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Stop al congedo di paternità per il 2019

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Il congedo di paternità obbligatorio e facoltativo rischia di saltare nel 2019

Congedo facoltativo e obbligatorio del papà

Il congedo facoltativo e obbligatorio del papà di 5 giorni rischia di saltare per il 2019. La Legge di Bilancio, infatti, non ha rifinanziato la misura e pone fine alla sperimentazione che era stata avviata nel 2013 e anno dopo anno era stata non solo prorogata ma anche potenziata.

Congedo di paternità

Venne istituito nel 2012 ed entrato in funzione l'anno successivo e prevedeva, fino al 2015, un giorno di astensione obbligatoria dal lavoro a cui se ne potevano aggiungere altri due facoltativi. Nel 2016 la misura venne potenziata e ai padri vennero concessi due giorni di astensione obbligatoria e due facoltativi e nel 2017 la proroga biennale aveva portato la durata del congedo obbligatorio a 4 giorni retribuiti ed uno facoltativo, in pratica cinque giorni utilizzabili entro i primi cinque mesi dalla nascita del figlio . Insomma, anno dopo anno, abbiamo assistito ad una piccola rivoluzione che era soprattutto sociale e culturale e invitata i neopapà ad una maggiore partecipazione nella vita familiare nonché uno strumento fondamentale per promuovere l'uguaglianza delle opportunità.

5 motivi per cui il congedo di paternità fa bene alla famiglia

Invece il meccanismo sembra essersi fermato: ogni anno la misura sperimentale del congedo di paternità era stata prorogata solo di un anno senza introdurre un meccanismo strutturale e per questo senza esplicita introduzione della proroga nella Legge di Stabilità il congedo salta.

Congedo di paternità 2019

Cosa accadrà, dunque? Lega e Movimento 5 Stelle non hanno inserito la proroga al congedo di paternità dei 5 giorni nella nuova Legge di Bilancio e ciò porta alla conclusione che questa misura non verrà rifinanziata né proseguirà nel 2019.

Un vero peccato dal momento che i dati resi noti dall'INPS dimostrano che il congedo veniva richiesto in misura sempre maggiore: nel 2017 sono stati utilizzati, infatti, 107.369 congedi, un numero in crescita del 113% rispetto ai 50.474 del 2013. In pratica siamo passati dal 10 al 23%: meno di 1 su 4.

La conferma della cancellazione del congedo di paternità arriva anche dalla voce del sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, che in un’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato che nei saldi di bilancio della manovra sono compresi “fondi per diverse misure a favore delle donne”. E nessuna menzione al congedo per i papà.

Un vero peccato, perché, come ha detto il presidente dell’Inps Tito Boeri si tratta di

uno strumento fondamentale per promuovere una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e per realizzare l’uguaglianza delle opportunità.

Cosa accade in Europa

Se oggi combattiamo per i 5 giorni di astensione per i neopapà non possiamo non guardare a ciò che accade al di fuori dei nostri confini, a quei Paesi Europei che sanno bene come strutturare i servizi di welfare e come promuovere uguaglianza di diritti ambito familiare tra madre e padre. Nell'Unione Europea i neopadri hanno diritto, in media, a otto settimane di congedo interamente retribuito e senza dove necessariamente scambiare i giorni di congedo con quelli della madre.

In Europa, dunque, siamo in coda alla classifica:

  • in Danimarca i papà hanno diritto a 2 settimane
  • in Francia il congedo è di 11 giorni
  • 15 giorni per la Spagna
  • 3 obbligatori e 10 facoltativi in Belgio
  • In Norvegia i papà possono richiedere l'astensione dal lavoro per 54 settimane, 9 per la madre, 6 per il papà e le 39 restanti possono essere utilizzate da entrambi i genitori.

Congedo di paternità 2018

In questo video le modalità per richiedere il congedo obbligatorio per i papà che per il 2018 è ancora di 4 giorni obbligatori per i lavoratori dipendenti (a esclusione del settore pubblico) ed uno facoltativo.

 

 

Il padre, purché lavoratore dipendente, entro cinque mesi dalla nascita del bambino è obbligato a prendersi 4 giorni di astensione dal lavoro per occuparsi del figlio. Secondo la norma queste giornate vengono pagate al 100% e sono a carico dell'Inps. Il lavoratore deve comunicare per iscritto al proprio datore di lavoro i giorni scelti con un preavviso di almeno 15 giorni, sulla base della data presunta del parto. Si tratta di 4 giorni di congedo che si aggiungono al congedo obbligatorio della mamma.

Nel 2016 il presidente dell'Inps Tito Boeri aveva proposto di portare a 15 giorni i giorni di congedo per i papà per facilitare l'accesso al lavoro alle donne. Inoltre se un tempo il periodo di maternità era pensato per salvaguardare la salute della madre, adesso si intende anche come tutela di quella del bambino. E allora il ruolo del padre diventa fondamentale, anche per aiutare la compagna incinta nell'ultimo periodo della gravidanza.

Come si richiedono i due giorni di congedo obbligatorio per il papà?

Nel caso in cui l'indennità di congedo sia anticipata dal datore di lavoro e poi recuperata con successivo conguaglio, la richiesta deve essere presentata in forma scritta al datore di lavoro. Il papà deve indicare le date in cui vuole usufruire dei due giorni, con un anticipo di almeno 15 giorni, o deve indicare la data presunta del parto, se vuole utilizzare i giorni spettanti in occasione della nascita del bambino.

Congedo facoltativo del padre

Al padre lavoratore, oltre ai 4 giorni di congedo obbligatorio, viene riconosciuto anche il diritto ad usufruire di un giorno di astensione facoltativa dal lavoro. Questo congedo può essere richiesto dal papà solo se la mamma rinuncia a un giorno di maternità.

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