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Che fare se ha la mammite?

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Cosa fare quando il bambino vuole sempre la mamma? La psicologa ci spiega come facilitare il distacco e come comportarsi quando l'attaccamento è morboso

Vuole sempre la mamma

Il legame che unisce un figlio alla sua mamma è un legame profondo, complesso e meravigliosamente ricco. È un legame così coinvolgente che spesso, soprattutto parlando di bimbi molto piccoli, si dice che quel particolare bambino ha la “mammite”, intesa comunemente come una sorta di “malattia”, di eccessivo attaccamento alla figura materna.

Questo rapporto madre-figlio così coinvolgente e forte è in realtà un rapporto sano soprattutto nei primi anni di vita del bambino: entrambi sentono l'esigenza di essere a stretto contatto, è un innato bisogno naturale che mira alla protezione e alla conservazione della specie. Anche nel mondo animale è così!

Man mano però che il bimbo cresce è importante che anche il legame si evolva e diventi più maturo e meno coinvolgente. Questo passaggio è necessario per la sana crescita del bambino ma spesso viene vissuto soprattutto dalla mamma in modo faticoso e negativo ed è proprio per questo motivo che le mamme talvolta tendono a posticipare il più possibile questo passaggio di crescita, di rifiutarlo e di non volerlo. Ciò capita per svariati motivi: ci si può sentire in colpa a non svolgere più quel ruolo così onnipresente oppure si ha una storia passata segnata da abbandoni o al contrario da figure di accudimento troppo presenti.

Come affrontare il distacco del bambino

Quando iniziare il distacco del bambino dalla mamma

Ad un certo punto della propria crescita il bambino è pronto per vivere parte della giornata senza la mamma e ciò è buono e sano poiché questa necessità sottende il bisogno di esplorare il mondo e le figure che lo popolano senza la protezione materna, rappresenta cioè un grande scatto di crescita. Non esiste però un'età uguale per tutti per questo cambiamento: ogni bambino in base alla propria famiglia, al proprio carattere e al proprio modo di vivere si mostrerà pronto a lanciarsi in quest'impresa. Generalmente fino all'anno di vita il bambino è ancora un tutt'uno con la figura materna e fino ai tre anni continuerà a vivere altalene di vita che lo porteranno ad esplorare il mondo e a ritornare dalla mamma per cercare rassicurazione. Dopo i tre anni avrà acquisito una sicurezza tale e una buona conoscenza del mondo che lo renderanno autonomo nel vivere parte della giornata senza la figura materna. Il bambino, soprattutto se molto piccolo, per potersi staccare dalla figura materna necessità però di altre figure di accudimento importanti per lui, delle persone guida che sostituiscono la mamma e che lo rendono sicuro e protetto. Possono essere nonne, maestre, zie o tate... ciò che importa è che siano persone in grado di assicurargli vera presenza e rassicurazione.

Ogni mamma, quindi, dovrà valutare in base alle proprie esigenze l'età adatta del bambino per fare questo cambiamento e le figure di riferimento che potranno rendere questo passaggio il più sereno possibile, sia per il bimbo che per la mamma stessa.

Come facilitare il distacco

  • È importante preparare il bambino con delle frasi che lo aiutino a comprendere cosa sta per accadere. Devono essere frasi semplici, ripetute poche volte (non continuamente per non creargli ansia!) e collegate al luogo dove si recherà senza la mamma e alla persona che si prenderà cura di lui. Sia la persona di riferimento che il luogo devono essere conosciuti dal bambino (tramite ambientamento di un periodo che dipende dal bambino stesso).
  • La mamma nel frattempo è utile che si prepari a vivere il pianto del suo bambino durante il distacco: deve comprendere che non è un pianto rivolto a lei, che non si deve sentire in colpa per averlo “abbandonato” ma che è la sua modalità primitiva di reagire al cambiamento. Se la mamma comprende ciò e si fida del luogo e delle persone che accudiranno suo figlio, lo saluterà con serenità ed affetto, in modo fermo e deciso, accogliendo il suo pianto e lasciandolo con commozione a vivere questa importante tappa di crescita. Se al contrario la mamma piangerà insieme a lui o rimanderà sempre più il momento del saluto il bambino andrà in confusione e vivrà in malo modo questo passaggio.

