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La percezione del tempo nell'infanzia

di Monica De Chirico - 11.09.2013 Scrivici

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La percezione del tempo nell'infanzia ha una sua dimensione soggettiva e creativa. Piaget, noto psicologo dell'età evolutiva, fa notare che il tempo del bambino è un tempo ludico e magico, è il tempo di un infinito presente, del gioco privo di passato e di futuro

A Cura di Mariaelena La Banca

Il tempo dei bambini

: riflessioni per una gestione serena del tempo di tutta la famiglia.

Per un bambino, modificare orari e abitudini, rappresenta un periodo di grandi cambiamenti specialmente se deve anche cambiare scuola. A mio figlio, che si appresta a frequentare

la prima elementare

è bastato che facessi leva sul fatto che lui è grande (ci tiene così tanto!!!) e che i bimbi grandi vanno alla scuola dei bimbi grandi (!!!) per far si che accettasse la nuova situazione. Ogni tanto mi chiede di tornare nel suo asilo e questo mi fa pensare

alla percezione del tempo nell'infanzia

che ha una sua dimensione soggettiva e creativa.

Piaget

, noto psicologo dell'età evolutiva, fa notare che

il tempo del bambino è un tempo ludico e magico, è il tempo di un infinito presente, del gioco privo di passato e di futuro

. Questo almeno fino ai 6 anni di età.


LEGGI ANCHE: Giochi per l'intelligenza: orientarsi nel tempo

Per noi è un tempo perso, un tempo fermo e improduttivo in contraddizione con il tempo produttivo e riproduttivo delle nostre società. Il nostro tempo dovrebbe tornare ad essere, periodicamente,

un tempo dei bambini

e ci accorgeremmo di quanta distanza interponiamo, come adulti, tra tempo soggettivo e tempi di vita dei bambini e delle bambine e ci dovrebbe ammonire dall'appiattire al tempo dei grandi il tempo dei piccoli.

E così, approfittando di questa settimana in cui la mattina, prima di andare a scuola, possiamo permetterci di

"perdere tempo"

, Matteo si sveglia intorno alle 7:00, con calma, stiracchiandosi per benino, poi richiede la sua giusta e sacrosanta dose di coccole, poi vuole giocare 10 minuti con i lego, poi vedere un cartone mentre fa colazione,  poi ci laviamo insieme, spruzzando acqua ovunque, rischiando decine di volte di scivolare, ridendo a crepapelle ad ogni schizzo e, ci si veste in serenità, a volte mettendo tutte e due le gambe nello stesso pantalone, a volte infilando la maglietta con il braccio nel buco della testa, scherzando sulle possibili prese in giro dei compagni e della gente..."se ci vedessero così!!" e si va al centro estivo. l'ultimo tratto lo facciamo a piedi, immaginando le meravigliose attività che si faranno a scuola. In tutto impieghiamo 1 ora.

GUARDA IL VIDEO: Mamma e bambino: giochi dai 13 mesi ai 3 anni


In questo modo Matteo non fa più millemila capricci per alzarsi, vestirsi, fare colazione e così via. Bisognerebbe che cercassimo di capire

quale ritmo hanno i bambini nel loro tempo magico e improduttivo

per evitare di stressare loro con “sbrigati che facciamo tardi” e di togliere a noi il senso di colpa per averli incalzati tante e tante volte.

Quando i bambini fanno i

capricci

, molto spesso, stanno solo esprimendo un bisogno, alla loro maniera. Se riuscissimo a rispettarli, forse non frignerebbero.

Giochi per l'intelligenza. Stimolare la capacità di esprimersi.

Vi lascio con questa riflessione,

una frase bellissima di Paolo Crepet:

"Riempiamo la loro vita di impegni. Trasformiamo il tempo in compiti. E non ci accorgiamo che così lo uccidiamo, il tempo. Per cui un bambino va a scuola, e dopo la scuola c'è la palestra, quindi inglese, poi musica. [...] Ci sono bambini che vivono come amministratori delegati. C'è bisogno di questo? Credo di no. [...] Sappiamo bene che non c'è nessuna relazione tra una vita così intensamente vissuta e la crescita dei ragazzi. Che ha a che fare piuttosto con il loro grado di

autostima

, con la capacità di

far fronte agli eventi negativi, con le risorse affettive

. Tutte caratteristiche che non vengono certo favorite da una educazione competitiva o da una vita zeppa di cose da fare, appuntamenti da rispettare, traguardi da raggiungere. [...] Penso che bisognerebbe

insegnare ai bambini a perdere del tempo.

Che è una gran bella fatica. Perché perdere del tempo non vuol dire né oziare né alienare il tempo. Vuol dire invece declinarlo secondo una dimensione emotiva e relazionale anziché cognitiva. [...] Diamo il tempo ai nostri bambini. Insegniamo loro come cercarlo....ma prima cerchiamolo noi!"

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