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Come evitare e gestire il burnout genitoriale ai tempi del Covid-19

di Elena Cioppi - 02.11.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Come aggirare e gestire il burnout genitoriale in pandemia? I consigli per evitare il punto di rottura, in famiglia e fuori.

Il Covid-19 sta mettendo a dura prova le famiglie e lo scenario attuale non fa che presagire un nuovo cambio di abitudini per adulti e bambini. Il rischio dietro l'angolo correlato all'emergenza sanitaria è psicologico e si chiama il burnout genitoriale: quella situazione in cui, proprio come sul lavoro, una persona arriva a un punto di non ritorno e si sente come stritolato dagli eventi, senza poterli più gestire. Il burnout genitoriale in pandemia ha dei contorni ancora più accesi: non esistono i confini tra la sfera privata e quella pubblica, con i genitori impegnati a fare smartworking negli stessi spazi che dividono con la famiglia. E lo stress nei bambini, oltre che negli adulti, può acuirsi in periodi in cui il telegiornale restituisce sempre e solo brutte notizie. Come essere genitori pazienti, che capiscono le esigenze dei bambini senza mettere da parte le proprie? Questa è una bella domanda, che però può trovare facilmente risposta esplorando i motivi del burnout, provando ad aggirarlo o quanto meno a ridurre i suoi effetti.

Burnout genitoriale in pandemia, come gestirlo

Secondo uno studio dal titolo "Stress in the Time of Covid-19" condotto da Harris Poll per la American Psychological Association, il 46% dei genitori di figli under 18 intervistati nel periodo tra il24 aprile e il 4 maggio 2020 ha provato livelli di stress sopra la media che in alcuni casi ha trovato difficile da gestire. E un secondo sondaggio dell'A.P.A. sempre relativo al periodo del primo lockdown primaverile ha messo in evidenza che il 60% dei genitori non sapeva più cosa far fare ai figli, in quel periodo in cui erano a casa da scuola per via delle restrizioni. Conoscere lo stress e analizzarne le cause è il primo passo per evitare il burnout, ovvero questa forma di esaurimento nervoso che, spesso, colpisce anche i genitori mentre sono a contatto con i figli. Se dal punto di vista professionale il burnout è stato riconosciuto come una sorta di crack emotivo che impedisce la concentrazione e l'emotività sul lavoro, dal punto di vista parentale le premesse sono le stesse, solo che le conseguenze si abbattono anche sugli altri membri della famiglia, in particolar modo i bambini più piccoli.

Secondo Robin G. Nelson, professore associato dell'Università di Santa Clara intervistato sul tema dal New York Times, la ragione sta nel fatto che, antropologicamente, le famiglie sono abituate, anzi, hanno bisogno, di dividere l'educazione dei proprio figli con altre figure, più qualificate di loro dal punto di vista didattico. Insegnanti ed educatori in genere sono fondamentali per la crescita dei bambini: quando queste figure vengono meno come nei periodi di didattica a distanza e smartworking dei genitori il bilanciamento della responsabilità sociale dei figli è sproporzionato e cade tutto sulle mamme e i papà. Siamo una comunità, abituati a crescere in contesti sociali variegati: per questo, quando vivere in comunità non è possibile e l'unico rapporto stretto è con il nucleo familiare, spesso si ha la sensazione di sentirsi soffocare, di non riuscire a gestire le proprie responsabilità personali e lavorative.

Riconoscere lo stress per aggirarlo

Se già riconoscere un periodo di stress è un antidoto al sentirsi sopraffatti, parlare e comunicare apertamente le proprie emozioni con il partner rispetto alla responsabilità dei figli è il secondo passaggio per affrontare la situazione. Il carico mentale che si accumula in periodi emotivamente incerti come quelli del Covid-19 non aiuta ad alleggerire la vita familiare: se una mamma o un papà faticano a trovare il centro del proprio benessere in casa, tendono ad allontanarsi dalle mura domestiche e allo stesso tempo a sentirsi in colpa, perché non aiutano la famiglia e non rappresentano più un punto di riferimento.

Come riconoscere il burnout genitoriale?

Questo tipo di burnout si sviluppa in alcune persone (e genitori) come una sensazione di stress e stanchezza diffusa. I quattro segnali da tenere d'occhio per evitare che questo sentimento si accentui e diventi patologico secondo gli esperti sono:

  • sensazione di stanchezza tale da non riuscire ad alzarsi dal letto
  • sensazione di essere emotivamente instabile nei confronti dei propri figli e dei loro bisogni
  • nessuna gioia nelle attività "da genitori"
  • cambiamento generale di comportamento

Prima di arrivare al burnout gli esperti intervistati dal New York Times consigliano di sedersi a tavolino (letteralmente!) con la famiglia e discutere di cosa succede, dividendo in tre grandi categorie le aspettative e le attività del genitore che si sente sopraffatto: si individueranno bisogni non negoziabili, desideri e ambizioni. Tra i bisogni non negoziabili devono rientrare momenti di individualità per decomprimere, rilassarsi e dedicarsi alle proprie passioni. Questo vale per tutti i membri della famiglia e non solo per i genitori in affanno. Una passeggiata in solitudine, un'ora al giorno in casa da soli, una chiamata a un'amica diventano momenti fondamentali per evitare di arrivare al punto di non ritorno. Nei casi in cui però lo stress e il burnout si presentassero, l'unico modo per sopperire ai propri bisogni senza interferire con quelli familiari è consultare un terapista, che aiuterà il genitore a venire a capo del periodo che sta vivendo e a uscirne.

Fonti per questo articolo: Stress in the Time of Covid-19, Harris Poll e American Psychological Association; Stress in the Time of COVID-19, American Psychological Association; 

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