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Sindrome del bambino onnipotente: cosa si intende e come intervenire

di Elena Berti - 28.03.2022 Scrivici

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Sindrome bambino onnipotente: che cosa significa, come si risolve, come si comportano i bambini viziati e quali colpe hanno i genitori.

Sindrome bambino onnipotente

Tutti i genitori, a un certo punto, si ritrovano davanti figli che dicono sempre di no, che da angeli si trasformano in piccoli tiranni, che pretendono di ottenere tutto e non accettano alcuna costrizione. A volte sono fasi o modi per mettere alla prova l'autorità dei genitori, altre volte però potrebbe trattarsi di un problema che va gestito diversamente, come la sindrome bambino onnipotente

In questo articolo

Sindrome bambino onnipotente: cosa significa?

Abbiamo dato diverse definizioni ai cosiddetti capricci o alle fasi di ribellione dei figli di tutte le età, ma l'espressione bambino onnipotente è piuttosto recente ed è trasversale, arrivando a contagiare anche ai ragazzini. A coniarla è stata la dottoressa Giuliana Ukmar, psicoterapeuta della famiglia e della coppia, che definisce onnipotenti quei figli talmente "pestiferi" da essere fuori controllo, il cui IO sovrasta ogni cosa e non permette di tenere a bada certi comportamenti.

Caratteristiche del bambino onnipotente

Il bambino onnipotente è colui che si sente il protagonista assoluto di tutto: come in un film, tutto ruota intorno a lui, alla sua vita, ai suoi bisogni, mentre gli altri sono personaggi secondari. I bambini con sindrome d'onnipotenza non accettano i rifiuti, né dai genitori né dai pari, e mette in pratica qualsiasi strategia, anche la manipolazione, per ottenere quello che vuole. Spesso non dimostra empatia, non gli interessa quel che accade agli altri, è egoista, opportunista e superbo. Se si presentano delle difficoltà, spesso non sa come affrontarle.

Solitamente, il bambino onnipotente è un bambino molto viziato. Secondo la dottoressa Ukmar, infatti, questo tipo di sindrome si è sviluppata a partire dalle tendenze di disciplina dolce, che non impongono regole particolari, e più nello specifico da quando si è deciso di trattare i figli come piccoli adulti e non per quello che sono, cioè bambini, con doveri e diritti diversi dai grandi.

Ascoltare ogni loro esigenza e soddisfarla li ha resi quindi convinti di poter ottenere sempre tutto, e se così non è si arrabbiano tantissimo. 

Inoltre, anche i bambini "sfortunati", quelli che hanno dei problemi di salute o altre condizioni che possono farli definire "poverini" dai genitori, rischiano di diventare onnipotenti perché viene concesso loro tutto.

Chi sono i genitori che viziano i figli

Sempre la dottoressa Ukmar ritiene di aver individuato due tipologie di genitori che più facilmente possono crescere bambini con sindrome di onnipotenza: i genitori che hanno figli giovanissimi, o anche quelli per cui "a noi non capita" (anche loro onnipotenti). L'altra categoria, particolarmente sviluppata negli ultimi anni, è quella dei genitori che ce la mettono tutta per essere bravi, per crescere figli al meglio delle loro possibilità, e per questo studiano, leggono, si informano in ogni modo e quindi analizzano qualsiasi azione del figlio, hanno paura di castrarlo, di frustrarlo, insomma di creargli dei traumi che poi lo seguiranno da adulto. 

Come gestire bambini onnipotenti e viziati

Ma come si fa, quindi, a gestire questi bambini che ormai sembrano avere in mano lo scettro del potere, almeno in casa? Mettendo delle regole, quelle che non si sono messe prima. La dottoressa Ukmar è infatti chiara su questo: i genitori devono essere aiutati a riprendere in mano la situazione, e non per diventare autoritari, ma autorevoli. Perché essere autoritari può avere le stesse conseguenze nefaste dell'essere troppo permissivi, ma l'autorevolezza aiuta a definire i limiti e fa crescere bambini sicuri, con possibilità di movimento ma comunque un perimetro entro cui muoversi. 

Sono quindi fondamentali le regole, a qualsiasi età. Regole che per i genitori possono rappresentare un vero e proprio lavoro, perché poi bisogna controllare che vengano rispettate e decidere che cosa succede se non lo sono.

E soprattutto bisogna stabilirle: no a regole senza senso, tipo "non voglio che guardi questo film", senza una motivazione. Le regole devono essere poche ma chiare, ben definite. Bisogna spiegarle e lasciare margini altrove, puoi guardare trenta film ma non questo perché questo contiene violenza che ritengo tu non sia ancora in grado di elaborare. 

Altra questione importante, le regole non vanno trasgredite: quando si mettono, poi vanno fatte rispettare, almeno finché non si ridiscutono insieme perché le cose sono cambiate. Non far rispettare le regole imposte è forse peggio di non aver imposto regole perché implica una perdita di fiducia nella parola e nelle decisioni dei genitori. 

La sindrome del bambino onnipotente è piuttosto diffusa e, secondo la psicoterapeuta che ha coniato il termine, è frutto di anni di educazione troppo permissiva. Il modo per rimediare è farsi aiutare, come genitori, a impostare delle regole: solo così si potrà sperare di invertire la rotta e crescere adulti di domani che non si sentano al centro del mondo. 

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