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Cosa pensano le altre mamme di me?

di Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus - 24.11.2023 Scrivici

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“Che cosa pensano le altre mamme di me?” è una domanda che molte donne madri si sono poste almeno una volta nella propria vita

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Cosa pensano le altre mamme di me?

"Che cosa pensano le altre mamme di me?" è una domanda che molte donne madri si sono poste almeno una volta nella propria vita. Mettersi a confronto con altre persone può essere un metodo costruttivo che l'individuo può utilizzare per migliorarsi e mettersi in discussione, purtroppo però può capitare che il continuo confronto con gli altri crei nella persona stress e ansia –spesso derivanti dalla paura di non essere mai all'altezza e dal timore del giudizio altrui. 

Si può dire che queste paure sono caratteristiche "specifiche" della società contemporanea, spesso descritta come "performativa". Con questo termine si intende descrivere la pressione alla quale le persone sono sottoposte per dimostrare in continuazione di essere di successo, felici e realizzate in ogni aspetto della loro vita. L'avvento dei social media ha aumentato questo fenomeno incentivando le persone a postare una versione idealizzata di loro stessi e questo può contribuire a creare un ciclo di aspettative irrealistiche e insoddisfazione costante. 

Come in tanti altri contesti, questa tendenza al perfezionismo ha influenzato anche la genitorialità. Infatti, se da un lato al giorno d'oggi i padri e le madri hanno a disposizione più strumenti e risorse per approfondire e avere una maggiore coscienza delle pratiche educative, dall'altro si sentono spesso obbligati a dimostrare di essere genitori perfetti. E questa tendenza può generare ansia, sentimenti di colpa e il bisogno di compararsi costantemente con altri genitori. 

L'illusione della perfezione

Quest'immagine del genitore perfetto non è altro che un'illusione, poiché la madre o il padre senza difetti non esiste –e se anche esistesse non è detto che sarebbe funzionale per i figli. Infatti, questa tendenza performativa può anche avere conseguenze negative per i bambini. In generale la continua ricerca della perfezione può trasmettere ai piccoli anche un senso di insicurezza e bassa autostima in quanto confrontati con figure percepite come irraggiungibili.

Il pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott sviluppa la teoria del genitore sufficientemente buono, secondo la quale la perfezione non esiste e non risulta essere necessaria, è importante invece essere appunto sufficientemente buoni, con questa espressione si intende indicare figure genitoriali che riescono a fornire al bambino un ambiente sicuro, stabile e prevedibile, caratterizzato da un accudimento e un'attenzione amorevole e da un contesto stimolante. Secondo Winnicott i genitori hanno in sé una competenza naturale che gli permette di essere sufficientemente buoni, in particolare, anche grazie a quella che viene definita "la preoccupazione primaria materna", la madre riesce istintivamente a rispondere in maniera sensibile ai bisogni e alle necessità del bambino o della bambina.

La madre o il padre perfetti quindi non esistono, il rapporto che si instaura con i propri figli è soggettivo, non esiste una modalità, uno standard applicabile a tutti. Ciò che importa davvero è la creazione di una dimensione in cui il bambino o la bambina si senta al sicuro e in cui i propri bisogni, fisiologici e affettivi, vengano accolti e ascoltati. E dunque il confronto con gli altri genitori e le altre famiglie può essere un esercizio utile solo se avviene in maniera costruttiva e partendo dalla consapevolezza che ogni nucleo familiare è unico e quindi diverso da tutti gli altri. 

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