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Microplastica nella cacca di neonati e bambini: cosa dicono gli studi

di Ines Delio - 21.12.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
La presenza di microplastica nella cacca di neonati e bambini è emersa in diversi studi che destano non poche preoccupazioni nei genitori

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Microplastica nella cacca di neonati e bambini

Secondo una nuova ricerca, i bambini potrebbero essere esposti a livelli più elevati di microplastiche rispetto agli adulti. Da studi internazionali e italiani è emersa anche la presenza di tracce di microplastica nella cacca dei neonati, meconio incluso. Una scoperta che preoccupa e fa riflettere.

Cosa sono le microplastiche

Le microplastiche sono il risultato della scomposizione della plastica nell'ambiente, che si riduce in particelle la cui grandezza varia dai 330 micrometri ai 5 millimetri. Queste vanno a inflitrarsi negli ecosistemi, specialmente marini e acquatici, finendo per contaminare anche posti inimmaginabili come la vetta dell'Everest. Tracce di microplastica sono state trovate addirittura nelle feci di neonati e bambini e nella placenta materna.

Microplastica nella cacca di neonati e bambini: lo studio americano

Sebbene l'esposizione alle microplastiche (MP) e i relativi effetti sulla salute siano una preoccupazione globale, si sa poco sulla sua entità. Per questo, in uno studio pilota della New York University School of Medicine, gli scienziati hanno deciso di analizzare tre campioni di meconio (le prime feci del neonato), sei di feci di bambini e 10 di quelle degli adulti alla ricerca di concentrazioni di microplastiche di polietilene tereftalato (PET - il materiale utilizzato principalmente per la produzione di bottiglie di plastica ma anche per capi d'abbigliamento) e di policarbonato (PC – utilizzato soprattutto in ottica, edilizia, elettronica). Sono state così ritrovate tracce di microplastica in due dei campioni di neonati e in tutti i campioni di bambini e adulti. A stupire è che siano state rilevate concentrazioni di PET nelle feci di neonati e bambini circa 10 volte superiori a quelle dei grandi: ben trentaseimila nanogrammi per ogni grammo di feci infantili contro i duemilaseicento rilevati negli adulti.

Microplastica: perché le concentrazioni sono più alte nei bambini

"I neonati e i bambini sono esposti a un'ampia gamma di plastiche, dai giocattoli, ai massaggiagengive, ai biberon, ai cucchiai usati per l'alimentazione", spiega il ricercatore Kannan Kurunthachalam, professore di pediatria alla NYU Grossman School of Medicine, secondo il quale i bimbi piccoli possono essere esposti a più plastica perché esplorano gli oggetti mettendoli in bocca.

Microplastica e neonati, la scoperta italiana

Un recente studio italiano dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma in collaborazione con l'Università politecnica delle Marche, pubblicato sulla rivista scientifica Environment International e precedentemente approvato dal Comitato Etico, ha analizzato le placente di sei donne sane, tra i 18 e i 40 anni con gravidanze normali, identificando 12 frammenti di materiale artificiale.

Di questi, 3 sono stati identificati come polipropilene (materiale con cui, ad esempio, vengono realizzati le bottiglie di plastica e i tappi) e 9 di materiale sintetico verniciato. Possono derivare da cosmetici, smalto per le unghie, ma anche dentifricio, creme per il viso e il corpo, adesivi o gesso. Nello specifico, cinque particelle sono state trovate nella parte di placenta attaccata al feto (parte integrante del feto), quattro nella parte attaccata all'utero materno e tre dentro le membrane che avvolgono il nascituro.

Microplastica: quali sono i rischi per neonati e bambini?

"I rischi per la salute dei bambini che già alla nascita hanno dentro di sè delle microplastiche ancora non si conoscono – ha commentato Antonio Ragusa, primo autore dello studio e direttore dell'Uoc di ostetricia e ginecologia del Fatebenefratelli – Ma già sappiamo da altri studi scientifici internazionali che la plastica per esempio altera il metabolismo dei grassi. Riteniamo probabile che in presenza di frammenti di microplastiche all'interno dell'organismo, la risposta del corpo, del sistema immunitario, possa cambiare, essere diversa dalla norma".

Sarà, quindi, necessario condurre ulteriori studi per valutare se la presenza di microplastiche nella placenta umana possa innescare risposte immunitarie o portare al rilascio di contaminanti tossici, risultando dannosa per la gravidanza.

Cosa possono fare i genitori contro le microplastiche

La plastica è così comune nelle nostre vite e nelle nostre case che è impossibile evitarla completamente. Una grande quantità di microplastiche è, inoltre, di origine casalinga, come quelle provenienti dal lavaggio di capi sintetici, che si vanno a riversare in acqua, un problema che può essere ridotto tramite appositi filtri, lavaggi a bassa temperatura e l'uso di detersivi liquidi. Adottare uno stile di vita green può certamente aiutare a ridurre l'esposizione dei bambini alle microplastiche, così come alcuni accorgimenti utili, tra cui:

  • ridurre l'uso di giocattoli di plastica a favore di giocattoli di legno, bambù e stoffa
  • preferire i contenitori in vetro per la conservazione degli alimenti
  • evitare di riscaldare cibi o liquidi nella plastica, soprattutto quando sono per i bambini
  • evitare bibite in bottiglie di plastica, a partire dall'acqua con cui si prepara il biberon
  • utilizzare pannolini ecologici o lavabili
  • scegliere vestiti ecologici certificati
  • acquistare prodotti sfusi per ridurre lo spreco di imballaggi alimentari
  • optare per confezioni di stoffa o rivestite di cera d'api al posto dei sacchetti di plastica

Tanti piccoli gesti che però possono fare la differenza anche per i più piccoli, per far sì che possano crescere in un mondo più pulito e sano, nel rispetto dell'ambiente che ci circonda.

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