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Intervista a Daniela Bassi, autrice del libro "No App"

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Daniela Bassi è mamma di due gemelli, dipendente di Explora il museo di Roma, ma anche autrice del bellissimo libro "No App" edito per Lapis. L'abbiamo intervistata per saperne di più sul diverso uso dello smartphone tra i bambini

Intervista a Daniela Bassi, autrice di "No App"

Si chiama "No App" il libro di Daniela Bassi edito per Lapis. Si tratta di un piccolo manuale indicato per ragazzi dagli otto anni in su e in cui si racconta come un uso "altro" degli smartphone non solo sia possibile, ma addirittura consigliato. Uno smartphone se "spiegato" a un bambino nella maniera giusta e con la corretta dose di fantasia può assumere mille forme. Tutte educative. Può essere una torcia, un proiettore, un tavolo luminoso e molto, molto altro. A raccontarcelo, nel dettaglio, è la stessa autrice.

  • Daniela, come ti è venuto in mente che uno smartphone potesse rivelarsi al tempo stesso uno strumento virtuoso per fare laboratori creativi e qualcosa per catturare – positivamente - l'attenzione dei bambini?

Sono sia una mamma di due gemelli sia una dipendente di Explora il museo dei bambini di Roma. Proprio qui al museo è all'ordine del giorno l'utilizzo di nuove tecnologie per coinvolgere i bambini in maniera nuova. Personalmente mi è sempre piaciuta l'idea di usare in modo analogico la tecnologia che ci circonda.

  • Leggendo il tuo libro ho pensato: se la Disney rifacesse oggi il manuale delle giovani marmotte dovrebbe essere strutturato proprio così. Il tuo libro invoglia al gioco-interazione tra bambino egenitore o è pensato per far giocare da soli i ragazzi?

Mi auguro che possa essere usato dai bambini che ancora non hanno - e non usano con assiduità - il cellulare. Mi piaceva l'idea di usare il telefono nelle caratteristiche base di torcia e registratore audio, ad esempio. Funzioni che - rispetto a un'app di gioco - non necessitano di un uso individuale; un bambino che usa un'app, gioca solo lui e l'altro guarda e pensa: ma quando tocca a me? Cercavo un sistema per trasformare queste attività in qualcosa di collettivo e interattivo.

App istruttive e divertenti per bambini
  • Nel libro ci sono molte idee: le ombre da proiettare con la torcia, le immagini da ricalcare aumentando la luminosità dello schermo che si trasforma in una lavagna luminosa, il proiettore, gli audio da registrare... quali sono le tue preferite e quelle dei ragazzi con cui le hai sperimentate?

Le ho testate ad Explora con due gruppi. La fascia di età tre-cinque anni e quella sei-undici e devo dire che abbiamo avuto un grande successo e un bel riscontro. L'attività più divertente è quella che chiamo "out of the box" in cui si "esce" dal cellulare. I bambini rappresentano sé stessi partendo da una foto o un video di una loro parte del corpo. La bocca, le gambe o gli occhi e poi da quella foto (su schermo) si inizia a disegnare un ideale prolungamento sulla carta. Direi che è questo il gioco più divertente per i bambini.

  • Sono tanti i personaggi e gli artisti che hanno dato il loro contributo nel tuo lavoro.

Sì! Ogni tema dal suono alle luci, passando per le ombre ha la collaborazione e la "validazione" di un artista che da' suggerimenti e idee ai ragazzi.

Artisti come Zerocalcare, Olimpia Zagnoli, l'astronauta Guidoni o anche Paola Antonelli del Mo.Ma di New York hanno partecipato divertiti alla nostra sfida e ci hanno aiutato ad ampliare l'offerta dei giochi e delle interazioni. È stata la loro attenzione al mio progetto a confermarmi che ero sulla strada giusta.

  • Se pensi ai prossimi cellulari e alle nuove generazioni di smartphone... pensi anche alle possibili nuove edizioni che potrebbe avere il tuo libro?

Assolutamente sì, già stiamo ricevendo idee su nuovi esperimenti da proporre e in generale vorremmo provare a tradurre il libro in inglese per aumentarne il respiro. Riteniamo che - considerati i temi - si presti molto a un pubblico straniero.

  • Come presenterete il libro al pubblico?

Formeremo, in una summer school, un gruppo di docenti con un percorso di dieci ore dedicato alle potenzialità didattiche dell’uso creativo dello smartphone in classe. 
Tra l’altro, le ultime indicazioni in merito, della precedente ministra Fedeli, erano a favore di un accompagnamento da parte della scuola ad un uso consapevole, con tanto di decalogo. Poi a ottobre dovremmo essere al Maker Faire di Roma e infine al Museo Explora faremo delle attività gratuite per bambini. Ci muoviamo su diversi campi: vogliamo arrivare sia ai bambini e genitori sia agli insegnanti e ai loro alunni.

 

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