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Dal desiderio al fiocco sulla porta: un viaggio emozionante

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Da quando si desidera di avere un bambino a quando quel sogno si avvera è un viaggio emozionante dentro sè stessi e nella coppia

Dal desiderio al parto, un viaggio emozionante

L’esperienza del parto e della nascita di un figlio è spesso un ricordo che illumina gli sguardi e i racconti dei genitori: un momento che spesso definiscono come “magico”, ricco di emozioni e di gioie.

Dopo nove mesi di attesa, di fantasie, di aspettative, di interrogativi e di paure c’è finalmente un duplice incontro: quello dei neo-genitori con il figlio e quello del bambino con la vita.

La venuta al mondo di ogni bambino non è quindi un atto scontato che si esaurisce nella sala parto e nei reparti di neonatologia: è, piuttosto, un processo che si incarna poi in un traguardo, implicando necessariamente la presenza di un “prima” e di un “dopo”.

Come cambia la vita con un figlio

Le emozioni della mamma

La nascita, unitamente agli aspetti gioiosi ed emozionanti è, al contempo, un evento "traumatico" anche per la madre: il corpo cambia, si intrecciano emozioni contrastanti e forti, nascono nuove paure, interrogativi su se stessa: “sarò uguale alla madre che ho immaginato di essere?”, “cosa sarò?”, “riuscirò a garantire la sopravvivenza di mio figlio?”.

Inoltre la neo-mamma si trova a confrontarsi con le aspettative legate all’incontro con il bambino tanto atteso: con la nascita, il figlio  sognato ed immaginato durante la gravidanza, il “bambino della notte”, incontra il bambino reale. Ciò implica che la mamma stessa faccia esperienza concreta di cosa significhi per lei essere madre: il registro immaginario, della “mamma-che-vorrei-essere”, incontra quello reale dell'esperienza e della prestazione.

Il legame tra mamma e figlio

Il legame madre-figlio inizia già dal concepimento e si fonda sulla capacità della madre di pensarlo, immaginarlo e desiderarlo. Aspettare un figlio significa poterlo pensare nella continuità e da questo pensiero inizia la storia stessa di quel bambino. La nascita presenta una dimensione speculare laddove implica per la madre passare dall’altra parte dello specchio per diventare a propria volta l’immagine di quella che ha portato un bambino nel corpo e/o nella testa. Il figlio vive nel momento in cui è desiderato, voluto, cercato: è questa la modalità con cui egli viene accolto nella mente prima che nelle braccia dei genitori.

Aspettative contro realtà

Speriamo sia femmina, speriamo sia maschio, speriamo abbia il carattere della mamma e gli occhi del papà, speriamo sia un bambino tranquillo, speriamo sia vivace…

La speranza dei futuri genitori, in realtà, potrebbe essere semplicemente sintetizzata in: “speriamo sia”.

Il sesso, il carattere, il temperamento e le caratteristiche fisiche del bambino sono spesso gli elementi che, nei discorsi della coppia, occupano maggiore spazio. La fantasia di mamma e papà non conosce limite e permette loro di poter avere una fotografia del loro bambino al di là delle prime immagini reali dell’ecografia. Le immagini che vengono proiettate dai macchinari sono plasmate e ricoperte da altre immagini, da altri disegni che appartengono non al reale ma alla sfera del simbolico: il naso, le braccia e le gambe del piccolo feto che i genitori vedono sullo schermo sono molto di più di una immagine.

Sono un vero e proprio ritratto in cui i pittori sono fin dal principio i creatori di quella piccola vita. Ed ecco, allora, che possiamo parlare di origine e di originalità, di un “non è come nessun altro” e dunque di un’unicità poiché ciò da cui tutte le fantasie nascono è proprio quel sia: quella presenza, quella speciale e unica modalità di esserci più che di essere, viva ancora prima di essere vista e partorita dal grembo materno.

L'innamoramento nasce già nel pancione

Durante l’attesa c’è già un cuore che batte nella pancia della mamma, un corpo che si muove: è allora che scatta l’innamoramento, un amore timido e ancora impaurito tra la mamma e il proprio bambino. La madre crea in sé uno spazio corporeo/mentale, intimo, capace di fungere da contenitore fisico, emotivo e mentale di una nuova vita, da accudire.

Gli ultimi mesi sono anche dedicati alla preparazione del corredo, degli spazi e/o dei tempi domestici e della coppia per accogliere il piccolo. Tutto prende una nuova forma e si colora sempre più di entusiasmo, impazienza, preoccupazioni, aspettative e paure.

Poi, dopo nove mesi, all’improvviso: ”ci siamo”! La corsa in ospedale, il travaglio, il parto e poi.. “è nato finalmente!”. L’incontro fa dimenticare ben presto dolori e fatiche. Il bambino fantasticato e il bambino reale si incontrano finalmente nel caldo abbraccio materno. Così, genitori e figli nascono, o ri-nascono insieme, in un intreccio di emozioni, sguardi, sensazioni.

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