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Insegnare ai bambini a gestire la rabbia

di Chiara Mancarella - 01.03.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Insegnare ai bambini a gestire la rabbia? Se non vogliamo adulti rabbiosi bisogna partire con l'educare sin da piccoli a gestire delusioni e conflitti

Gestire la rabbia

Quando si parla di emozioni automaticamente il nostro pensiero ne individua due tipi: quelle positive da un lato e quelle negative dall'altro.

Da sempre rabbia, paura e tristezza sono state "vittime", diciamo così, di pregiudizi e valutate come emozioni strettamente negative.

Altra caratteristica che salta all'occhio quando si ha a che fare con le emozioni è associarle a dei colori. Ho avuto modo di "sperimentare" la rabbia nei bambini attraverso l'ascolto di diversi generi di brani musicali, storie, la visione di immagini e, anche stavolta, i bambini hanno dato una grande lezione. Solitamente siamo abituati a rappresentare la rabbia con il colore rosso, dai vari lavori è venuto fuori, invece, che questa emozione "assume il colore che noi gli diamo"!

Bene, benissimo! Quando si parla di emozioni bisogna, però, prestare la massima attenzione. Sin dalla più tenera età i bambini si esprimono attraverso il pianto, le urla, ridendo, battendo i piedi, saltando dalla felicità, ma ogni tipo di reazione seppur esprime la piena libertà del bambino va comunque esternata nel modo giusto.

Il podcast su come gestire la rabbia

Come gestire l'emozione della rabbia nei bambini?
Risponde nel podcast sotto Paola Sperandeo, Psicologa clinica di GuidaPsicologi.it

Controllare la rabbia

Imparare a controllare la rabbia, per esempio, è un punto di partenza importantissimo per relazionarsi e vivere al meglio le nostre esperienze. Ci sono molte persone che scattano per un niente, altre che non riescono a controllarsi convinti che urlando o, peggio, arrivando alle mani sia la soluzione migliore per farsi ascoltare.

L'ascolto, già, a volte è proprio un bel mistero!

Quante volte presi dai nostri impegni o dai nostri passatempi non prestiamo attenzione ai segnali che inviano i nostri figli? Spesso ce ne rendiamo conto nel momento in cui il bambino o l'adolescente in questione ha già superato il limite dell'autocontrollo e ci ritroviamo in casa un individuo che per farsi ascoltare urla e sbatte porte. Se poi alle sue urla aggiungiamo le nostre ecco che otteniamo l'effetto contrario: non c'è stato un dialogo, un confronto, ma prima ancora, ed è qui che si sbaglia, è venuto a mancare l'ascolto, elemento importante in una relazione.

Rabbia e aggressività, infatti, vanno in alcune persone di pari passo. Possiamo dire che è proprio la mancanza di controllo che ci porta ad andare in escandescenza.

Se non vogliamo adulti rabbiosi bisogna partire con l'educare sin da piccoli a gestire delusioni e conflitti.

Ascoltare il proprio corpo

Ogni emozione si esprime non solo attraverso le parole o i gesti, ma si comunica moltissimo anche interiormente. I bambini, soprattutto in età prescolare o nei primi anni di scolarizzazione, esprimono spesso quando sono agitati e nervosi un senso di fastidio allo stomaco, altri comunicano di avere il cuore che batte all'impazzata, e altri ancora si sentono pervadere dentro da una forza tale che il primo aspetto che salta all'occhio può essere il viso contratto, gli occhi serrati o le mani chiuse a pugni.

Insegnare ad esprimere le emozioni anche attraverso il corpo facendo ricorso ad esercizi di meditazione e rilassamento è un valido aiuto per ascoltare ciò che viene all'interno e saperlo esternare nel miglior modo possibile per vivere serenamente con gli altri.

Calmare la rabbia potrebbe avvenire anche attraverso l'ascolto di una musica piacevole, che distenda i nervi o che al contrario carichi in maniera, però, positiva il bambino facendolo muovere e ballare tirando fuori ogni tensione. Per qualcuno, invece, è sufficiente ascoltare una storia, oppure disegnare. Il disegno è, infatti, un ottimo strumento di sfogo individuale.

Scherzaci su

La risata è un ottimo ingredienti per allontanare dalla mente pensieri negativi o momenti pesanti e stressanti. Ridere della situazione non è un prendere in giro l'altro, sia chiaro, ma rendersi conto di come l'esagerazione abbia preso il sopravvento e la lucidità venga meno. Per tale motivo una risata liberatoria aiuta a ritornare alla realtà e portare ad un dialogo più efficiente e costruttivo.

Cerca di essere un modello positivo

Da sempre si dice che l'esempio è uno dei principali strumenti educativi, tutto, però, dipende da come viene usato. I sentimenti, le azioni, gli atteggiamenti dei genitori si riflettono sui figli, sia essi positivi che negativi. Anche quando pensiamo di non essere ascoltati o visti in realtà, che si tratti di bambini o adolescenti, abbiamo a che fare con individui pronti ad imitarci.

Usare un tono di voce adeguato, una mimica facciale distesa, uno sguardo severo ma che non "fulmini" ad incrociarlo... arrabbiarsi, insomma sì, è un diritto che appartiene a tutti e ognuno di noi deve potersi sfogare, ma non bisogna mai dimenticare di essere perennemente modelli per chi ci guarda.

Qualche suggerimento per vivere al meglio insieme agli altri

Riporto di seguito alcuni consigli che possono servire ai bambini, agli adolescenti e, perché no, anche agli adulti. Sono semplici suggerimenti per affrontare la vita in maniera più serena:

  •  Allontana i pensieri negativi
  •  Dai sempre un nome e un significato alle tue emozioni
  •  Affronta ogni conflitto in maniera costruttiva
  •  Esterna sempre le tue emozioni (puoi farlo confidandoti con qualcuno o scrivile su un diario)
  •  Dai agli altri e a te stesso la possibilità di allontanarti per stare da solo, ricaricarti e tranquillizzarti
  •  Impara ad accettare le tue difficoltà
  •  È meglio un sorriso che tenere il muso
  •  Apprezza quello che hai e che gli altri ti possono dare
  •  Cerca di essere un buon amico per te stesso e per gli altri.

Infine, sulla rabbia la letteratura infantile ha scritto tanti libri, c'è solo l'imbarazzo della scelta! Un ultimo consiglio potrebbe essere proprio quello di scegliere insieme a tuo figlio un libro adatto alla sua età che abbia proprio come protagonista quest'emozione. Immedesimarsi nei panni del protagonista potrà aiutare il bambino a vedere con occhi diversi anche sé stesso.

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