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Luoghi della crescita: passaggi e cambiamenti tra la famiglia e la scuola

di Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus - 20.04.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
I luoghi della crescita rappresentano i passaggi e i cambiamenti che avvengono in famiglia e a scuola che permettono al bambino di crescere e inserirsi nel sociale

Luoghi della crescita: passaggi e cambiamenti tra la famiglia e la scuola

Quando si parla di età evolutiva, si può fare riferimento alle tappe e ai diversi compiti di sviluppo che il bambino deve assolvere per poter crescere in modo equilibrato e inserirsi nel sociale.

Come evidenzia la Dott.ssa Marta Bottiani, psicoterapeuta e Vicepresidente dell'Associazione Pollicino, nel libro "Che bello il mondo! Ma che fatica per mamma e papà" (Ed. San Paolo, 2019), nei primi anni di vita il bambino è colui che chiede: si soddisfano infatti i bisogni relativi al nutrimento e all'attenzione. Sono inoltre continue le novità - quali il passaggio dal latte alla pappa, dal pannolino al vasino - e il principale punto di riferimento per il piccolo è il genitore, in particolar modo la madre. È proprio in questo momento che si delinea - nel rapporto tra caregiver e figlio - quello che lo psicoanalista John Bowlby chiama stile di attaccamento. Questo rimarrebbe stabile fino ai 3 anni di età e, in base alla qualità del legame, permetterebbe al bambino di affidarsi progressivamente anche ad altre figure e di scoprire l'ambiente, in quanto certo che la mamma farà sempre ritorno.

Prima esperienza sociale: entrata nella scuola dell'infanzia

Il rapporto prettamente simbiotico tra genitore e figlio quindi si trasforma e si apre a un interesse, da parte del piccolo, nei confronti anche del mondo esterno. Come sottolinea ancora la Dott.ssa Bottiani, la crescita infatti, riguarda proprio l'accettare una separazione da parte di bambini, mamme e papà: i primi, in particolare, devono a poco a poco rinunciare all'immagine dei propri genitori quali indispensabili alla loro sopravvivenza.

Tale fenomeno spesso si realizza a partire dall'entrata nella scuola dell'infanzia, tra i 3 e i 4 anni di età. È questa la prima vera esperienza sociale, la quale comporta dei cambiamenti come stare lontano dalla famiglia per varie ore e relazionarsi dunque con nuove e diverse figure di riferimento, interagire con altri bambini e rispettare delle regole.

Le sfide scolastiche riguardano però anche il genitore: quest'ultimo deve infatti stringere un patto con l'istituzione, la quale - attraverso propri metodi educativi - si occupa, così come la famiglia, di trasmettere determinati valori al bambino. Compito del caregiver, tutt'altro che semplice, è di valutare i servizi offerti dalle varie realtà scolastiche e scegliere dunque quella che ritiene essere più opportuna e con la quale sente di poter costruire un legame di fiducia.

Inoltre, la separazione può anche promuovere nelle madri la paura di non essere più l'unico oggetto d'amore e di essere presto dimenticate. Non si tratta di un timore patologico bensì, come riporta la Dott.ssa Bottiani, di sentimenti naturali ed è importante che la donna trovi sostegno rispetto a questi vissuti, ad esempio dal compagno o da un'altra figura significativa, come un'amica. La serenità della madre infatti favorirà a sua volta un buon adattamento del bambino nel contesto scolastico.

Ingresso alle elementari

Un altro passaggio importante che riguarda la crescita e l'accesso al sociale è l'ingresso alle elementari: il bambino è ora chiamato ad assumersi alcune responsabilità, come prendere atto delle proprie azioni, svolgere dei compiti.

Prima era soprattutto lui a chiedere e a ricevere mentre ora, come segnala la Dott.ssa Giulia Colò, psicologa e membro dell'Associazione Pollicino, nel libro "Ciao, io esco! Dal mondo familiare al mondo sociale" (Ed. San Paolo, 2020), deve dare sempre più risposte e anche in autonomia.

Si tratta di attuare una vera e propria riorganizzazione: i compiti da fare, la cartella, il tragitto, nuove sfide che, continua la Dott.ssa Colò, comportano preoccupazioni e interrogativi sia per i piccoli sia per i grandi. I primi si domandano se ce la faranno in questa impresa, i caregiver invece se il proprio figlio avrà ancora bisogno di loro.

In conclusione, è importante essere consapevoli che ogni bambino ha modi e tempi unici, che renderanno il suo cammino scolastico diverso da quello degli altri. La novità sta proprio nella maniera originale in cui il piccolo lo affronterà! Inoltre, per far sì che il percorso di istruzione - e quindi anche di crescita - proceda in modo armonioso, è fondamentale che ci sia una buona comunicazione tra figli e genitori circa le novità e i cambiamenti che man mano si presentano.

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