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Quanto è importante per i bambini socializzare per formare la loro personalità?

di Emmanuella Ameruoso - 27.09.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Quanto è importante per i bambini socializzare per formare la loro personalità? Ce lo spiega la psicologa

Quanto è importante per i bambini socializzare

A differenza di ciò che si pensava nel passato, il neonato è in grado di percepire sin dai primi momenti di vita una serie di stimoli attraverso i diversi canali sensoriali: non è quindi un essere passivo ma in grado di elaborare degli input e di rispondere agli stessi.

Il processo di socializzazione inizia già dai primi giorni di vita. Il neonato riconosce l’odore della mamma e durante le prime interazioni con le figure di accudimento comincia a strutturare la sua personalità, inizia cioè a entrare in relazione con l’altro, reagendo agli stimoli ambientali.

Lo psicoanalista J. Bowlby, nei suoi studi del 1969, rivelò che i neonati a 6 settimane rispondono al sorriso tramite uno stimolo visivo ossia a due punti neri su uno sfondo bianco; successivamente, intorno ai 4 mesi rispondono ad un volto sorridente e a 6 mesi riconoscono un viso familiare percependo le emozioni tramite le espressioni del volto e imitandole. Questo istinto di sopravvivenza permette loro di attirare le attenzioni da parte delle figure di accudimento.

In seguito, Sroufe (1979) affermò che i neonati manifestano quelle che lui definisce i “precursori” delle emozioni che coinvolgono tutto il corpo nel suo insieme e che solo attorno all’età di 9 mesi le stesse emozioni si definiscono meglio assieme alla formazione del proprio sé.

Izard (1977), invece, considerò le espressioni del volto dei neonati come una risposta emotiva che si esplicita a livello fisiologico e sollecitata da stimoli.

Succede che, quando il piccolo non ha nessun genere di interazione con la mamma, reagisce molto poco agli stimoli cadendo spesso in una condizione di sonno profondo, le espressioni del volto e i sorrisi diventano rari e mostra segni di tensione. Si chiude cioè in se stesso.

Diversi studi affermano quindi che sin dai primi mesi i neonati interagiscono e quindi mettono in atto dei processi di socializzazione inizialmente orientati alla sopravvivenza ma che diventano mano a mano più complessi durante il percorso crescita.

Ed è così che i vari processi di interazione si attivano per divenire aspetti di personalità ineguagliabili.

E’ importante per i bambini socializzare

Crescendo le loro competenze emotive si evolvono sino a riconoscere nell’altro espressioni, stati d’animo e vissuti grazie anche ad un processo empatico nel quale i più sensibili sono coinvolti. Ma non solo.

L’esser a contatto con gli altri, fare nuove conoscenze, frequentare attività sportive, essere sempre aperti agli altri agevola lo sviluppo di peculiarità caratteriali che danno la possibilità di districarsi anche nelle situazioni più complesse riuscendo a percepire le difficoltà dell’altro, essere riconosciuto tramite conferme che arrivano dagli altri. Quando si è disponibili, si risulta simpatici e divertenti quindi ben accetti dagli altri lo sviluppo di una buona autostima è favorita.

Questo permette di divenire autonomi, essere capaci di raggiungere dei risultati. ottenere successi nella vita, a scuola, nello sport, nelle discipline musicali. E tutto sostanzialmente da soli. È quindi importante che un genitore favorisca i processi di socializzazione aiutandolo a crescere senza paura dell’altro.

I bimbi con difficoltà a socializzare si mostrano più chiusi ed introversi, più permalosi e meno generosi, più timidi o più aggressivi, più isolati dal gruppo e meno propensi al gioco e alla condivisione degli spazi e dei tempi nonché delle attività. Un bambino ch non socializza viene escluso automaticamente dal gruppo poiché non è capace di stare con gli altri in quanto non ne è abituato.

Lo sviluppo della personalità

La socializzazione permette quindi l’apertura e la conoscenza di sé attraverso la condivisione delle proprie emozioni. Un bambino che interagisce maggiormente ha meno timore di esprimere il proprio vissuto in merito ad una esperienza né di dire la sua se qualcosa non gli va giù. È un bambino più libero.

Essere liberi non è facile poiché a volte si resta intrappolati in regole, insegnamenti o semplicemente in comportamenti appresi ma che non hanno nulla a che vedere con l’evoluzione sana di una personalità in via di formazione.

Lo sport è preferibile al telefonino. Un amico con cui giocare a palla o suonare uno strumento è molto meglio di un videogioco o della playstation. Vivere ogni giorno della propria vita assieme agli altri arricchisce di emozioni e di conoscenze che il mondo dietro uno schermo non potrà mai dare.

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