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Come insegnare ai ragazzi a piacersi e ad avere autostima

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Come insegnare a bambini e adolescenti ad aver fiducia nel proprio aspetto fisico e potenzialità, soprattutto nei momenti più complessi della propria vita? Il progetto Dove fornisce un supporto concreto e gratuito ai genitori e agli insegnanti

Come insegnare ai ragazzi a piacersi

Insegnare (ed imparare) l’autostima è un obiettivo da condividere sin da piccoli ed è un processo che può cambiare, in positivo, l’approccio di ogni individuo verso se stesso e la società. Nel 2004 il Dove Progetto Autostima è nato per educare le nuove generazioni al valore dell’autostima, con l’obiettivo che possano crescere coltivando una relazione positiva con il proprio corpo e arrivino a comprendere il loro pieno potenziale.

Come crescere figli sicuri di sé

Per indagare ulteriormente questi delicati aspetti umani e familiari, quest’anno Dove ha scelto di avvalersi del contributo scientifico della dott.ssa Stefania Andreoli, una tra le più note psicoterapeute dell'adolescenza in Italia, che spiega:

da più di quindici anni mi occupo della clinica di preadolescenti e adolescenti e del sostegno ai genitori dei più piccoli nelle sfide educative, e l’autostima è tra i temi portanti dell’esperienza di crescita di ciascuno di noi

Nella costruzione dell’autostima di bambini e adolescenti i genitori hanno un ruolo fondamentale, eppure si tratta di un compito spesso complesso da assolvere senza gli strumenti necessari. Proprio per  aiutare le famiglie in questa avventura, il progetto mette a disposizione gratuitamente sul suo sito la Guida all’Autostima “Unicamente Me”, un dispositivo che permette ai genitori di saperne di più sui diversi aspetti di cui si compone l’autostima e li aiuta a ricavare utili strumenti comunicativi da condividere con i propri figli, in un’ottica di reciproco arricchimento da compiere attraverso il dialogo.

L’autostima è una competenza di cui è normale non disporre a piene mani quando si è molto giovani, ma per costruire la quale non si deve mancare di fare esercizio continuo. Un esercizio che non possiamo praticare da soli: l’autostima si alimenta oltre che della nostra maturazione personale, del riflesso di noi stessi nello sguardo altrui. Diventa quindi fondamentale educarci ed educare a rispecchiare (negli occhi dell’altro, nelle vetrine social) un sorriso.

spiega la dottoressa Andreoli.

L'importanza dell'autostima per scoprire il mondo

I genitori che si impegnano ad instaurare in famiglia una interlocuzione costruttiva sull’autostima, non solo imparano a conoscere meglio i propri figli, ma li preparano anche ad affrontare il mondo e la vita con più consapevolezza e sicurezza in se stessi.

Arriviamo da un periodo che non avremmo potuto immaginare di vivere, nemmeno se ce l’avessero predetto. Prima la lunga fase di lockdown a causa della pandemia da Covid19 che ci ha chiusi nelle nostre case nel giro di un tempo brevissimo, ora i primi passi di una fase di ripartenza che in seguito a mesi di isolamento, non sarà così automatico compiere - tanto per noi adulti, quanto per bambini e ragazzi che non potranno contare sulla prossima ripresa delle loro attività scolastiche ed extrascolastiche. Poter ricominciare dalla piena consapevolezza di sé come adulti e testimoniarlo di conseguenza ai nostri figli e studenti, potrebbe così rivelarsi tra le carte più efficaci da spendere per superare la crisi e riappropriarsi della quotidianità delle proprie vite, proprio perché il senso di autostima è dato anche dalla nostra efficacia nel mondo  che ora non possiamo esprimere con le consuete spontaneità e soddisfazione. Per questo, uno dei presupposti che farà la differenza per vivere il cambiamento, sarà potersi affidare al senso di sé come equipaggiamento di cui dotarci e dotare i nostri figli: confermano gli studi che provvisti di autostima, si attraversano le difficoltà con maggiore sicurezza.

afferma la dottoressa Andreoli.

L'importanza della famiglia

La famiglia è quindi il primo luogo dove parlare di autostima e sicurezza nel proprio aspetto fisico

Le famiglie contemporanee sono attente e spesso dotate di tanta buona volontà. Questo però non significa che sia facile: per la mia esperienza, la tipica richiesta di supporto che rivolgono le mamme e i papà ai professionisti è Sì, ma come fare? Da cosa partire? Quali parole usare? In questo senso, la mia indicazione è che ogni occasione quotidiana si presti a costruire un tassello del mosaico dell’autostima: tra le cose da fare, restituiamo ai nostri bambini e ragazzi che effetto ci fanno, come sono, quando si comportano da persone in gamba, quanto li valorizzi il colore della t-shirt che indossano piuttosto che la scelta di dare una mano al compagno in difficoltà. Non lesiniamo! Conosco infatti genitori incerti sui feedback da dare soprattutto ai più piccoli, che temono di viziarli: con Dove Progetto Autostima l’occasione  è buona per dire a gran voce che sostenere le qualità fisiche ed emotive dei nostri figli non significhi farli crescere arroganti, bensì sicuri e sereni!

Il progetto

Oltre ad un sito dedicato, in Italia il Dove Progetto Autostima è attivo dal 2019 anche nelle scuole ed in un solo anno di attività ha raggiunto oltre 13.000 ragazzini tra gli 11 e 14 anni. Attraverso un workshop dedicato, creato con l’aiuto di esperti di rilievo internazionale e distribuito gratuitamente nelle scuole, i ragazzi, guidati da professori e formatori, hanno acquisito le conoscenze iniziali per credere di più in loro stessi, potenziare la propria autostima e riconoscere e diffidare dai modelli irreali che media e social media diffondo ogni giorno.

La necessità di educare i più giovani sull’autostima arriva con maggiore urgenza nei momenti difficili della loro vita, dove certezze e abitudini vengono meno. E’ necessario prepararli a superare le difficoltà e guardare al futuro con più consapevolezza nelle proprie potenzialità, per questo come Dove vogliamo dare tutto il nostro supporto

ha dichiarato Ugo De Giovanni Direttore Marketing Home & Personal Care di Unilever Italia.

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