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Mamma maniaca dell'ordine? Le conseguenze psicologiche sui bambini

di Emmanuella Ameruoso - 23.04.2019 Scrivici

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Mamma maniaca dell'ordine: la psicologa, Dott.ssa Emmanuella Ameruoso, ci parla delle conseguenze psicologiche che si riversano sui bambini se crescono in un ambiente in cui vige in un'organizzazione rigida e maniacale

Mamma maniaca dell'ordine: le conseguenze sui bambini

Lavorare e gestire la casa non è cosa semplice. Badare ai figli, organizzare la spesa, i compiti e tutto il ménage familiare richiede impegno e una grande dose di pazienza. Spesso, per riuscire a gestire tutto, sono necessarie regole ferree e inamovibili, soprattutto se i figli sono scalmanati. Ma non sempre funziona.

Maria Montessori, la prima donna italiana laureatasi in medicina, poi specializzatasi in pediatria e in neuropsichiatria, ideò un metodo educativo che fu utilizzato in tutto il mondo con enorme successo.

Secondo lei, ogni bambino ha bisogno di interagire e di muoversi spontaneamente nel suo ambiente, sentendosi libero di esprimere le sue emozioni e inclinazioni.

Per crescere felice e in salute, dal punto di vista sia fisico che mentale, ha bisogno di “liberare la sua anima” e pertanto l’adulto funge semplicemente da ausilio per questo compito. Ciò significa che l’ambiente nel quale cresce è importante per favorire il suo sviluppo intellettuale.

Per quanto le nuove tecniche educative propongono visioni differenti resta comunque un metodo conosciuto ed applicato in tutto il mondo e ciò fa riflettere su quanto sia cambiata la nostra società. Una cultura nella quale vige la ricerca della perfezione trascura invece i bisogni fondamentali dell’individuo che nonostante l’evoluzione sociale non sono mai cambiati: Maslow, infatti, nella piramide dei bisogni fondamentali dell’individuo pone una necessità importante quale l’autorealizzazione che viene soddisfatta attraverso l’espressione della propria spontaneità, creatività e potenzialità.

La madre organizzata e maniaca dell’ordine

Nel contesto familiare molto spesso questo non accade poiché il bisogno di organizzare e di mantenere ordine vige su tutto il reso, comprese le necessità dei figli.

Si conoscono ambienti in cui il disordine regna sovrano, con giocattoli dappertutto, muri dipinti e una mamma che urla in continuazione chiedendo ai figli di essere più ordinati. Ma altri..assolutamente ordinati e puliti quasi come se in quegli ambienti non ci abitasse nessuno.

Ebbene, qual è la differenza?

Pensiamo per un attimo ad un bambino che si muove liberamente nel suo ambiente, salta, gioca e stravolge continuamente l’ordine casalingo, mentre un altro che non può minimamente concedersi nessuna stravaganza poiché deve stare attento a non sporcare e a tenere tutti i giocattoli sempre in ordine.

La risposta è facilmente deducibile.

Un bambino accettato e non manovrato o condizionato nella sua spontaneità, soprattutto in termini di gioco, si sentirà accolto e libero di essere se stesso senza giudizi di sorta. Crescendo invece in un ambiente eccessivamente ordinato manifesterà un certo tipo di inibizioni.

Il sentirsi liberi è una condizione interiore più che comportamentale e pertanto tende a divenire una caratteristica di personalità con il beneficio di poter accettare anche chi è diverso e con atteggiamenti completamente divergenti rispetto ai propri. Ciò permette di non farsi condizionare da una aspetto limitativo quale può essere una rigida e maniacale organizzazione mentale.

Una madre eccessivamente maniaca dell’ordine trasmette, a livello psichico e comportamentale, le proprie fisime anche ai figli che interiorizzeranno le stesse modalità di giudizio e di selezione perdendosi poi la libertà di comprendere qualcosa di diverso da ciò che hanno assimilato, compreso il lasciarsi andare a livello affettivo ed emotivo.

Ciò comporta il vivere costantemente nell’ansia e nella mania della perfezione anche se quest’ultima appartiene soltanto alle macchine.

Un’emotività, nonostante tutto, evoluta in maniera sana, manifesta la propria creatività in diversi modi: c’è chi la canalizza appassionandosi al proprio lavoro, all’arte, alla musica o allo sport mentre in altri evolve nell’esigenza di controllare a livello maniacale l’ambiente circostante con la conseguenza di sviluppare psicopatologie o inibizioni caratteriali. La timidezza fondamentalmente è un’emotività non espressa, le manie quali il collezionismo, l’esigenza dell’ordine, la fobia per gli animali sono espressione pura di un’educazione “controllata” e maniaca del perfezionismo e della pulizia.

Cosa fare?

Le esasperazioni non vanno mai bene ed anche nell’educazione “creativa” sono necessarie delle regole e dei limiti altrimenti i bambini non sarebbero “contenuti” né sul piano psichico-emotivo, né su quello comportamentale.

Prendendo, invece, in considerazione gli eccessi materni, è chiaro che riconsiderare in primis l’organizzazione caratteriale permetterebbe di agire anche sul comportamento dei figli, ma spesso non è possibile. Si potrebbe favorire, pertanto, la frequentazione di attività al di fuori del contesto casalingo che prevedano la possibilità, per il bambino, di esprimere la propria personalità a prescindere dai limiti imposti o, comunque, permettergli di usufruire di propri spazi anche in casa utilizzando delle regole di riordino ben precise ma accettando, altresì, che il bambino talvolta potrebbe non rispettarle!

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