Quando l'attaccamento alla mamma è morboso, cosa fare?

Può capitare che l'attaccamento alla mamma sia così forte da non riuscire a separarsi da lei e da vivere la sua assenza come un dramma senza fine. Questo accade perché il bambino non ha raggiunto un'adeguata sicurezza in sé e nelle figure di accudimento che sostituiranno la mamma. In questi casi è utile aiutare la mamma ad elaborare lei stessa il distacco dal proprio figlio e a sperimentarlo: può farlo tramite semplici esercizi quotidiani che le permettono di esserci ma nello stesso tempo di distaccarsi pian piano tastando con mano che il suo bambino può vivere benissimo anche senza di lei. Di conseguenza anche lui potrà capire che può vivere senza la mamma.

Questi esercizi consistono in:

  • dare al piccolo, secondo le sue capacità, piccoli compiti che lo possono far sentire valorizzato e che fino a quel momento non ha mai sperimentato. È un modo importante per dargli fiducia e per fargli capire che sta diventando grande.
  • La mamma può iniziare ad assentarsi per brevi periodi lasciando al papà o ad una persona fidata la gestione del piccolo. È utile che inizi a fare commissioni che aveva abbandonato nel tempo per poter stare con suo figlio (può riprendere a fare sport o a uscire con le amiche o anche solo a passeggiare da sola).
  • Il momento della buona notte serale è una sorta di distacco tra mamma e bambino poiché anche se si dorme ancora insieme o vicini di letto non si è completamente legati l'uno all'altro. Curare questo momento di distacco è importante per gestire i distacchi giornalieri: consiglio di creare dei rituali che possono poi essere ripetuti simili durante l'allontanamento diurno. Anche il ricongiungersi del mattino è importante per far comprendere che è tanto bello stare insieme ma lo è altrettanto riunirsi dopo un periodo di distacco.

Quando il bambino vuole solo la mamma, cosa fare

Quando la “mammite” regna sovrana è importante che la mamma riesca a trovare la collaborazione con le altre figure di accudimento (papà, nonne, maestre). Se la mamma infatti riesce ad affrontare il momento del distacco in modo sano è altrettanto importante che dall'altra parte ci siano figure guida in grado di conquistarsi con calma e pazienza la fiducia del bambino. È un lavoro educativo di collaborazione tra adulti senza costrizioni e fretta.

La mamma, conoscendo bene il proprio piccolo, può consigliare il modo migliore di relazionarsi al bambino ma deve essere poi il suo sostituto a trovare la strada più adatta per far sentire il bambino accolto e al sicuro. Se all'inizio, o anche per un lungo periodo, ci potranno essere pianti e opposizioni poi con il tempo il bambino acquisirà fiducia, sicurezza e abitudine.

Errori da evitare

Gli errori maggiormente da evitare sono i seguenti:

  • Non salutare il bambino per paura di ferirlo e andarsene mentre lui è distratto nel gioco. In questo modo si sentirà tradito. È invece importante salutarlo con fermezza e serenità usando parole semplici e dirette.
  • Ricorrere a ricatti o punizioni se il bambino non vuole allontanarsi dalla mamma. In questo modo egli vivrà questo momento in modo distruttivo e non costruttivo.
  • Farsi guidare dai suoi pianti e dalle sue opposizioni, facendo emergere ansia e nervosismo. Come ogni cambiamento importante anche questo ha bisogno di calma, pazienza e tempo. Sono i tre ingredienti principali che contraddistinguono ogni passaggio di crescita.
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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