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Una scarsa interazione sociale nei primi mesi aumenta il rischio di ritardo nel linguaggio

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Uno studio scopre che una bassa interazione sociale da parte del bambino nel primo anno di vita può aumentare il rischio di un ritardo nello sviluppo motorio e linguistico

Interazione sociale del neonato e sviluppo del linguaggio

Un eventuale ritardo nello sviluppo del linguaggio o motorio può avere origine già nei primi mesi di vita. E' quanto emerge da uno studio coordinato da Antoine Guedeney, psichiatra infantile e professore a Parigi, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS ONE.

Lo scopo della ricerca era analizzare la relazione tra anomalo comportamento sociale a un anno di vita e lo sviluppo delle varie tappe motorie e linguistiche negli anni successivi.

Lo studio

Sono stati coinvolti bambini francesi di un anno. Con l'aiuto di ostetriche specializzate sono stati valutati i parametri di relazione e comportamento sociale dei piccoli e contemporaneamente sono state esaminate le diverse tappe miliari della crescita, dal punto di vista motorio e del linguaggio.

Per valutare il grado di interazione sociale è stata utilizzata la scala ADBB (Alarm Distress Baby Scale), messa a punto proprio dal professor Guedeney e che serve a valutare il grado di sviluppo sociale dei bambini con meno di 3 anni di età.

La scala ADBB (Alarm Distress Baby Scale)

Come spiega Guedeney è stato dimostrato che i neonati già dopo poche ore dalla nascita sono in grado di interagire socialmente con gli adulti e a partire da pochi mesi lo sviluppo sociale può essere osservato e valutato in vari modi, dalla vocalizzazione alle espressioni facciali, dal contatto visivo con l''adulto all'imitazione di gesti fisici.

Usando espressioni facciali e vocalizzazioni la maggior parte dei bambini riesce a manifestare tre emozioni già a due mesi di età (interesse, gioia e angoscia) e otto emozioni a sette mesi (gioia, gioia, rabbia, disgusto, sorpresa, interesse, angoscia e tristezza).

Un comportamento sociale anomalo, quindi, può essere evidenziato già a due mesi, laddove, ad esempio, il bambino non riesca ad esprimere emozioni positive, sorridendo oppure osservando con interesse l'adulto, e nemmeno quelle negative, utilizzando la voce per protestare.

In altre parole una sorta di stato di impotenza e di isolamento sociale può essere un campanello d'allarme da non sottovalutare e da tenere in considerazione già a 8 settimane di vita perché può essere provocato da cause organiche e non organiche.

Laddove non vi siano cause organiche (quindi riconducibili a una patologia), una scarsa propensione all'interazione sociale va ricercata nella sottostimolazione sociale ed emotiva. I bambini che non vengono stimolati dall'adulto a mantenere il contatto visivo, a vocalizzare o non ricevono riposta da parte del genitore tendono ad isolarsi.

Come si forma lo sviluppo sociale del bambino

La Scala ADBB include otto elementi relativi al comportamento sociale del bambino che vengono valutati con un punteggio da 0 a 4 (il punteggio più basso denota un comportamento sociale ottimale):

  1. espressione facciale;
  2. contatto visivo;
  3. livello generale di attività;
  4. gesti di auto-stimolazione;
  5. vocalizzazioni;
  6. vivacità di risposta alla stimolazione;
  7. relazione con l'osservatore,
  8. relazione attrattiva verso l'osservatore.

I risultati

Tornando allo studio, utilizzando proprio questa scala per valutare il comportamento e l'interazione sociale dei bambini nel primo anno di vita, i ricercatori hanno concluso che punteggi più alti ottenuti con l'ADBB sono stati associati a ritardi nel raggiungimento dei traguardi linguistici e, in misura minore, anche a punteggi di capacità motoria più bassi. Prendere in considerazione il contributo del comportamento di ritiro sociale può aiutare a capire lo sviluppo delle difficoltà di sviluppo in età infantile.

Più nel dettaglio la ricerca ha evidenziato che circa il 20% dei bambini è stato considerato come “socialmente ritirato”, con punteggi ADBB totali di 5 e oltre. L'età gestazionale, il peso alla nascita, l'ospedalizzazione durante la gravidanza, l'assistenza all'infanzia, la depressione materna a 1 anno e l'educazione dei genitori differivano significativamente in base allo stato di astinenza sociale.

Questa scoperta consolida quanto ipotizzato già in altri studi condotti in precedenza: una scarsa stimolazione da parte dell'adulto può influire negativamente sullo sviluppo dei bambini nei primi 3 anni di vita, soprattutto se associata anche ad altri fattori, come la prematurità o la depressione materna. Questo perché i bambini vengono coinvolti poco nell'interazione sociale e vengono sottostimolati dal punto di vista emotivo, linguistico e motorio dal caregiver (in genere la madre).

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