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Nomignoli e vezzeggiativi: il mammese, fino a quando?

di Francesca Capriati - 21.06.2012 Scrivici

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Sarà capitato a tutte di inventare nomignoli e vezzeggiativi per i nostri bambini. Ma a un certo punto non dovremmo darci un taglio?

L'altro giorno in spiaggia una mamma chiamava suo figlio dalla battigia a gran voce: "Topino" Topino" Vieni ad asciugarti". Il Topino è salito dall'acqua dopo decine di sgolamenti e aveva più o meno otto anni.
Ora, Topino proprio no!

Confesso che mio figlio ha decine di nomignoli buffi e nessuno ha a che fare con il suo nome di battesimo. Però se sono in pubblico lo chiamo per nome, mentre in privato, quando ci facciamo le coccole o in un moto di tenerezza, adoro chiamarlo con i nomignoli più buffi e strani (vi risparmio l'elenco completo). La mia unica giustificazione è che non ha ancora tre anni.

In realtà diciamolo. Inventare nomini strani per i nostri bambini è una adorabile abitudine, che inizia quando il pargolo è ancora nel pancione. Se leggiamo i blog delle mamme online ci accorgiamo che tutte o quasi hanno per i loro piccoli dei nomignoli, a volte affettuosi, a volte irriverenti.

E alla tendenza da inventare nomignoli si associa anche un tono di voce cantilenante, un linguaggio ricco di termini inventati, comprensibili solo a mamma e figlio. Si chiama mammese e per certi versi, all'inizio, è utile. Serve a favorire l'instaurarsi di un legame unico e speciale tra mamma e figlio, che stabiliscono un canale di comunicazione esclusivo e aperto solo a loro due.

Ma è un'abitudine che dovrebbe essere "a tempo". Passati i quattro anni i bambini dovrebbero essere chiamati con il loro nome e un tono di voce adulto, per lo meno quando si sta insieme agli altri.

Voi cosa ne pensate? Che nomi buffi avete dato a vostro figlio?

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