Nostrofiglio.it

Pianetamamma logo pianetamamma.it

gpt skin_web-famiglia-0
gpt strip1_generica-famiglia
gpt strip1_gpt-famiglia-0
1 5

Mamme maniache dell'igiene vs mamme iper rilassate

/pictures/2018/02/12/mamme-maniache-dell-igiene-vs-mamme-iper-rilassate-1696995051[2078]x[867]780x325.jpeg iStock
gpt native-top-foglia-famiglia

Mamme germofobe vs mamme iper rilassate: le 7 situazioni più tipiche

Mamme germofobe vs mamme iper rilassate

Noi mamme siamo tutte uguali… e al tempo stesso tutte diverse! Proprio perché la maternità è una questione che ha moltissimo a che fare con l’istinto e quindi con la parte più unica e autentica di noi, tutte la viviamo in modo diverso. E una delle questioni per cui le mamme più si prendono vicendevolmente in giro è la questione “igiene”. Tendenzialmente diventiamo tutte un po’ germofobe dopo la nascita dei nostri bambini, ma poi col tempo alcune di noi si “rilassano” sempre di più, mentre in altre l’ossessione per l’igiene rimane invariata o addirittura cresce!

Insegnare l'igiene a scuola

Non c’è bisogno di dire che tra mamme maniacalmente germofobe e iper rilassate c’è un oceano di vie di mezzo, che comprende la stragrande maggioranza delle mamme. Tuttavia oggi, per farvi sorridere un po’, abbiamo pensato di proporvi un confronto tra le mamme germofobe e quelle rilassate in una serie di situazioni tipo in cui tutte ci siamo ritrovate!

  • #1 IL BUCATO

Una mamma germofoba si riconosce già dalla gravidanza, e tra le altre cose anche per i bucati. Già, perché gli indumenti che compongono il corredino vanno ovviamente lavati a 60 gradi, con disinfettante addizionato al detersivo, dopodiché posti al sicuro in sacchettini sterili. Dopo la nascita, il bambino viene cambiato di tutto punto una o più volte al giorno, in particolare dopo ogni passeggiata e in generale ogni contatto con il mondo esterno, parenti in visita compresi.

Per la mamma iper rilassata, non c’è bisogno di disturbarsi tanto: la tutina viene indossata giorno e notte finché non ha evidenti chiazze di rigurgito o peggio.

  • #2 LE VISITE DI AMICI E PARENTI

Come dicevamo all’inizio, siamo tutte un po’ germofobe durante le prime settimane dalla nascita, anche perché consapevoli che un neonato di pochi giorni è una creatura delicata e bisognosa di protezione, oltre che di amore. Ma è anche il momento in cui la mamma germofoba dà il meglio di sé. Ogni persona che si presenti alla sua porta viene tramortita all’istante con uno tsunami di spray disinfettante. Al primo starnuto o colpo di tosse, gli ospiti vengono messi alla porta spesso accompagnati da insulti. Nessuno può prendere in braccio il bambino, a meno che non si sia appena fatto la doccia (con il disinfettante) e cambiato i vestiti.

Inutile dire che la mamma iper rilassata è completamente estranea da tutto ciò. Piazza il neonato in braccio a chiunque venga a trovarla in ospedale, ignorando il disinfettante messo a disposizione dalle ostetriche e il cartello gigante che invita i visitatori a usarlo prima di toccare i bambini. In fondo, ha gli anticorpi del latte materno, no?

  • #3 AL SUPERMERCATO

I carrelli del supermercato sono quasi proverbialmente ricettacoli di batteri, e di conseguenza tra gli oggetti più temuti dalla mamma germofoba. La quale è disposta a tutto pur di non farvi salire il bambino, compreso incastrare la spesa della settimana nei cestini in plastica, spingendo l’immacolato passeggino con l’altra mano. Se proprio non può fare a meno di collocare il bambino all’interno del carrello, le operazioni preliminari di disinfestazione possono protrarsi per diversi minuti. Va infatti prima disinfettato accuratamente il carrello, poi installato un copri-carrello spesa, fresco di bucato e imbottito per evitare gli urti.

