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L'orto a scuola: i benefici per l'educazione dei bambini

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Curare un orto a scuola: la psicologa ci parla dei tanti benefici per i bambini. Ecco perché si esercitano molte abilità intellettive, pratiche ed emotive

Curare un orto a scuola

Curare un orto è un meraviglioso modo di crescere, di imparare, di rilassarsi e di entrare in contatto con i ritmi della natura. È un'attività semplice, ma complessa allo stesso tempo poiché richiede cura quotidiana, conoscenze contadine, attenzione e preparazione. Attiva la mente e il corpo di chi si dedica all'orto e nello stesso tempo ha il potere di rilassare la muscolatura e di alleggerire i pensieri.

La cura dell'orto è anche considerata una pratica terapeutica per tenere sotto controllo stress, ansia e depressione. Proprio per i molteplici benefici che può portare la cura dell'orto, in molte scuole italiane e non, si è deciso di introdurre la gestione di un orto come attività che accompagna le varie materie scolastiche. “Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, non ti mancherà nulla.” (Marco Tullio Cicerone).

Orti scolastici

Perché l'orto a scuola?

I bambini che entrano quotidianamente in contatto con la cura dell'orto esercitano molte abilità intellettive, pratiche ed emotive. Applicano attraverso la pratica la matematica: per esempio devono valutare la distanza tra un seme e l'altro considerando che quel seme diventerà una piantina e dovrà avere spazio a sufficienza per crescere e fare frutti. Senza nemmeno accorgersene assimilano concetti importanti con naturalezza e senza difficoltà. La cura dell'orto poi allena la pazienza, favorisce il silenzio, l'attenzione al dettaglio e si crea un contatto con la natura intenso e difficilmente vivibile in altro modo.

Si allenano quindi non solo le abilità più cognitive ma anche quelle emotive. La soddisfazione poi di veder germogliare ciò che si ha seminato rende ogni bambino fiero del proprio lavoro e questo suo essere gioioso è un qualcosa che va aldilà dei voti o dei complimenti ricevuti, è uno sorta di meraviglia e di stupore dinnanzi alla natura. Dedicarsi alla cura dell'orto è come prendersi del tempo per dedicarsi anche a noi stessi, in una sorta di meditazione, e i bambini impegnandosi in quest'attività sviluppano la concentrazione, l'introspezione e mettono in atto simbolicamente la cura di sé stessi.

L’orto è una grande metafora della vita spirituale: anche la nostra vita interiore abbisogna di essere coltivata e lavorata, richiede semine, irrigazioni, cure continue e necessita di essere protetta, difesa da intromissioni indebite. L’orto, come lo spazio interiore della nostra vita, è luogo di lavoro e di delizia, luogo di semina e di raccolto, luogo di attesa e di soddisfazione. Solo così, nell’attesa paziente e operosa, nella custodia attenta, potrà dare frutti a suo tempo. (Enzo Bianchi)

Scuole italiane e cura dell'orto

Sempre più scuole italiane, dagli asili nidi fino alle scuole medie, presentano nel proprio programma scolastico la gestione dell'orto. Insieme agli insegnanti, i bambini e i ragazzi possono dedicarsi a scuola a questa importante attività. Non sempre è possibile riuscire a curare un vero e proprio orto poiché lo spazio esterno dell'edificio scolastico non lo consente. Allora vengono in aiuto fioriere o altri spazi alternativi che possono ospitare piccoli orti. A seconda della scuola, poi , il tempo dedicato all'orto può essere settimanale o giornaliero.

Nelle scuole ad indirizzo steineriano e montessoriano, per esempio, la cura dell'orto è di fondamentale importanza e viene riservato ad esso un posto d'onore: la giornata scolastica fin dalla scuola materna ruota attorno alle stagioni e al contatto quotidiano con la terra. Nelle scuole più organizzate e con esperienza i frutti dell'orto vengono portati nelle cucine scolastiche e cucinati per i bambini, che vanno così a concludere il ciclo della natura che loro stessi hanno iniziato. Sono presenti però grandi e bellissimi orti anche in tante altre scuole sparse in Italia.

Tra tutti ricordiamo la scuola milanese “Rinnovata Pizzigoni” che vanta un vero e proprio parco con piante, animali, orti, serre e addirittura boschetti. La scuola è nata nel 1927 grazie a Giuseppina Pizzigoni, educatrice famosa per aver iniziato a portare l'orto nelle scuole.

I vantaggi dell'orto a scuola

L'orto a scuola è nato come progetto sperimentale, ma sta diventando sempre più un vero e proprio aiuto alle scuole di oggi dove è difficile concentrarsi, dove i bambini ed i ragazzi sono sempre più stanchi, dove gli educatori non sanno più come entusiasmarli. L'orto riesce a mettere d'accordo tutti veicolando anche messaggi didattici, relazionali ed emotivi importanti. Il contatto con un orto poi fa accrescere nel fanciullo la consapevolezza del cibo sano, di quello naturale e ottenuto con fatica e cura. È lui stesso in seguito a quest'esperienza a distinguere il cibo più artificiale da quello più naturale e già questa conoscenza è di per sé alla base per una sana e corretta alimentazione.

E di conseguenza anche lo spreco alimentare è un tema affrontato con la cura dell'orto: i ragazzi comprendono sulla loro pelle la fatica di far crescere una pianta, ne riconoscono il grande valore e apprezzano con gioia i frutti che ne ricavano considerandoli preziosi e importanti. Anche l'apprendimento scolastico dal punto di vista cognitivo migliora con la gestione dell'orto poiché i concetti matematici, di geometria, scientifici e geografici vengono appresi mediante l'esperienza diretta che sappiamo essere il miglior maestro di sempre. Fermarsi a curare un orto costringe chi lo fa ad ammirare e a gustarsi ogni singolo dettaglio della natura: la pioggia che abbevera, il seme che esce prepotentemente dalla terra, i fiori che si trasformano in frutti... si ritorna a meravigliarsi dinnanzi alla natura! Una meraviglia spesso dimenticata.

Curare un orto a scuola presenta svariati benefici sotto vari punti di vista. Riuscire ad averne uno a casa, anche piccolo, mantiene questo collegamento con la scuola e rende quest'esperienza ancora più preziosa.

Disporre a piacimento di un angolino di terreno sul quale seminare e sperimentare, rappresenta un gesto di evasione dagli schemi del quotidiano, uno spazio alternativo in cui ritrovarsi liberi e diretti produttori di materie prime. (AA. VV, L’orto, dalla semina alla raccolta)

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