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Le coccole dei volontari d'amore per prendersi cura dei neonati

Le coccole sono fondamentali nelle prime fasi di vita del bambino. In Italia e in America ci sono i volontari d'amore che si prendono cura dei neonati abbandonati o malati in ospedale

Coccole per curare i neonati

Psicologi, pediatri e neurologi sono d'accordo nell'affermare che le coccole sono fondamentali nelle prime fasi di vita del bambino. Come nel mondo animale, un bambino amato fin dalla più tenera età, con un contatto corporeo stretto con chi si prende cura di lui, sarà un adulto più forte e sicuro di sè.

Le varie ricerche documentano che la stimolazione tattile è necessaria per l’attivazione e lo sviluppo di vari sistemi fisiologici ed è fondamentale per lo sviluppo di sane relazioni sociali.

Inoltre molti studi hanno evidenziato che i neonati che non ricevono affetto e le cure necessarie vanno incontro a danni irreversibili dal punto di vista emotivo, del linguaggio e dello sviluppo intellettuale.

Per questo in America ci sono agenzie che reclutano volontati per coccolare i neonati abbandonati. In Italia c'è Dharma, un'associazione di Brescia che lavora con 300 volontari che si prendono cura dei bambini appena nati, bisognosi di coccole e attenzioni. Un altro punto di riferimento importante è la Fondazione Abio con  5.000 volontari presenti in oltre 200 reparti di pediatria, riuniti in 66 Associazioni ABIO presenti in tutta Italia.

Coccole e massaggi ai neonati

Coccole per neonati malati in ospedale

Inoltre le coccole hanno un effetto incredibile di ripresa su tutti quei neonati e bambini ricoverati i cui genitori e familiari non possono, per varie ragioni, essere presenti in ospedale con continuità. Per venire incontro a questi piccoli "guerrieri" nel 2018 l'ospedale Maria Vittoria a Torino aveva lanciato un corso per volontari e donatori d'amore. L'idea era nata dall'Associazione "Le coccole di mamma Irene" per volontà del marito di Irene Settanta, la donna che era morta per aneurisma cerebrale mentre portava in grembo la piccola Emma Maria. La bambina è stata salvata dall'ospedale Maria Vittoria alla sua 32esima settimana grazie a una maratona in sala operatoria di ginecologi, anestesisti rianimatori e neonatologi.

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