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Gli asili nido privati hanno aumentato le rette dopo il lockdown 2020: l'inchiesta

di Elena Cioppi - 20.01.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Una ricerca di Altroconsumo su più di 145 strutture italiane ha confermato il trend delle rette in aumento nel rapporto tra asili nido privati e Covid-19.

Non esiste, purtroppo, un settore che l'emergenza Covid-19 non abbia toccato anche in maniera indiretta. Se da un lato le restrizioni, le chiusure e il distanziamento sociale stanno portando i loro frutti rispetto alla curva dei contagi (misure coadiuvate dal vaccino), dall'altro queste toccano indistintamente le attività produttive e quelle private. In particolare gli asili nido e le scuole paritarie stanno ancora subendo il contraccolpo della chiusura improvvisa e prolungata del 2020, che li ha visti riaprire solo a settembre con diverse remore.

Una ricerca di Altroconsumo ha analizzato in particolare il rapporto tra asili nido privati e Covid-19, per capire che impatto avessero avuto le chiusure del 2020 sulle strutture e sul loro rapporto con le famiglie. L'inchiesta è stata portata avanti in ottobre, a un mese dalla riapertura con nuove Linee Guida Scuola per proteggere il più possibile il personale scolastico, i bambini e i ragazzi. Il risultato di questa analisi ha messo in luce che il 50% delle strutture coinvolte nell'intervista ha alzato le tariffe rispetto agli anni precedenti: la retta è uno dei valori che sono stati toccati dall'emergenza.

La ricerca ha coinvolto 214 asili nido privati sparsi sul territorio da nord a sud Italia: di questi hanno accettato di rispondere alle domande degli esperti di Altroconsumo in 145, sulle quali si fonda l'inchiesta. Le domande poste ai responsabili di queste strutture private sono state legate in particolar modo ai problemi causati dalla pandemia e alle modifiche subite per mettersi in regola e poter accogliere i bambini in tutta sicurezza. 

Asili nido privati e Covid-19, rette aumentate in metà delle strutture coinvolte

La metà dei nidi (su 145 che hanno accettatto di partecipare al sondaggio) ha deciso di aumentare la retta in media del 6%,  circa 36 euro in più al mese a bambino. Il confronto è stato fatto in particolare con il 2019, anno Covid-free a tariffa "normale". Riangono alcune strutture che hanno deciso di mantenere le tariffe precedenti, altre invece le hanno abbassate: la media tra tutte le strutture coinvolte rimane un aumento delle rette del 3%, pari a circa 18 euro in più al mese.

Facendo una proiezione su un bambino di un anno e mezzo che frequenta l'asilo nido privato tutti i giorni della settimana, con a carico della famiglia la retta (che comprende il pasto e la tassa di iscrizione) senza sovvenzioni comunali. Scegliendo la tarriffa legata alla permanenza del bambino per più ore nella struttura, gli esperti di Altroconsumo hanno potuto fare un raffronto con il 2019: mentre una famiglia spendeva circa 541 euro per la frequenza piena tra le 4 e le 6 ore (inclusi i pasti); nel 2020/2021 ne spende 557. Per le fasce complete che vanno dalle 6 alle 8 ore si è passati da 587 euro a 608 euro. Se il bambino rimane all'asilo per più di 8 ore, la retta è passata da 680 euro a 696.

Rette degli asili nido privati in epoca Covid, quali sono le città più costose?

L' incremento di tariffe secondo la ricerca ha investito tre diversi valori:

  • aumento della tassa d'iscrizione
  • costo della mensa
  • costo totale della retta mensile

Bari è la città con l'aumento maggiore, con 45 euro in più al mese (pari al 12% rispetto al 2019), mentre a Reggio Calabria le rette sono aumentate di 9 euro, pari al 3%. Anche Milano e Padova hanno visto un rincaro del 3%. Seppur l'aumento delle tariffe in epoca Covid sia stato più sentito dalle famiglie di Bari, in realtà è MIlano a detenere il record di rette più alte in assoluto, con una retta di 684 euro al mese; Bari in questo senso rimane una delle città meno care, subito dopo Reggio Calabria. 

Perché gli asili nido privati hanno aumentato le rette?

Le ragioni sono molteplici e vanno tutte incontro alla necessità di tutelarsi in caso di chiusura. Molti asili hanno introdotto nuove regole sul pagamento della retta, per far sì che queste vengano pagate entro una certa tempistica; altri invece hanno dovuto provvedere ad assumere nuovo personale, sistemare gli spazi in modo diverso, in alcuni casi ristrutturarli. Altri hanno scelto di ridurre il numero delle iscrizioni dei bambini, limitando quindi le entrate e dovendo compensare in altro modo.

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