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Come capire se i percentili del proprio figlio vanno bene

di Elena Berti - 24.11.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
La crescita dei bambini è misurata coi percentili: quando preoccuparsi, come interpretarli e come valutare la crescita di un bambino dalla nascita

Percentili. Quando preoccuparsi?

Chi diventa genitore deve imparare tantissime cose che prima ignorava: come si cambia un pannolino, come si tiene la testa del neonato, come si resiste al sonno… Tra le novità, c'è anche la scoperta dei percentili, quel numero "misterioso" con cui ci si confronta a ogni appuntamento dal pediatra. Oggi parliamo proprio di percentili, quando preoccuparsi e come capire se il bambino cresce bene. 

In questo articolo

Che cosa sono i percentili

Per percentili si intendono più nello specifico i diagrammi percentili, cioè l'unità di misura con cui si valuta la crescita del bambino. Generalmente prendono in considerazione tre misure: l'altezza, il peso e la circonferenza cranica. Calcolarli non è semplicissimo: si basano sull'osservazione delle misure di 1000 bambini, divisi poi in 100 gruppi di 10 bambini ciascuno. Ogni gruppo è un centile, e ogni centile rappresenta l'uni per cento della popolazione in quella determinata età. 

Essere a un dato percentile non significa crescere bene o male, ma rientrare in una determinata fascia. Al primo percentile si trovano i bambini con misure più piccole, al centesimo quelli con altezza e peso più elevati. La media dei bambini si trova però tra il 25esimo e il 75esimo percentile. 

Qual è il giusto percentile

Non esiste quindi un percentile migliore di un altro: se le dimensioni di vostro figlio sono al terzo percentile alla nascita, e così a un anno, due anni, tre anni, significa semplicemente che rientra nella fascia di bambini con quelle misure. Se si stabilizza sempre sul 30esimo percentile, vuol dire che avrà dimensioni nella media, oppure se sarà all'80esimo significa che sarà molto grande. 

Percentili, quando preoccuparsi

Veniamo quindi alla questione centrale: quando bisogna preoccuparsi dei percentili? Posto che è soltanto il medico pediatra a poter analizzare correttamente le curve, generalmente è buon segno quando, qualsiasi sia il percentile, il bambino resta all'interno del suo range. Se quindi vostro figlio nasce piccolo di statura e peso, è normale che si attesti su quei livelli anche per molti anni. 

La preoccupazione può arrivare quando c'è un arresto della curva, cioè improvvisamente, tra un controllo e l'altro, il bambino non cresce più: il peso resta lo stesso così come l'altezza, in particolare se questo avviene a cavallo con la pubertà. Oppure, al contrario, quando la curva del peso fa un balzo in avanti non giustificato da una crescita complessiva del bambino. 

Attenzione però: variazioni della curva dei percentili sono piuttosto normali, in particolare durante gli anni delle elementari quando la crescita può assestarsi per poi fare uno scatto successivo. 

Cosa fare se il bambino non cresce

Se vostro figlio smette improvvisamente di crescere la cosa migliore è parlarne col pediatra che valuterà un bilancio di salute. Sarà lui, infatti, a interpretare la curva di crescita grazie ai percentili e, con la sua esperienza, a capire se c'è da preoccuparsi oppure no. Molti genitori sono preoccupati in particolare per i figli maschi, che arrivano alla scuola secondaria ancora "bassi": si tratta di un fatto piuttosto normale che coinvolge molte ragazzini, ma un controllo è comunque consigliato per valutare che non ci siano impedimenti alla crescita. 

Inoltre, è sempre bene valutare l'altezza dei genitori e dei nonni: se in famiglia si è tutti bassi e minuti, è piuttosto normale che anche il bambino non sia alto e corpulento. Se vostro figlio mangia in maniera sana e con appetito, non perde peso, non ne accumula troppo, fa movimento e sport senza problemi, cercate di rassicurarvi. Se invece a fronte di un peso e un'altezza anomali vedete anche altro, è il caso di approfondire. 

In ogni caso, prima di preoccuparsi per i percentili troppo bassi (quelli alti "spaventano" meno) è meglio lasciare ogni interpretazione al medico, che sarà valutare se la crescita è regolare o se invece necessita approfondimenti. 

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