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Le mamme che trascinano i bambini ovunque...

di Laura Losito - 24.07.2015 Scrivici

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Ci sono mamme che trascinano i figli piccoli ovunque e quelle che inorridiscono alla sola idea di portarseli dietro mentre vanno a bere il caffè con un'amica

Mamme che si portano i bambini ovunque

Da mamma immigrata, senza nonni e inizialmente senza amici, sono stata costretta a coinvolgere le mie figlie fin da piccole in tutte le attività necessarie alla famiglia e alla casa. Come me, le altre mamme espatriate che ho conosciuto col tempo, e in generale chiunque non possa contare su aiuti “a gratis” per i figli piccoli, in età prescolare. Ma i sensi di colpa sono sempre dietro l’angolo soprattutto al confronto con le mamme abituate a lasciarli a casa coi nonni o chi per loro in tutte quelle situazioni “da adulti” - spesa, ristorante, cerimonie, parrucchiere -che potrebbero annoiarli o ancor peggio “iperstimolarli”.

“Povera piccola, COSTRETTA a venire a fare la spesa”. “La porti persino al ristorante?” “Non so proprio come fai!” Il “pianeta mamma” è un universo indubbiamente pieno di sfaccettature, ma è divertente osservare che in alcuni casi persone nella stessa situazione hanno posizioni agli antipodi. C’è la mamma che si trascina i figli piccoli ovunque, fin da neonati (per necessità ma, in alcuni casi, anche per scelta) e quella che inorridisce alla sola idea di portarseli dietro mentre va a bere il caffè con un’amica.

Quello che ho notato nella mia personalissima esperienza, è che la mamma abituata a mollare i figli ogni qualvolta l’attività prevista non sia esplicitamente da bambini - o talvolta anche in quei casi, vedi quelle che si presentano alla ludoteca o ai playdate solo con il grande “il piccolo l’ho lasciato a casa, sai si stanca e poi è ancora presto per queste cose (!)” - sembrano sempre molto sicure della propria posizione. Il bambino se è troppo piccolo si stanca, se è grande si annoia, impossibile portarlo a fare la spesa OGGI, sta mettendo un dentino, dal parrucchiere? Stai scherzando, piuttosto mi tengo la ricrescita di tre mesi - ma ovviamente non se la tiene, dato che questo percorso mentale è tipico solitamente di mamme che hanno al proprio servizio aiuti gratuiti, coi nonni in prima fila.

Del tutto naturale scatenare l’invidia di chi, per i motivi più diversi, non può contare su questo genere di supporto, e che ogni volta per assentarsi deve aprire il portafoglio. E allora va bene il ristorante a due, ma magari una volta ogni tanto. E per tutto il resto, o ti arrangi con la scuola, o te lo porti dietro. Per questo genere di mamme, che col bimbo neonato sono mamme-canguro a tutti gli effetti e praticamente si tolgono la fascia solo per dormire, il giudizio generale è solitamente impietoso, e lei stessa è divorata dai sensi di colpa perché naturalmente sa benissimo che per suo figlio non è il massimo restare zitto e buono mentre lei fa la spesa della settimana sudando copiosamente e buttando roba a mucchi nel carrello. Non solo glielo dicono gli altri, se lo dice da sola “Poverino” e anche “Poverina” riferito a se’ stessa.

Eppure, da mamma immigrata circondata da altre mamme nella mia stessa situazione, vedo che nessuno di questi bambini “poverini” sembra traumatizzato o infelice. Ovvio, si tratta di una situazione dettata dalla necessità perché a nessuno sano di mente fa piacere preparare, vestire e portare fuori due o tre bambini, magari in pieno inverno o sotto una pioggia torrenziale, solo perché hai dimenticato di prendere il latte. Ma è una di quelle situazioni di necessità da cui possono nascere molte cose buone. Bambini responsabilizzati circa la gestione domestica, dalle pulizie alla spesa, e questo credo sia importante soprattutto con i maschietti. Bambini che sanno stare al bar, al ristorante, in locali pubblici.

Bambini di uno o due anni che fin da piccoli si buttano nella mischia con i più grandi, e bambini di cinque o sei anni che sanno cambiare un pannolino e sorvegliare il fratellino o la sorellina in modo che non si faccia male. Un modo di vivere un po’ old-style, se vogliamo, e anche una faticaccia, ma da quel poco che ho visto io, non funziona poi così male. E poi, forse non è nemmeno così piacevole avere altre persone che fornendo gratuitamente un aiuto così sostanziale e alla lunga “imprescindibile”, in molti casi tendono ad intromettersi nelle questioni familiari, e a rivendicare qualche diritto anche decisionale sull’educazione dei bambini.

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