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Il sexting ed il cybersex: bambini e adolescenti a rischio

di Emmanuella Ameruoso - 19.12.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La tecnologia ha sostituito molti dei processi che avvenivano spontaneamente tra i ragazzi. Questi seguivano, nella maggior parte dei casi, dei percorsi graduali di conoscenza dell’altro durante la crescita. L’approccio alla sessualità ne è un esempio. Si parla adesso di sexting e cyberse

Sexting e cybersex: bambini e adolescenti a rischio

Gli adolescenti usano il telefono per chattare, per condividere informazioni, foto, video ma anche per conoscere e conoscersi. Ecco che il sesso, a questa età, attrae curiosamente ed i ragazzi si sperimentano nell’approccio con l’altro sesso attraverso queste nuove modalità. Il relazionarsi con l’altro non prevede necessariamente un’esposizione ma tutto è limitato alla chat, per cui è facile nascondersi e superare le resistenze, la timidezza e l’imbarazzo.

Lo scambio virtuale permette di andare oltre l’emotività e di mettere in atto, nell’immediato, uno specifico comportamento con tutti i rischi che ne conseguono.

Cos’è il cybersex?

Il cybersesso consiste in scaricare storie o immagini esplicitamente sessuali, nel coinvolgimento in scambi a sfondo sessuale via e-mail o tramite chat, nella visione e condivisione di video su siti di natura pornografica, fare sesso virtuale tramite webcam, mostrare il proprio corpo, masturbarsi, guardare insieme materiale pornografico, commentare, fantasticare, incontrarsi nelle chat erotiche, scambiare annunci e e-mail, organizzare incontri reali con partner sessuali. È un fenomeno che sta prendendo il sopravvento poiché approcciarsi alla relazione diventa sempre più difficile se non tramite lo smatphone: è invece semplice ricorrere al digitale poiché si può assumere qualsiasi identità. È facile quindi accedere ai contenuti pornografici da parte dei bambini e degli adolescenti dai 9-10 anni in su.

In cosa consiste la ricerca?

Gran parte delle informazioni non fruibili direttamente agli adolescenti sul tema della sessualità vengono ricercate proprio su questi siti o in queste chat. La curiosità si spinge però quindi ben oltre la conoscenza anatomica del proprio corpo e quello dell’altro sesso o le semplici nozioni di fisiologia, per esempio concernenti il concepimento, ma comprende tutto ciò che possa riguardare le possibili patologie e le parafilie (perversioni) legate alla sessualità.

Ciò che manca quindi sotto forma di “educazione” fornita per esempio in contesti specifici di formazione quale la scuola o di crescita quale la famiglia, viene ricercato altrove. È spesso il canale virtuale il primo ad essere “interpellato” e permette loro di confrontarsi con i propri pari verificando e condividendo ciò che più interessa. Ma internet consente di interfacciarsi anche con altre realtà anche molto al di fuori della loro capacità di gestirle poiché non ancora maturi dal punto di vista psico-emotivo e cognitivo.

Gli adolescenti ricercano il piacere attraverso la conoscenza di nuove sensazioni di natura visiva, tattile, cenestesica e per soddisfare tale desiderio arrivano a “rischiare” il tutto per tutto. Molte ragazze mostrano, e per certi versi “vendono”, il proprio corpo in cambio di soldi, ricariche telefoniche, gratificazioni di tipo economico. Nell’uso delle varie applicazioni con le quali possono sentirsi libere di inviare foto e contestualmente di cancellarle, ritengono di essere al sicuro anche se oramai è stato appurata con certezza le tantissime possibilità di conservare foto, video e quant’altro possa restare sul web ed essere utilizzato per vari scopi.

Molti giovani cercano di superare la solitudine approdando a situazioni limite quali il cybersex per testare anche la propria capacità di gestire le emozioni, superare le proprie paure, ricevere gratificazioni sul piano personale e in merito alla propria fisicità “piaccio?”, “posso piacere agli altri?” mostrando singole parti del corpo e nascondendone delle altre, denudandosi, provando il sesso per la prima volta seguendo l’altro, insomma affidandosi a chi non si conosce al solo scopo di appagare il desiderio sessuale attraverso pratiche di auto masturbazione ed evitare le relazioni sociali isolandosi dal contesto dei pari.

Dipendenza da sesso tra gli adolescenti

La dipendenza da sesso è quindi il passo successivo essendo una pratica che gratifica da più punti di vista (psicologico, fisico e relazionale anche se in quest’ultimo caso la relazione è di tipo virtuale). Capita altresì che i ragazzi realizzino tramite il cybersex ciò che nella realtà non si permettono di fare o non possono fare con la propria compagna, hanno quindi relazioni sociali che non schivano o evitano. Il sexting ed il cybersex possono essere considerate come pratiche per esplorare la propria e l’altrui intimità ed anche un modo di scambiarsi o mostrare affetto considerato quindi abbastanza “normale” tra gli adolescenti.

Ma il materiale condiviso può divenire un mezzo per ricattare l’altro, può essere uno strumento per dimostrare cosa si è riusciti ad ottenere da una ragazza o utilizzato, anche involontariamente, per “bullizzare” l’altro. È quindi un’attività molto pericolosa. Lo stesso per quanto riguarda i bambini dai 9 ai 14 anni soprattutto se non seguiti nella navigazione.

Come prevenire?

  • Il parental control potrebbe essere una soluzione ottima per evitare la navigazione su determinati siti,
  • la gestione dei tempi sull’utilizzo dello smartphone e della navigazione in accordo tra genitori e figli,
  • spiegare cosa succede se si condividono le foto in una chat o ancor meglio su un social network,
  • parlare di sessualità anche in maniera generica se ciò provoca imbarazzo nei genitori o se ritengono che i figli siano ancora troppo piccoli per conoscere determinare argomentazioni,
  • avere facile accesso al telefonino del figlio,
  • verificare che non ci siano app nascoste o file segreti,
  • comunicare esplicitamente e sinceramente per gestire al meglio la relazione genitore-figlio,
  • educare alla relazione, alla socialità, alla condivisione ed alla esternazione delle emozioni.

Questi rappresentano soltanto alcuni degli interventi mirati alla prevenzione che riguardano la società in genere ma anche e soprattutto chi contribuisce alla crescita dei bambini e dei ragazzi, operatori, professionisti, insegnanti e genitori. Le teorie sociologiche come anche quelle psicologiche hanno svolto una serie di indagini per comprendere gli effetti degli strumenti tecnologici e dei media sul comportamento e sulla psiche dell’individuo.

Non dobbiamo trascurare neanche le conseguenze emotive che ogni soggetto subisce in merito ad effetti di tipo immediato, a medio e a lungo termine. Ogni singola esperienza, anche se virtuale, produce degli effetti di tipo emozionale talvolta anche deleteri per le personalità più fragili e per chi, come i bambini e gli adolescenti, sono ancora in fase di evoluzione caratteriale e cognitiva. Riuscire ad evitare che alcuni comportamenti possano essere messi in atto da parte dei giovani significa appunto ostacolare il fenomeno mostrando maggiore interesse per la crescita di chi si adegua alla realtà e molto spesso non ha dei riferimenti che possano guidarlo correttamente nelle sue scelte.

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