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Perché il mare fa bene ai bambini

di Penelope Greco - 02.08.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Finalmente è arrivata l'estate e con lei le tanto desiderate vacanze. Ma perché il mare fa bene ai bambini? Vediamo cosa sappiamo

Il mare è un vero e proprio toccasano per i bambini. Grazie alla salsedine, allo iodio, all'aria salsoiodica, il mare può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie.

A trarne beneficio sono almeno 16 malattie:

  • allergie respiratorie
  • anemie
  • artrosi
  • depressione
  • distorsioni
  • fratture
  • ipotiroidismo
  • malattie ginecologiche
  • reumatiche
  • psoriasi 
  • rachitismo

In questo articolo

Il mare fa bene alla psiche

A dirlo è Wallace J. Nichols, un ricercatore dell'Accademia delle Scienze della California e autore del libro "Blue Mind – Mente e acqua". Secondo Nichols infatti, l'esposizione alle onde elettromagnetiche date dal colore blu ha degli effetti positivi sul nostro cervello, favorendo la creatività e migliorando la gestione delle nostre emozioni. La vista del mare ci aiuta a regolare il ritmo sonno/veglia, sollecitando così sia la parte emotiva del nostro cervello che quella più razionale.

"Ogni animale per sopravvivere ha bisogno di trovare dell'acqua da qualche parte." - spiega il ricercatore - "Per alcuni essa è nel cibo, per altri è acqua allo stato naturale. Senz'acqua, la maggior parte di noi non vivrebbe a lungo. Appare logico che i nostri sensi e le nostre emozioni siano finemente regolati in modo che possiamo percepirci e posizionarci così da essere sempre in sicurezza rispetto all'acqua. Queste sono le basi della Mente Blu. Ma c'è dell'altro. Non soltanto l'acqua salubre è indispensabile alla vita, ma rende anche la vita degna di essere vissuta. L'acqua ci aiuta a rilassarci e a rigenerarci, ci concede momenti romantici e di pace, è lo sfondo ideale per la creatività e la solitudine, e molto altro ancora.

Mare ed endorfine

Secondo lo studio "The beach as a setting for families' health promotion" l'attività fisica e i giochi sulla spiaggia aiutano i bambini a mettere in moto gli ormoni della felicità, soprattutto grazie al movimento.

In uno studio qualitativo su 15 famiglie con bambini di età compresa tra 8-11 anni che vivono nel Devon o in Cornovaglia, in Inghilterra, gli autori hanno scoperto che questo è un luogo adatto per lo studio in quanto ci sono "oltre 750 miglia di spiagge, dove nessuno vive a più di 35 km dalla costa". Per questo studio, gli autori hanno condotto interviste semi-strutturate con genitori e bambini partecipanti sulle attività, i benefici percepiti e le barriere associate ai viaggi in spiaggia.

Gli autori hanno scoperto infatti che durante le gite in spiaggia ogni bambino praticava almeno una forma di attività fisica dentro e fuori dall'acqua. Le attività acquatiche degne di nota includevano bodyboard, surf, nuoto e giochi tra le onde. Le attività terrestri includevano l'esplorazione di pozze di marea, la costruzione di sabbia, lo scavo e la costruzione di dighe e forti. Sia i genitori che i bambini erano consapevoli dei potenziali benefici che andare in spiaggia può avere sulla salute fisica (aumento dell'attività fisica, aria fresca, sole) e soprattutto sulla salute mentale (divertimento, riduzione dello stress, miglioramento dell'umore). Gli autori discutono le loro scoperte nel contesto della teoria del ripristino dell'attenzione e del modello psico-evolutivo. Gli autori suggeriscono che la grande quantità di elementi naturali (acqua, sabbia, rocce) e dinamici (maree, animali delle pozze di marea, onde) sulla spiaggia porta ad un aumento dell'attività fisica nei bambini.

Sole e Vitamina D

La vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa e non solo, è sintetizzata dal nostro corpo a partire dall'assorbimento dei raggi solari dalla pelle. Questa vitamina viene assunta dal corpo in due modi:

  1. attraverso alimenti come latte e derivati, proteine di origine animale e anche il 'famoso' olio di fegato di merluzzo(ergocalciferolo); 

  2. attraverso la sintesi che opera il nostro organismo quando è esposto al sole (colecalciferolo).

Secondo la professoressa Sabrina Corbetta, responsabile del Servizio di Endocrinologia e Diabetologia all'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, per avere una produzione efficiente di Vitamina D a livello cutaneo ci si deve esporre per almeno 30 minuti al giorno e con un'intensità che deve dare arrossamento della cute. Per prendere il sole, e avere quella condizione di arrossamento, sarebbe meglio esporsi nelle ore centrali della mattina, evitando le prime ore del pomeriggio. 

Fonti articolo: Gruppo San Donato; Children and Nature; 

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