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Pensare positivo è un’arte che si può insegnare ai bambini?

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Come insegnare ai bambini a pensare positivo? Strategie comunicative per allenare il pensiero e rispondere in modo positivo alle difficoltà

Come insegnare ai bambini a pensare positivo

Come comportarsi quando i bambini sono scoraggiati e come fare a insegnare loro un atteggiamento positivo nell’affrontare gli ostacoli? La PNL o programmazione neurolinguistica, un metodo di comunicazione ideato da Bandler e Grinder tra gli anni ’70 e ’80, asserisce che il nostro stato ‘emozionale’ crea il comportamento. È la stessa che suggerisce una serie di strategie comunicative al fine di assumere un atteggiamento positivo nei confronti delle difficoltà.

La psicoanalisi, ed in particolare quell’area riguardante la psicologia del sé di Kohut, ha come assioma principale la necessità di ogni essere vivente di soddisfare in primis i propri bisogni fisiologici. Ogni bambino, servendosi della sua emotività, interagisce con l’ambiente. Se tutte le sue necessità sono soddisfatte, crescerà senza bisogni frustrati. La stessa teoria afferma che l’autostima si accresce grazie alle esperienze con l’ambiente.

È tramite le relazioni che si struttura il Sé dell’individuo, avrà conferma e approvazione grazie alle figure di accudimento importanti per determinare la coesione della sua personalità.

Come aiutare i bambini ad avere fiducia in se stessi? I consigli della pedagogista

Come aiutarli a sviluppare un atteggiamento positivo?

Sin dai primi giorni di vita e durante il trascorrere dei primi mesi è importante trasmettere al bambino tranquillità, serenità e fiducia cercando di dare il giusto peso alle situazioni anche quando si ammala o piange. Durante la fase dello svezzamento e successivamente dell’alimentazione più complessa, è bene non fare un dramma se il piccolo non vuol mangiare, ma cercare di raggiungere un giusto equilibrio anche scendendo a patti. E non forzarlo in maniera esagerata perché si potrebbe ottenere l’effetto contrario. I primi passi sono importanti per permettergli di percepire l’autonomia.

Lo spazio nel quale inizia a muoversi sarà il suo piccolo mondo pertanto anche se casca, senza farsi particolarmente male, reagirà in base a come lo faranno le persone attorno a lui. Il cervello registra ogni singolo evento, ma anche come reagiamo allo stesso. Potrebbe essere questo un buon momento per insegnargli a rimettere ordine dopo aver giocato, magari inizialmente facendolo assieme. Dai tre anni, periodo nel quale i piccoli camminano già in maniera indipendente e conoscono l’ambiente, continueranno a confortarsi con situazioni sempre diverse ed è indispensabile, quindi, per loro percepire un pensiero positivo che trasmetta fiducia e, allo stesso tempo, sentirsi liberi di esprimere le emozioni in maniera spontanea anche quando queste sono manifestazioni di rabbia o di pianto.

Pertanto, anche una situazione difficile dal punto di vista emotivo potrà risultare più ‘sopportabile’ o comunque più ‘tollerabile’ se la risposta sarà un atteggiamento positivo. Il bambino riuscirà ad auto consolarsi e percepirà che dinanzi ai problemi c’è sempre una soluzione e che se capita di attraversare un brutto momento non è detto che durerà per sempre.

In questo gli adulti potrebbero sicuramente aiutarlo facendogli evitare frasi del tipo ‘non ci riesco’, ‘è troppo difficile per me’, ‘sono fatto così’ o trasformandole in qualcosa di più costruttivo. Ognuno di noi, infatti, possiede le capacità per fare tutto, bisogna solo impegnarsi, concentrarsi e mirare all’obiettivo.

Le frasi che incoraggiano i bambini

La comunicazione, e l’atteggiamento positivo nei confronti delle difficoltà, è fondamentale per permettere ai bambini di confrontarsi senza paura nelle situazioni complesse. In realtà il modo di affrontare gli eventi dipende dalle dosi di ottimismo che hanno ricevuto dai genitori. “Ho fiducia in te”, “ho fiducia nelle tue capacità”, “la vita è fatta anche di insuccessi, quindi se questa volta è andata così la prossima volta andrà meglio”, “si è capaci anche se qualche volta si sbaglia”, “ti voglio bene e ce la farai”, “ogni sforzo verrà ricompensato”, “sei davvero bravo”, “sei capace come gli altri”, “lo sai fare come gli altri, devi aver fiducia”, etc.

Dinanzi a situazioni ‘critiche’ nelle quali il bambino non si sente all’altezza è bene stimolarlo al pensiero positivo e, se non si sente pronto, bisognerebbe rispettare i suoi tempi e la sua scelta senza criticarlo o giudicarlo.

Atteggiamenti positivi:

  • Dare valore ai piccoli momenti. Cominciare dalle cose più semplici significa apprezzare ancora di più le cose più importanti;
  • Insegnare la gratitudine permette di vivere in maniera più soddisfacente e di godere anche delle piccole cose;
  • Accettarsi e amarsi per come si è: l’insegnamento più grande è l’unicità di ogni individuo, non esiste infatti un altro essere con le stesse caratteristiche;
  • Favorire il comportamento proattivo ossia cercare di anticipare come si svilupperanno gli eventi, essere cioè previdente per non incorrere in difficoltà o impedimenti o, perlomeno, prendere in considerazione questi ultimi senza restare scoraggiati dinanzi alle difficoltà. I bambini hanno sempre bisogno di un forte incoraggiamento da parte dei genitori e degli adulti!
  • Affrontare le difficoltà come se fossero una sfida: se ci sono momenti difficili in cui il bambino si sente particolarmente affranto, soprattutto dopo un insuccesso (per es. un brutto voto a scuola) è bene procedere per gradi. Cominciare da un traguardo più semplice per lui incoraggiandolo di volta in volta e passando ad obiettivi gradualmente più difficoltosi così da acquisire maggiore fiducia.
  • Premiarlo ed elogiarlo per ogni suo successo richiamando alla memoria tutte le volte in cui è ‘riuscito’ mentre temeva di non farcela ("non riesco", "è troppo difficile per me") in modo tale da rinforzare la sua autostima.

Frasi che i bambini dovrebbero ripetersi

È utile insegnar loro a farsi i complimenti ossia ad amarsi e a volersi bene:

  • “sto bene”, “sono bravo”, “sono capace”, “so che riuscirò”, ‘mi voglio bene’, ‘so che riuscirò ma se non dovessi riuscire avrò sicuramente un’altra occasione’, ‘spero di farlo bene’.
  • Il buon umore è importante: sorridere allenta le tensioni, lo si può fare anche sdrammatizzando rispetto ad alcune difficoltà che si incontrano. Sorridere agli altri significa trasmettere il buon umore e serenità e speranza.

Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno - Khalil Gibran

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