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Letture per neo genitori: “Il bambino è competente”

di Monica De Chirico - 01.08.2013 Scrivici

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Nel suo bellissimo libro “Il bambino è competente” Jesper Juul traccia le origini della pedagogia 'tradizionale' e ci dice perché provare a cambiarla

a cura di Parlare con i bambini


Letture per neogenitori: "Il bambino è competente" di J. Juul con intervista a Lisa Canaccini- Referente Nazionale Familylab Italia.

Mi ricordo in modo molto chiaro che da piccola mi succedeva spesso di sentir dire agli adulti, in presenza mia e di altri bambini: “Tanto non capiscono.” In parte forse avevano ragione, non tutto riuscivamo a capirlo: ma l'esclusione sì, il senso di quella frase sì, il giudizio negativo sì. E, se un effetto quella frase aveva, insieme ad un po' di umiliazione, era quello di farci tirar su le antenne, di smuovere tutte le nostre capacità per cercare di cogliere quel senso che in parte ci sfuggiva.


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Si tratta di frasi che sento ancora in giro. Così come ancora si vedono adulti che minacciano, plagiano o strattonano i bambini: e stiamo parlando di cose che quegli adulti non fanno con cattiveria, ma spesso convinti che siano pratiche educative. E se si prova a dire il contrario, rispondono che loro sono stati 'educati' così. A questa risposta, mi chiedo perché pensiamo che ci abbia educato lo schiaffo e non l'amore che comunque, tra le righe, percepivamo al di là, e nonostante, l'umiliazione e la sopraffazione fisica.


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Nel suo bellissimo libro “Il bambino è competente”, Jesper Juul, terapista e educatore di fama internazionale traccia le origini di questa pedagogia 'tradizionale' e ci dice perché provare a cambiarla. Sintetizzo due dei termini chiave del testo per poi passare la parola alla referente nazionale della scuola di Juul, Lisa Canaccini. I termini che possono aiutarci a comprendere l'approccio di Juul sono rispetto e responsabilità. Se guardiamo ai bambini nelle loro effettive competenze, scopriamo che sono molti diversi da come certa tradizione ce li dipinge: capiscono le proprie emozioni e soffrono se non le rispettiamo, arrivando a censurarsi e farsi male però per adeguarsi alle aspettative e alle emozioni degli adulti, che sono in grado di registrare con sensibilità maggiore della nostra. La responsabilità che abbiamo come adulti è soprattutto quella di essere in ascolto dei bambini e di noi stessi, di comprendere i meccanismi di una relazione complessa e delicata, che andrà a fare da base a tutte le altre relazioni e all'intimità e all'identità dei bambini.

La responsabilità, soprattutto, di non dare mai niente per certo, ma di

crescere insieme ai propri bambini,

mettendo in dubbio prima di tutto se stessi e le proprie certezze per andare incontro ad una nuova vita proiettata verso un essere e un esistere nel mondo che potranno essere molto diversi dai nostri. Nella consapevolezza, non che non si sbaglia mai, ma che anzi

l'errore fa parte del percorso e lo nutre, se solo lo ammettiamo e siamo disposti a correggerlo

: Un genitore può essere considerato troppo "dolce", e un altro "severo e inflessibile". Ma si tratta di modi errati di prospettare il problema, perché basati sul concetto che, per educare i figli, esista un sistema "giusto". Non ce n`è.

Quello che esiste è un processo di mutuo apprendimento fondato sulla capacità di capire chi siete voi come genitori e chi è vostro figlio.

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Lisa Canaccini,

Referente Nazionale

Familylab Italia,

insegnante, Gestalt Counsellor e Formatrice, ci dà la sua visione e la sua esperienza, personale e professionale, con questa visione dell'educazione: “Imbattermi nel “Il bambino è competente”  è stata una folgorazione sia a livello personale che professionale. Juul è riuscito a dare una chiave di lettura molto vicina a quello che la realtà, se osservata con attenzione, ci mostra riguardo ai bambini: la loro naturale competenza e come da questa possa partire e svilupparsi

il processo educativo.

Così, in famiglia come a scuola, la relazione diventa occasione di crescita e di benessere. La vera rivoluzione nel rapporto genitori-figli non consiste soltanto nella ricerca di strategie di contenimento, ma nella libertà del nostro dispiegarci come esseri umani, attraverso il

rispetto reciproco e la pari dignità

. Con un linguaggio semplice e diretto, ricco di esempi colti dall’esperienza professionale, in questo libro troviamo ispirazione, dalla quale poter partire per instaurare relazioni soddisfacenti e costruttive”.

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