiamo al parco li tengo d'occhio, ma mai mi vedrete davanti alla discesa dello scivolo gridando di aspettare, di non salire, di non scendere, di fare attenzione eccetera eccetera.

Genitori troppo presenti

Ecco 8 cose quotidiane che fanno di me una mamma rilassata (e anche pigra):

  1. La fame è un falso problema: non mi disturba preparare per cena bastoncini di pesce o pepite di pollo o altri piatti non proprio fatti in casa se non ho avuto tempo di cucinare qualcosa di più salutare ed elaborato, e in ogni caso si cena quello che ho messo in tavola. Certo, gli spinaci forse non sono proprio apprezzati e cerco di conciliare le esigenze di una dieta sana con i loro gusti ma i capricci a tavola mi scivolano addosso. Se hai abbastanza fame mangi, fine della storia;
  2. Insegno a fare da soli: entrano nella doccia, io mi limito a regolare la temperatura dell'acqua e tutto il resto lo fanno da soli, si insaponano, si sciacquano e mi chiamano solo quando hanno chiuso la doccia (nel frattempo sto preparando velocemente le crocchette di pollo di cui sopra...). E poi si vestono da soli e gestiscono in modo autonomo le loro cose. La prima caratteristica della cosiddetta “genitorialità pigra” consiste nel fornire al bambino interessanti opportunità di sviluppare un senso di autoefficacia, che lo renderà un adulto indipendente e responsabile. Si tratta di scoprire quanto sono capaci i bambini!
  3. Sin da quando erano piccoli li ho coinvolti nelle faccende domestiche e oggi che hanno 4 e 5 anni fanno la loro parte: chiedo loro di aiutarmi ad apparecchiare la tavola e se sto stesa sul divano fanno a gara per prepararmi un caffè con le capsule (che piacere essere serviti sul divano!); innaffiano le piante sul terrazzo; mettono i piatti nella lavastoviglie, mettono i vestiti sporchi nella lavatrice e poi, quando il bucato si è asciugato, dividono i vestiti e i calzini in gruppetti in base al proprietario;
  4. Li incoraggio a giocare insieme: non mi piace molto giocare con i bambini e dopo 10 minuti di macchinine, trenini, robot e supereroi cerco un modo gentile per tirarmene fuori. Quando devo fare qualcosa loro due giocano insieme (e litigano, gridano ma poi fanno pace in un attimo e ballano, ridono e cantano);
  5. non passo la giornata occupandomi solo di loro: certo loro esistono, sono gli amori della mia vita e voglio che siano felici, ma non voglio essere una madre opprimente e onnipresente, non voglio che si adagino sull'idea che ci sono io che faccio tutto per loro, non voglio perdere i miei interessi e il mio spazio. Quindi loro sono in casa e giocano, mentre un po' del mio tempo lo passo, senza alcun senso di colpa, a leggere, twittare, lavorare e mettermi lo smalto.
  6. Junk food per tutti: se io stessa non riesco a resistere di fronte ad un pacchetto di salatini o patatine perché mai dovrebbe riuscirci mio figlio di 4 anni? Non faccio battaglie di questo tipo, piuttosto evito proprio di trovarmi di fronte all'oggetto tentatore. In casa non ci sono patatine, bibite gassate, merende industriali ma se siamo al bar con un amichetto e mio figlio mi chiede le patatine gliele do senza nessuna esitazione, e mi godo un caffè in pace.
  7. Non considero gli schermi un nemico da distruggere: un po' di televisione al pomeriggio non ha mai rovinato nessuno, e francamente non vedo nemmeno perché vietare del tutto un giochino adatto alla loro età scaricato sul mio smartphone. Se dopo quasi otto ore di attività educative all'asilo, un'ora di gioco in cameretta (oppure al parco giochi quando il tempo è bello), un'altra ora tra doccia e cena, cosa può mai accadergli se si rilassano dando da mangiare o curando un cagnolino virtuale che gli scodinzola se viene accarezzato?
  8. Non ho manie di perfezionismo: dare responsabilità ai miei figli e convincerli che possono fare da soli, implica che molto probabilmente non faranno ciò che devono fare. O per lo meno non è detto che lo faranno come l'avrei fatto io. Ma la perfezione non è una mia aspirazione di vita, in effetti...
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