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Leggere sempre lo stesso libro ai bambini fa bene?

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La pedagogista ci spiega perché è giusto leggere sempre lo stesso libro ai bambini, asseecondando spesso le loro richieste

E' giusto leggere sempre lo stesso libro ai bambini?

Che leggere faccia bene, anzi benissimo, lo sanno tutti soprattutto poi in queste sere autunnali dove il piacere di stare in casa vince sul trascorrere delle ore all’aperto. I genitori dovrebbero iniziare l’avviamento all’ascolto di storie sin da quando i figli sono molto piccoli. Ciò permette loro di focalizzare l’attenzione su quel determinato momento e quindi sulla storia che la mamma o il papà sta leggendo o semplicemente raccontando e qui dovrà essere anche bravo il genitore a catturare l’attenzione del piccolo ascoltatore, modulando il tono della voce a seconda dei momenti salienti del racconto, suspence, sorpresa, colpo di scena, ecc.

I bambini e la lettura

Ma sul cosa leggere ai bambini si sono soffermati a pensare diversi specialisti. Alcuni ritengono che leggere la stessa storia diverse volte e in diversi giorni sia molto produttivo per vari aspetti. Guardiamoli insieme.

  1. Dopo la prima lettura sarebbe il caso di rileggere la storia perché può capitare che il bambino non sia stato del tutto attento e non abbia colto momenti salienti del racconto. Leggere dev’essere un piacere condiviso tra le due parti e non una semplice richiesta da parte del bambino che viene assecondata dall’adulto in maniera sbrigativa e superficiale.
  2. Attraverso la rilettura il bambino inizia ad approcciarsi con i vocaboli ascoltati e perciò ne impara di nuovi. Questo è un aspetto molto importante, a volte vengono lette storie ai bambini dando per scontato che conoscano il significato di alcune parole. Ricercare i nuovi termini potrebbe essere anche un’attività da fare insieme trascrivendoli su una rubrica in modo tale da permettere al bambino, se è ovviamente già in grado di leggere, di riprendere il libro e sfogliarlo con la rubrica accanto quando è da solo. Questo esercizio lo aiuta anche nello studio poiché gli conferisce la giusta autonomia nel fare i compiti, studiando un capitolo di storia, per fare un esempio, potrebbe incontrare vocaboli a lui sconosciuti e ricercarli e trascrivendoli su un quadernino lo aiuterebbe non solo ad ampliare il suo vocabolario ma anche a prestare maggiore attenzione a quello che legge.
  3. Un altro aspetto positivo nella rilettura della storia è la riflessione della storia stessa. Abbiamo detto che leggere è molto importante ma non va fatto con fretta e in maniera sbrigativa. Soffermarsi sui momenti clou del racconto permette al bambino di porsi delle domande, iniziare ad avere un ragionamento critico e analitico sul perché il protagonista ha fatto determinate scelte o si è comportato in quel modo. Un gioco che si potrebbe fare una volta letta la storia è il famoso “quiz”. Genitore (ma ovviamente allarghiamo il ventaglio di adulti che leggono ai bambini anche ai nonni, zii, babysitter) e figlio a vicenda pongono delle domande per vedere quanto l’altro sia stato attento e abbia compreso realmente il racconto.
  4. Cogliere i particolari. Un libro che viene riletto una seconda ed una terza volta permette di cogliere particolari nella storia e nella personalità dei personaggi che solo con una lettura non avremmo colto. Ciò consente quindi di fermarsi un attimo e ragionare, cercare delle somiglianze con la propria vita o con momenti vissuti molto simili.

Cosa leggere ai bambini?

Non basta leggere bisogna anche essere in grado di scegliere il libro giusto al momento giusto e ovviamente consono con l’età di vostro figlio o figlia. Vanno benissimo storie fantastiche, di magie e supereroi, ma senza dimenticare di arricchire la sua libreria con libri vicini alla sua realtà, ai momenti che sta vivendo. Una nuova scuola, il trasferimento in un’altra città, la separazione dei genitori o un lutto possono creare dei momenti di smarrimento nei figli, in qualsiasi età, regalare un libro che abbia queste tematiche potrebbe aiutare il bambino a capire che anche le esperienze dolorose aiutano a crescere e fanno parte della vita. Immedesimarsi con il protagonista infatti fa vedere la situazione con occhi diversi trovando la forza e reagendo a situazioni che in quel momento fanno soffrire

Non forzare la lettura

Se avete deciso, insieme a vostro figlio, di leggere quel libro dategli il tempo per assimilare la storia, prendere confidenza con i personaggi e i cambiamenti che ci saranno, se co saranno. Proprio perché è stato detto che è un momento di condivisione tra adulto e bambino se mostra segni di stanchezza o irrequietezza perché non ha voglia di proseguire la lettura è importante non forzarlo, ma accettare sicuramente nella maniera più serena possibile la sua scelta e rimandare la lettura in secondo momento quando sarà pronto di riprenderla e magari passare ad un altro libro.

L’errore che fanno spesso molti genitori è quello di considerare l’aspetto economico (“Mi hai fatto comprare il libro e adesso non lo vuoi leggere!”) e il “tempo perso” piuttosto che viversi la condivisione e la complicità con il proprio figlio. Spesso siamo noi adulti a non essere in grado di saper gestire nel migliore dei modi il nostro tempo però poi pretendiamo una gestione perfetta dai nostri figli, questo a mio avviso potrebbe essere un buon punto su cui riflettere, tra un libro e l’altro!

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