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Migliora nel Lazio l’apporto di iodio nei bambini in età scolare

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Nella Regione Lazio migliora la situazione dell'apporto alimentare di iodio nei bambini di età scolare: ecco perché è così importante

Iodio nei bambini: benefici

"La situazione dell'apporto alimentare di iodio nel Lazio è notevolmente migliorata rispetto al passato", in particolare per l'età scolare. Lo riferisce Salvatore Ulisse del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell'Università Sapienza di Roma, responsabile dell'Osservatorio per la prevenzione del gozzo della Regione Lazio, "con valori che testimoniano la raggiunta iodosufficienza nella nostra regione". Tuttavia, analoghi studi eseguiti su donne in gravidanza, condizione in cui la necessità di iodio per il benessere del nascituro è maggiore, hanno evidenziato un apporto alimentare di iodio non ancora sufficiente, con molte donne che presentano un ingrandimento della ghiandola tiroidea (gozzo) nel corso della gestazione.

E' quanto emerso alla presentazione dei dati dell'Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia (Osnami), presso il ministero della Salute, in occasione della Settimana mondiale della tiroide che si svolge in tutta Italia dal 20 al 26 maggio.

Malattie della tiroide nei bambini

Per garantire un'appropriata biosintesi degli ormoni tiroidei, l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda un'assunzione giornaliera di iodio con l'impiego di sale iodato. Un apporto alimentare di iodio insufficiente è ritenuto responsabile di una serie di effetti avversi sulla salute umana a tutte le età, con conseguenze particolarmente gravi nella vita fetale, quando la iodocarenza può compromettere lo sviluppo del sistema nervoso centrale e delle funzioni cognitive, indurre aborti, parti prematuri e mortalità neonatale. E' "errato pensare che lo iodio si respira dal mare: lo iodio si 'mangia', ecco perché da anni consigliamo: poco sale ma iodato", spiega Antonella Olivieri, responsabile scientifico Osnami - Istituto superiore sanità.

"Oggi - continua Olivieri - lo stato nutrizionale iodico della popolazione è molto migliorato rispetto al passato e anche la frequenza di gozzo in età scolare è stato sconfitto. E' importante ricordare che il gozzo in età scolare è un indicatore di iodosufficienza a lungo termine, ovvero di una condizione stabile nel tempo. Infatti, perché il processo di crescita del gozzo non abbia inizio, un bambino deve nascere e crescere in un'area iodosufficiente".

"La tiroide è un organo piccolo, ma molto importante, coinvolto in diverse funzioni vitali: gli ormoni prodotti da questa ghiandola esercitano i loro effetti sul metabolismo e sulla funzionalità di tutti gli apparati del corpo, in particolare agiscono sulla funzione cardiovascolare, sul ritmo del sonno, il metabolismo delle ossa, intervengono inoltre nei processi di accrescimento e sviluppo del sistema nervoso", sottolinea Paolo Vitti, presidente Sie (Società italiana di endocrinologia), coordinatore e responsabile scientifico della Settimana mondiale della tiroide.

"Possiamo quindi dire che prendersi cura della tiroide è come prendersi cura di noi stessi - aggiunge - ed è molto importante farlo nel modo corretto, ad esempio evitando di dare ascolto ai falsi miti sull'alimentazione e soprattutto rivolgendosi a centri accreditati per diagnosi e terapie".

Il tema scelto per la Settimana mondiale della tiroide 2019 è 'Amo la mia tiroide… e faccio la cosa giusta', per ricordare l'importanza dell'appropriatezza degli stili di vita, ma anche diagnostica e dei più appropriati approcci terapeutici. "Il principale obiettivo della Settimana è sensibilizzare la popolazione in merito ai problemi connessi alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione: sono infatti oltre 6 milioni - dice Vitti - gli italiani con un problema a questa ghiandola così fondamentale per il buon funzionamento di tutto il nostro corpo".

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