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Stili di attaccamento e modelli comportamentali

Diversi studi hanno confermato quanto la tipologia della relazione che i genitori stabiliscono con i propri figli (gli stili di attaccamento)influisca sul modello comportamentale

Stili di attaccamento nel bambino

Quando ci troviamo di fronte ad un bimbo timido, ci domandiamo come mai risulta essere tanto diverso e sensibile a differenza dei suoi coetanei. Da cosa dipende?
Diversi studi hanno confermato quanto la tipologia della relazione che i genitori stabiliscono con i propri figli influisca sul modello comportamentale.

Sviluppo sociale e Sviluppo affettivo del bambino

Bowlby, uno psicoanalista britannico, ha condotto un’analisi approfondita (1969, 1973) sulla relazione tra il bambino e la propria madre, quest’ultima considerata comunemente il caregiver ossia “la persona che si prende cura di”, e ha valutato che ogni individuo presenta uno stile di attaccamento strutturato in base al legame con la figura di riferimento.

In tale contesto, soprattutto i primi due anni di vita sono molto importanti per stabilire una base (affettiva) sicura che verrà ricercata ogni qualvolta il bambino avverte momenti di pericolo, o si ammala o è stanco. In questo modo tenderà a tranquillizzarsi e riuscirà nuovamente a ritornare alla quotidianità con più serenità. Questa esperienza influenza ed organizza le percezioni, i sentimenti e tutta la personalità dell’individuo.

Secondo Bowlby non sussiste nessun dato che avalli l’idea che un padre non possa diventare una figura di attaccamento nel caso in cui sia lui a dispensare le cure al bambino.
Quindi, chiunque può essere un caregiver.

Ma quali sono gli stili di attaccamento?

Lo stile sicuro

Il papà o la mamma risponde ai bisogni del bambino, è sempre presente, non si nega, è diretto e disponibile alle sue richieste. Le caratteristiche principali di questa relazione sono l’affidabilità, la sicurezza di affrontare il mondo, la certezza di essere amabile, la capacità di sopportare distacchi prolungati e nessuna paura dell’abbandono. Le relazioni future che si andranno a strutturare saranno delineate da rispetto e fiducia, socievolezza e sicurezza di sé.

La relazione madre bambino, significativa per la crescita del piccolo

Lo stile insicuro/evitante

Il caregiver è inaffidabile, poco presente e rifiutante. Non manifesta sempre la propria disponibilità e spesso evita di rispondere alle richieste del bambino o non ne capisce pienamente il senso. La relazione è caratterizzata da un senso di rifiuto percepito, da una sfiducia nel mondo esterno e una tendenza all’evitamento per paura del rifiuto. Le relazioni future saranno caratterizzate da una convinzione di non essere amato e da difficoltà a dimostrare fiducia ed affetto verso gli altri.

Lo stile ansioso/ambivalente

Il papà o la mamma non è sempre presente, è discontinuo e la relazione si basa sulla paura di essere abbandonato. Il bambino percepirà di essere amato in maniera discontinua e, per questo, tenderà a sviluppare ansia e paura abbandonica. Le relazioni future saranno caratterizzate da gelosia, possessività, ossessione e tenderà ad avere scarsa fiducia in se stesso e nelle proprie capacità sopravvalutando gli altri.

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Nel 1985 la Main approfondendo questo studio valuta l’esistenza di un quarto stile:

Stile disorganizzato/disorientato

Il caregiver è spaventato e spaventa anche il bambino che manifesta comportamenti opposti e ambivalenti a livello emotivo in situazioni stressanti.
Rifiuta qualsiasi intimità e conflittualità nelle relazioni affettive verso le quali sviluppa una modalità emotiva di dipendenza.

È facile comprendere quanto le esperienze infantili condizionino fortemente i legami affettivi e qualsiasi tipo di relazione.


Ma allora cosa fare? Che tipo di risposte è possibile dare ai piccoli?

- La rassicurazione è importante in qualsiasi contesto.

- La disponibilità all’ascolto: le richieste, i capricci, le paure vanno contenute.

- Considerare la sua sensibilità ed i suoi tempi come tratti importanti del suo carattere e quindi non sottovalutarli.

- Far percepire al bambino che si è sempre presenti anche se fisicamente si è lontani.

- Manifestare il proprio affetto con le coccole e con le parole.

- Guardarlo negli occhi sempre e comunque.

Il rapporto con i genitori è quindi fondamentale per permettere ai piccoli di divenire espansivi ed aperti agli altri soprattutto nei primi anni di vita. Infatti, i bambini con una esperienza affettiva soddisfacente sono più socievoli, amichevoli, spontanei, diretti e manifestano meno paura nel relazionarsi ai coetanei.
Insomma, fare il genitore non è poi così semplice!

A cura della Dott.ssa Emmanuella Ameruoso
Psicologa e Psicoterapeuta

BAMBINI CON LE MAMME (FOTO)


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