La mamma iper rilassata osserva le altre con i copri-carrello con curiosità: per quanto la riguarda, è sufficiente una veloce spruzzata di Amuchina fino all’anno. Quando si ricorda di portarla, ovviamente. Non c’è bisogno di dire che la mamma germofoba si riconosce, oltre che dal copri-carrello, anche dal contenuto del carrello stesso: almeno 3 confezioni di disinfettante spray (il consumo medio per una settimana) salviettine sterilizza ciuccio, sterilizza mani, sterilizza superfici, liquido lavamani da borsetta, sterilizzatore liquido, additivo disinfettante per il bucato e chi più ne ha più ne metta.

  • #4 CIUCCI, BIBERON E TETTARELLE

La vita quotidiana della neomamma germofoba è scandita dalla sterilizzazione in massa di oggetti. In casa sua c’è sempre qualcosa in ammollo nell’acqua addizionata con il liquido disinfettante apposito: ciucci e tettarelle vengono decontaminati almeno due volte al giorno, poi ci sono i giocattoli, piattini e posate durante lo svezzamento, e in sintesi qualsiasi cosa con cui il bambino entri a contatto.

La mamma iper rilassata invece conosce diverse fasi. Il primo mese del primo figlio sterilizza circa una volta al giorno (tranne quando si dimentica). Il secondo mese quando si ricorda fa bollire il ciuccio nell’acqua della pasta prima di buttarla. Il terzo mese basta una sciacquata con l’acqua corrente, se proprio il ciuccio è caduto per terra ai giardini in una pozzanghera di fango. Dal secondo figlio in poi, si passa direttamente alla terza fase.

  • #5 AL RISTORANTE

Il ristorante è un luogo probabilmente meno pericoloso e contaminante del supermercato, ma non per questo si possono trascurare le norme igieniche di base: questo pensa la mamma germofoba mentre spruzza mezzo litro di disinfettante sul seggiolone che il cameriere le ha portato, rendendo irrespirabile l’aria dell’intera sala. La mamma germofoba non ordinerà mai un piatto al ristorante per il suo bambino: fino almeno ai 5 anni porta tutto da casa, piatti e bicchieri (in plastica anallergica) compresi.

La mamma iper rilassata ordina un paio di spaghetti al sugo, li piazza di fronte al bambino e, mentre il piccolo tenta di mangiarli con le mani imbrattando orrendamente il tavolo, sé stesso e anche qualche sventurato passante, lei si diverte da morire a filmarlo col cellulare.

  • #6 AL CAMPO GIOCHI

Per le mamme germofobe, le uscite con il neonato sono un capitolo a parte, che necessita di un’adeguata preparazione. Si parte con il lavaggio a 60 gradi delle lenzuola e dell’imbottitura della carrozzina o del passeggino, nonché della zanzariera (anche se non ci sono zanzare) e con la sterilizzazione dei giochini. Si passa poi all’equipaggiamento di base, che prevede la dotazione della diaper bag di tutto il necessario per far fronte a qualsiasi emergenza: nel caso, ad esempio, il piccolo avesse l’ardire di voler fare qualche gioco. Non può mancare l’intero cambio di abbigliamento, il kit da pronto soccorso e almeno due o tre ciucci e tettarelle di ricambio, perché delle salviettine disinfettanti non c’è proprio da fidarsi. Non appena è pronta, praticamente è già ora di tornare a casa.

Non come la mamma iper rilassata, che arriva pimpante al campo giochi, piazza il neonato sull’erba e si mette a chattare, ignara del fatto che il piccolo ha appena inghiottito un pezzo di biscotto fossile trovato per terra. In fondo, i bambini devono fare esperienza, no?

  • #7 IN CASA

Le differenze tra la mamma germofoba e la mamma rilassata non si fermano certo alle loro avventure fuori casa. Anche tra le mura domestiche le loro vite sono molto diverse. La mamma germofoba si sente in dovere di lavare il seno prima e dopo ogni poppata, lavare il pavimento ogni giorno, cambiare le lenzuola ogni due.

La mamma iper rilassata invece, rispetto a quando non aveva figli, tende a saltare le pulizie per fare un sonnellino, dato che ha passato la notte in bianco.

La mamma germofoba arriva sempre a sera molto, molto stanca. Tutti le dicono che esagera, ma lei non demorde: proprio ieri leggeva su Google di quel bambino finito in ospedale per aver mangiato un biscotto raccolto da terra…

E voi siete più mamme germofobe o mamme iper rilassate?
gpt native-bottom-foglia-famiglia
gpt inread-famiglia-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-famiglia-0