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Come far sperimentare al bambino il non attaccamento alle cose

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Come insegnare ai bambini il non attaccamento a cose e anche alle persone, per vivere in modo più calmo e sereno

Come insegnare ai bambini il non attaccamento

Il Non Attaccamento alle cose è una buona abitudine da attuare quotidianamente per poter ritrovare il giusto valore delle cose, per poter distinguere l'essenziale dal superficiale e per esercitare la faticosa ma importante e preziosa arte del “lasciar andare”. Ciò vale per gli adulti ma anche per i bambini che però possono vivere questa significativa esperienza solo ed esclusivamente mediante l'esempio che può fornire l'adulto.

Esercitare il Non Attaccamento alle cose vuol dire riuscire ad allontanarsi da ciò che non serve più e da ciò che è in più: in questo modo si fa spazio fuori e dentro di noi e si riescono a conservare energie preziose prima sprecate nella gestione del superfluo.

Una delle lezioni più importanti della vita è quella di imparare l’indipendenza e comprendere la libertà, che significa emancipazione dall’attaccamento, dai risultati, dalle opinioni e dalle aspettative.

(Brian Weiss)

Se l'adulto esercita il Non Attaccamento abitualmente anche il bambino lo vive e può sperimentarlo lui stesso in prima persona attraverso vari modi che di seguito vi elencherò: da questa esperienza formativa il bambino può trarre grandi insegnamenti di vita che lo possono condurre a vivere in modo più semplice, calmo e gioioso.

Troppi giocattoli fanno male ai bambini?

5 modi per far sperimentare al bambino il Non Attaccamento alle cose

  1. Ogni 2-3 mesi fate insieme ai bambini una vera e propria cernita dei loro giocattoli. Più i bambini sono piccoli più il lavoro di selezione lo dovete fare interamente voi. Con quelli più grandicelli potete scegliere insieme, mediante la vostra guida di adulto, i giochi inutili e che non vengono usati. Una volta concluso il lavoro donateli. In questo modo nel mondo del gioco del vostro bambino regnerà ordine, funzionalità e gioia. Al contrario troppe cose fanno vivere nel caos, nella distrazione e nella fatica. Non abbiate timore che il vostro bimbo soffra per questa selezione, spesso è più una nostra fatica liberarci del più. I bambini invece quasi sempre sono maestri del Non Attaccamento!
  2. Bruciate insieme ai vostri bambini i loro disegni. Conservate solo quelli più significativi e quelli emotivamente importanti ma gli altri non teneteli accumulandoli per paura di perdere chissà quale opera artistica. Ogni 2-3 mesi fate un falò di disegni insieme ai vostri bambini. L'utilità della maggior parte dei disegni infatti si conclude nel momento stesso in cui il disegno è terminato e bruciarli è un modo per ringraziarli della loro utilità ed è come diffondere la loro bella energia nel mondo.
  3. Fate sperimentare una prova di coraggio ai vostri bambini. Con della pasta da modellare fate fare ai vostri bambini una forma di un animale a lui caro e poi quando è conclusa posizionatela in qualche angolo della casa per risaltarne la bellezza. Dopo alcuni giorni dite al bambino che avete una prova di coraggio da fargli fare, invitatelo quindi a trasformare la sua opera in qualcos'altro. Che lui riesca oppure no in quest'impresa non importa, è invece importante fargli sperimentare questa prova di Non Attaccamento regalandogli poi un dono degno del suo coraggio anche se non è riuscito a distruggere la sua opera per trasformarla. Un semplice ma potente insegnamento di vita denso di significati: ha potuto vivere la fatica del salutare il vecchio aprendosi al nuovo e della bellezza nel vedere il nuovo una volta riuscito nell'impresa!
  4. Donate gli abiti dei vostri figli ad amichetti o vicini o spediteli ad altri bambini. Gli abiti dei bambini hanno una vita breve poiché il bambino cresce velocemente e spesso i suoi indumenti ormai troppo piccoli per lui sono nuovi e ancora ben mettibili. Non conservateli tutti ma insieme al vostro bambino formate dei sacchi dei suoi vestiti ormai piccoli, salutateli e ringraziateli per la loro utilità, donateli ad amici o ad associazioni che ne hanno bisogno: in questo modo il bambino comprende che una volta che l'oggetto ha finito la sua utilità deve essere ancora funzionale a qualcun altro e che non è bene conservarlo per una questione di possesso o di chissà quale ricordo ad esso associato.
  5. Dite tanti sani no. Il bambino ha bisogno dei no dell'adulto per comprendere ciò che è essenziale da ciò che non lo è. I vostri sì non devono essere troppi altrimenti perdono di valore e i vostri bambini non riusciranno più ad apprezzarli. Ci vuole un bel lavoro di autoeducazione per comprendere quando dire sì e quando dire no e la bellezza educativa sta anche in questo, nell'essere consapevoli per esempio che se il bambino piange dinnanzi ad un nostro no non dobbiamo assolutamente trasformarlo in un sì ma essere fermi nella nostra posizione, sicuri in tal modo di trasmettergli coerenza, significato e amore.

Il Non Attaccamento alle cose e alle persone

Se riusciamo a praticare il Non Attaccamento alle cose possiamo poi trasferire il concetto di Non Attaccamento anche alle persone e pensando e vivendo così, riusciamo a porci nei confronti della vita in un modo completamente diverso: più sano, gioioso e pacifico! E anche i nostri bambini respireranno e vivranno questo modo di vivere e riusciranno a farlo proprio senza troppe spiegazioni.

Quando viene lo accogliamo, quando se ne va non lo inseguiamo. Questa semplice istruzione è un modo molto diretto per trasformare la nostra vita. Se la mettiamo in pratica nei nostri rapporti creiamo un paradiso in terra, indipendentemente da chi viene o se ne va. Non ci aggrappiamo all’altro, proclamando che è ‘nostro’. Vediamo da dove una persona è venuta, e dove sta andando. Accogliamo chiunque arrivi, non con accuse, richieste o delusioni, ma con la comprensione che ogni persona è un bene prezioso che ci viene dato per un determinato periodo di tempo. E quando arriva il momento di andarsene, onoriamo la sua partenza e non ci mettiamo ad inseguirlo, cioè non lo incolpiamo o non lo accusiamo perché se ne va. Quando l’altro sente il rispetto e lo spazio che gli offriamo, può essere quello che è e si crea un terreno fertile e un luogo sicuro per l’amore

tratto da “Lo Zen e l’arte di innamorarsi” di Brenda Shoshanna.

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