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Bambini in carcere, continua l'impegno di Telefono Azzurro

di Redazione PianetaMamma - 06.07.2016 Scrivici

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Si rinnova il protocollo d'intesa e la collaborazione tra Telefono Azzurro e il Ministero della Giustizia per tutelare i diritti dei bambini, figli di genitori detenuti, che devono affrontare la realtà difficile del carcere

Telefono Azzurro per i bambini in carcere

Telefono Azzurro e il Ministero della Giustizia rinnovano il protocollo d'intesa per tutelare i diritti dei bambini, figli di genitori detenuti, che devono affrontare la realtà difficile del carcere. Sono questi gli obiettivi del progetto "Bambini e Carcere", nato nel 1993 dall'impegno dei volontari di Telefono Azzurro e reso possibile grazie alla collaborazione con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Un accordo che è stato rinnovato con la firma del Protocollo di Intesa che regola le attività dell'associazione nelle strutture carcerarie di tutta Italia.

Sono stati oltre 10.000 i bambini e ragazzi seguiti nel 2015 dalle attività del progetto, attraverso la presenza di 224 volontari formati e preparati in 18 carceri d'Italia.

Il progetto si muove in due direzioni: la fase del Nido che consente ai bambini di trascorrere i primi anni con la mamma in carcere in una situazione affettiva, logistica ed organizzativa a misura di bambino, e la “Ludoteca” per attenuare l’impatto con la dura realtà carceraria al momento del colloquio con il genitore detenuto. Il ruolo dei volontari è importante in queste due fasi, in quanto le loro attività sono finalizzate a creare un clima sereno per il minore. Per i piccoli lo scopo è di facilitare il rapporto con la mamma e rendere meno traumatica la permanenza nel carcere. Mentre nella Ludoteca si cerca di allentare la tensione dell'incontro tra genitore e bambino attraverso giochi, animazione, assistenza etc. Si cerca di tutelare la crescita psico-affettiva del minore e garantire un ambiente sereno per il rapporto con i genitori. 

Il progetto Bambini e Carcere ha l’obiettivo di favorire il rapporto dei minori con i genitori detenuti, anche in un contesto come la realtà carceraria spesso difficile da comprendere, soprattutto per un bambino - ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e Docente di Neuropsichiatria Infantile - Il Protocollo rafforza l’impegno del Ministero della Giustizia a fianco dei bambini e delle famiglie dei detenuti. Telefono Azzurro si impegna quotidianamente al fianco di minori e genitori in carcere, da oltre 20 anni, in istituti penitenziari di tutta Italia, intervenendo in prima persona - durante e dopo il carcere – per contribuire a ricostruire un tessuto sociale e familiare lacerato. Un progetto che intende mettere in pratica il principio sancito dall’articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia secondo cui <>

Santi Consolo, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha sottolineato che c'è la volontà di far sì che agli ICAM attivi a Milano, Torino, Venezia e Senorbì-Cagliari, che ospitano 26 bambini sui complessivi 43 che vivono con le mamme detenute, se ne possano aggiungere altri, tra i quali quello di Roma. Per migliorare il rapporto tra genitori detenuti e figli il DAP è fortemente impegnato nella realizzazione delle aree verdi in tutti gli istituti. Bisogna tutelate il diritto alla genitorialità e le condizioni in cui questi incontri si svolgono

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