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Come educare i bambini con i premi e quali sono i pro e i contro

di Chiara Mancarella - 21.10.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
E' giusto educare i bambini con i premi? La pedagogista ci spiega i pro e i contro dei programmi di gratificazione nell'educazione dei figli

E' giusto educare i bambini con i premi?

È uso comune in molte famiglie e tra alcuni insegnanti attribuire un “premio”, una sorta di riconoscimento, quando i figli o gli alunni si comportano bene, portano a termine un compito in maniera esemplare, si mostrano particolarmente gentili nei confronti di adulti e coetanei e tanto altro ancora.

Questa decisione da parte degli adulti è scaturita dal fatto che spesso i bambini, mettendo a dura prova la loro pazienza, eseguono esattamente il contrario di quanto richiesto. Per tale motivo, per riprendere le redini della situazione, è abitudine di molti genitori premiare se il proprio figlio o la propria figlia alla fine della giornata si sia comportato bene o se, nel caso della scuola, un alunno ha rispettato tutte le regole impartite dall’insegnante.

I programmi di gratificazione

Leggendo Ti meriti un premio! Strumenti positivi per l’educazione dei figli di V. M. Shiller con M. F. Schneider le autrici, psicologhe e madri, mettono sotto i riflettori proprio questa dinamica sempre più in uso. Partendo dalla loro esperienza di madri, infatti, hanno cercato di modificare, attraverso prove ed errori, determinate dinamiche dei propri figli e si sono rese conto che fosse possibile ottenere determinate risposte se e solo se avessero messo in atto un piano o meglio un programma di gratificazione. Il libro spiega che il programma di gratificazione è un modo per dare a vostro figlio la possibilità di spezzare lo schema oppositivo e di assumere, per propria scelta, comportamenti costruttivi che fanno stare bene. Il programma si basa su quella che è nota come modificazione del comportamento, la quale definisce cosa succede quando un bambino riceve figurine, adesivi, gettoni o altre ricompense tangibili subito dopo aver messo in atto un comportamento desiderabile.

Un po' come faceva Skinner, noto psicologo comportamentista vissuto nel secolo scorso, con il cosiddetto rinforzo positivo.

Come metterli in atto

Tuttavia preme sottolineare che davanti non abbiamo cavie da laboratorio e questo tipo di programmi di gratificazione non sono delle minacce nei confronti dei più piccoli o dei ragazzi, un continuo “devi fare così perché altrimenti…”. Assolutamente! Sappiamo bene che, e da mamma lo posso confermare anch’io, il rimprovero non fa male soltanto a chi lo riceve, ma anche a chi lo dà. Assecondare i figli e dire loro sempre di “Si” non li fa crescere in maniera serena, ma nemmeno è giusto ricorrere a punizioni frequenti. I figli così come gli alunni desiderano più di chiunque altro fare bene il proprio dovere e non dare un dispiacere agli adulti, questo è sicuro. A volte però viene fuori il loro essere indipendenti, come è giusto che sia, e spesso questa sorta di libertà non combacia con quella che vorrebbero i genitori o gli insegnanti ed è qui che si innesca quel senso di ribellione e del “faccio come mi pare!”

Certo, oltrepassare determinati limiti porta automaticamente a delle conseguenze che non saranno tragedie greche, ovvio, ma si presenteranno come momenti di crescita e di confronto.

Quello che invece occorrerebbe fare utilizzando questi programmi di gratificazione è riuscire a gestire ogni situazione nel miglior modo possibile imparando ad usare in maniera corretta quelli che diventeranno i premi senza dare la possibilità ai figli o agli alunni di approfittare comportandosi, diciamo così, da “furbetti”.
Ovviamente anche in questo contesto educativo, non dimentichiamo infatti che il nostro dovere nei confronti di figli e alunni, è sempre quello di educare, nel senso proprio dell’etimologia latina ovvero “tirar fuori il meglio” di ciascuno, la partecipazione dei diretti interessati è sempre ben accetta.

Prima ancora dei premi bisognerà elaborare un programma, pensare a qualcosa che bambini e ragazzi siano effettivamente in grado di poter svolgere e portare a termine in maniera corretta in modo che il loro sforzo e impegno venga poi premiato nel giusto modo.

I principi del programma di gratificazione

Pertanto, le autrici fanno riferimento ad alcuni principi che ogni programma di gratificazione dovrebbe seguire.

  • Siate positivi: è stato dimostrato che gli incentivi positivi possono essere efficaci per modificare i comportamenti e che un trattamento a base di critiche, commenti negativi e punizioni possa danneggiare l’autostima dei bambini rendendoli maldisposti verso tutto ciò che i genitori cercano di insegnare loro.
  • Siate coerenti: è fondamentale essere coerenti nel rinforzare il comportamento positivo.
  • Siate realistici: aspettarsi un cambiamento troppo grande e troppo in fretta potrebbe far sentire vostro figlio (o alunno, aggiungerei) sopraffatto e innescare ulteriori comportamenti negativi. Gli obiettivi richiesti devono tener conto dell’età di chi abbiamo di fronte, niente megalomanie quindi.
  • Siate premurosi: ricordarsi sempre che abbiamo a che fare con soggetti estremamente sensibili perciò, prima di intraprendere qualsiasi programma, è necessario soffermarsi sulle emozioni dei propri figli o alunni. Se notiamo che qualcosa non va non ha senso mettere in mostra il tabellone della gratificazione perché aumenterebbe il disagio che sta vivendo in quel momento.

Quali sono i premi a cui bisogna ricorrere?

Non si parla di spendere cifre da capogiro, banditi pertanto consolle, videogames, smartphone e giocattoli costosi. Ciò da tenere sempre ben in mente è che lo scopo non dev’essere il premio da ottenere ma la modifica di un comportamento che non va bene, il premio è in pratica un qualcosa in più perché si è stati bravi. Con i figli possiamo ricorrere ad una gita che desiderano tanto fare tutti insieme, ritardare di qualche minuto la messa a letto, vedere un film fino a tardi. A volte noi adulti pensiamo che l’oggetto più costoso sia dimostrazione di grande affetto e ciò si nota nelle nuove generazioni che chiedono sempre di più e sempre apparecchi tecnologici o capi di abbigliamento costosi. In realtà molto spesso le loro richieste si basano su una maggiore presenza nella loro vita, sperano che i genitori capiscano i loro gusti musicali o meglio ancora il loro modo di pensare.

Per quanto riguarda invece l’ambiente scolastico, i premi potrebbero consistere in un prolungamento della ricreazione, nel portare la classe a fare una passeggiata nel quartiere, organizzare un’uscita didattica in più durante l’anno.

La linea del dialogo e del confronto è sempre quella da utilizzare, modificare il comportamento non significa plasmare l’altro a nostro piacimento, ma dare i giusti strumenti, precedentemente condivisi, che siano in grado di rendere quella persona migliore prima di tutto per se stessa e poi per gli altri.

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