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Umorismo nei bambini, quando si sviluppa?

di Simona Bianchi - 05.04.2024 Scrivici

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Fonte: shutterstock
L’umorismo nei bambini è una componente cognitiva e sociale importante per lo sviluppo. Come si sviluppa e a che età s’impara

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Umorismo nei bambini

L'umorismo nei bambini, secondo la scienza, è presente fin dalla nascita. Più nel dettaglio, già quando hanno solo un mese apprezzano battute e gesti simpatici e dai quattro mesi sarebbero in grado di cominciare a scherzare. Uno studio di Mireault et al. del 2015 ha esaminato da vicino le reazioni dei neonati di fronte a situazioni umoristiche. Posizionando palline di schiuma sui loro nasini o facendo facce buffe, i ricercatori hanno osservato che i neonati ridevano di gusto, anche quando le altre persone intorno a loro mantenevano espressioni neutre. Questo suggerisce che i neonati comprendevano il senso dell'umorismo in modo autonomo senza imitare il comportamento degli adulti attorno a loro.

Come si sviluppa l’umorismo

Le ricerche hanno dimostrato che dalla nascita, mese dopo mese, il senso dell'umorismo si sviluppa progressivamente passando da passivo ad attivo. Inizialmente il bimbo ride per il solletico o il gioco del cucù che scatena una risata quando l'adulto riappare gridando "cucù", poi è il piccolo stesso a cominciare a scherzare con i genitori.

A che età s’impara l’umorismo

Una ricerca coordinata da Elena Hoicka, dell'Università di Bristol nel Regno Unito, ha dimostrato che gli esseri umani hanno il senso dell'umorismo fin dalla nascita e che è un processo complesso che si sviluppa nei primi quattro anni di vita. In pratica, a un mese di età i bambini apprezzano già l'umorismo, per diventare, verso i quattro mesi, volontario: riescono già a scherzare con versi, gridolini e giochetti buffi. Nel corso dei primi anni si sviluppa il vero e proprio sense of humor  che aiuta anche i bambini nel loro sviluppo cognitivo, sociale e psicologico. Per lo studio, il team ha identificato 21 diversi tipi di umorismo, tra cui quello corporeo, smorfie, parole senza senso e prese in giro, e ha svolto un sondaggio di 20 domande chiamato Early Humor Survey (EHS) per i genitori di qualche centinaio di bambini da un mese di età a quasi 4 anni, di varie estrazioni sociali e diverse parti del mondo.

I risultati del sondaggio sul ridere

L'esperimento ha dimostrato che i bambini ridono già dopo appena un mese, in particolare per il solletico e a due mesi molti lo fanno anche per gesti buffi. A soli tre mesi, invece, ci sono bambini che si divertono con parole tabù come "cacca", versi strani come starnuti o rutti, mentre fanno la pipì o sgambettano a pancia in su. A 11 mesi, il 50% dei bambini scoprono il senso dell'umorismo per scatenare la risata degli altri, soprattutto dei genitori, del fratello, ma anche degli altri bambini e, di conseguenza, provano piacere a farlo spesso. In questa fase il loro umorismo è soprattutto di tipo fisico e uditivo come fare facce buffe, mettersi la testa tra le gambe o nascondersi. Già a partire da un anno i piccoli provano nuove tecniche come spaventare gli altri o imitare il verso di un animale. L'umorismo di due anni, invece, si avvale del linguaggio, dicendo parole sbagliate o senza senso. Dall'età di tre anni in poi iniziano davvero a scherzare facendo trucchetti buffi o giochi di parole.

Senso dell’umorismo e intelligenza

Sviluppare il senso dell'umorismo del bambino ha molti effetti positivi tra cui conseguenze anche nello sviluppo dell'intelligenza. Come spiega l'azienda ospedaliera Meyer l'humor ha una valenza multidimensionale, con implicazioni a livello fisiologico, sociale e cognitivo che determinano conseguenze sulla salute. Al termine di una risata si ha un rilascio di endorfina i cui effetti sono immunostimolanti, antidolorifici, euforizzanti e calmanti. Ne è un esempio la correlazione tra lo stress e l'humor: chi ha un buon senso dell'umorismo è capace di ridere di se stesso e può utilizzarlo come strategia per far fronte ad una situazione spiacevole e per gestire con più efficacia lo stress. Inoltre, gli studi testimoniano che chi ha senso dell'umorismo risulta più sicuro di sé, più socialmente competente e attraente e più abile nel ridurre le tensioni e i conflitti all'interno delle proprie relazioni interpersonali: ne deriva una maggiore possibilità per questi soggetti di costruire relazioni sociali e intime soddisfacenti, soprattutto con i coetanei.

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