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Come comportarsi dopo aver sgridato i bambini?

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Consigli delle mamme e delle esperte dell'infanzia su cosa fare dopo aver sgridato i bambini

Cosa fare dopo aver sgridato i bambini?

Sgridare i bambini non fa di noi delle cattive mamme, e no, nemmeno farlo urlandogli contro ci rende tali. Tutte sappiamo che non è il modo migliore e nemmeno il più efficace, ma spesso perdiamo la calma proprio perchè siamo stremate dagli sforzi che facciamo ogni giorno per il bene della nostra famiglia.

Ciò premesso, qualsiasi sgridata, anche la più "politicamente corretta", non è un momento piacevole né per noi, né per i nostri bambini. Ma ogni rapporto umano, se ci pensate, si fonda in un equilibrio tra momenti positivi e negativi. Sicuramente ciascuna di voi compie verso i propri bambini decine di gesti amorevoli ogni giorno, alcuni dati assolutamente per scontati persino da noi stesse: preparare la merenda con cura, accompagnarli a scuola in orario e in sicurezza, dargli un bacio, una carezza, fargli un complimento. Fare sacrifici per pagare lo sport, vestiti nuovi, giochi e tutto quello che serve. Eppure, a fine giornata spesso ci resta solo quella "sceneggiata" e talvolta il difficile viene dopo, soprattutto se pensiamo di non aver agito nel modo migliore e aver detto qualcosa di sbagliato.

Come rimproverare un bambino
  • Dopo aver sgridato i bambini, cancella e ricomincia 

Joanna Faber e Julie King (esperte dell'infanzia e professioniste nel supporto ai genitori) nel libro How to Talk So Little Kids Will Listen esaminano proprio questa situazione tipo, e il primo consiglio che danno è molto semplice: cancellare e ricominciare. Anche se la scenata è stata particolarmente "cruenta", con urla, minacce che riguardano compleanni e Natali, e magari trascinamento in camera del "colpevole" ;-), non è il caso di esagerare, ora, anche con le scuse.

Piuttosto, se pensiamo di aver esagerato e aver avuto una reazione eccessiva per motivi esterni che nulla hanno a che fare con il comportamento del piccolo, parliamo con lui in modo costruttivo. Parliamogli di come ci sentiamo, del perchè ci siamo arrabbiate e soprattutto, parliamo del futuro piuttosto che esprimere rimorso in modo eccessivamente drammatico. Lo scopo, infatti, è quello di spingere il bambino a capire come riparare al suo errore, se possibile, e/o come non ripeterlo la prossima volta.

  • Possiamo consolare i bambini dopo averli sgridati?

A volte i bambini ci si gettano letteralmente tra le braccia piangendo anche se siamo noi - per quanto con i migliori propositi - ad averli feriti con una sfuriata. Cosa fare in questi casi? Allontanarli con fare brusco, a mo' di punizione? In merito ci sono diverse posizioni, ma i più sono per dare ai bambini il conforto che chiedono, senza però cedere. Possiamo consolarli, accarezzarli e lasciarli piangere tutte le loro lacrime, ma intanto spieghiamo con calma perchè ci siamo arrabbiate e i motivi per cui il loro comportamento di poco fa non deve più ripetersi.

Quando i bambini non sono disposti a cedere

Altre volte, invece, una sgridata non termina in breve tempo, ma i bambini rifiutano di cedere le armi, e continuano ad insistere diventando irragionevoli e capricciosi. A questo punto è necessario mantenere la calma e l'autocontrollo, e non cedere se continuiamo a pensare di essere dalla parte della ragione. E se invece ci accorgiamo di aver sbagliato e di avergli urlato contro per un motivo del tutto futile e trascurabile? In questo caso dobbiamo esprimere il nostro dispiacere, senza esagerare cospargendoci il capo di cenere, ma nemmeno cercando di girare la frittata. Teniamo il focus su di noi "Mi dispiace di aver urlato, oggi sono molto stanca" e non "Dovresti saperlo".

  • Come comportarsi se, dopo la sgridata, il bambino è come "scollegato" 

Una terza reazione, dopo il pianto o la rabbia, è che il bambino appaia come "scollegato" da noi. In questo caso la cosa migliore da fare è non stargli troppo addosso; mettiamo temporaneamente da parte la questione e concentriamoci su come riportare tra noi un clima di armonia. Ad esempio organizzando in segreto una bella attività per l'indomani, in modo da "ritrovarci": in breve tempo sarà tutto dimenticato!

  • Mettere in pausa la discussione

Se ci accorgiamo che stiamo urlando o dicendo cose eccessive e irrazionali, ad esempio minacciandoli completamente a caso ("non ti porterò mai più a mangiar fuori" mentre siamo al ristorante) mettiamo la sgridata in pausa. Riflettiamo, chiediamoci perchè quel fatto ci ha tanto infastidito, se è davvero per il fatto oggettivo, o per qualcos'altro - ad esempio, quando il bambino compie un'azione che non ha conseguenze immediate, ma potenzialmente pericolose. Quando abbiamo fatto mente locale e preso un paio di respiri profondi, ricominciamo daccapo. Di solito, quando il rimprovero avviene con calma e fermezza, spiegando chiaramente le nostre motivazioni, il principio del "cancella e ricomincia" si applica immediatamente. Accertiamoci che il bambino abbia capito, e poi voltiamo pagina e parliamo d'altro.

  • I nostri bambini non devono diventare il nostro incubo

Si parla spesso di quella "genitorialità democratica" e i rischi che nasconde - bambini che, sentendosi "alla pari" con i genitori, tendono ad assumere in qualche modo il comando e diventare ingestibili. Ma anche quando ci lasciamo prendere dalla rabbia in un certo senso siamo vittime dei nostri figli. Assumiamo comportamenti che non ci appartengono, diamo il peggio di noi, e poi ci sentiamo frustrate e piene di rimorsi. Cerchiamo allora di capire cosa scatta nella nostra testa nel momento in cui perdiamo la calma: a volte siamo semplicemente prevenute verso alcune situazioni. Abbiamo paura che i bambini si comportino male in treno o in aereo e iniziamo a sbraitare alla prima richiesta. Temiamo il giudizio degli altri avventori del ristorante e perdiamo la testa non appena cade una forchetta. Ecco, il miglior modo per ricominciare dopo una sfuriata, e riportare il sereno, è anche fare un esame di coscienza e capire quali sono i meccanismi che provocano scenate inutili.

  • Non proiettiamo il passato sui nostri bambini

Tutte noi proiettiamo, inconsapevolmente o meno, gli schemi della nostra infanzia sui nostri bambini. Ad esempio, che ogni sfuriata terminava con il classico "vai in camera tua". Ma i nostri bambini non sono noi, e noi non siamo come i nostri genitori. Giusto o sbagliato che fosse ciò che accadeva nella nostra famiglia, può influire fino ad un certo punto. Solo noi conosciamo così bene i nostri bambini da poter capire al meglio di cosa hanno bisogno per riportare la serenità dopo una sgridata.

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