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I cerchi dell’albero: come raccontare la morte ai bambini

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Giacomo Papasidero, Mental Coach ci spiega come parlare della morte ai bambini. Una bellissima metafora della vita per spiegare l'assenza di una persona cara

I cerchi dell’albero

Come parlare della morte ai bambini? Di solito pensiamo che le persone nella nostra vita occupino un posto. Una concezione quasi "fisica" del ruolo che gli altri hanno per noi e che viviamo come "una sedia vuota" quando se ne vanno, per qualsiasi motivo.

Luigi ha 5 anni, e da ormai diverse settimane è sempre triste. Da quando suo nonno è morto non riesce a sorridere, perché gli manca tanto. Così la mamma decide di mettere una sedia vuota al tavolo dove mangiano, in modo che Luigi possa vedere il posto che il nonno ha ancora per tutti. Luigi è ancora più triste e pensieroso. Adesso, ogni volta che si siede per mangiare, l’assenza del nonno è ancora più forte e "rumorosa", senza contare che se qualcuno si siede su quella sedia, se la prende, come se fosse un tentativo di "sostituire" la presenza del nonno e cancellarlo.

La mamma si aspettava questa reazione, ci sperava. E dopo aver lasciato Luigi qualche giorno a convivere con questa sensazione, decide di parlargli, portandolo davanti al tavolo. Sulla sedia "del nonno" poggia l’orso preferito di Luigi, che rimane spiazzato. Non vuole che qualcuno si sieda su quella sedia, ma il suo orso è speciale.

Aiutare il bambino ad accettare la perdita di una persona cara

"Dov’è il nonno?" gli chiede la mamma. Luigi la guarda dubbioso. "Si trova sotto al sedere di Scooty?" chiede sorridendo, e ottenendo in cambio un sorriso dal figlio. "No!" risponde Luigi, "qui sotto non c’è!" dice alzando l’orso e abbracciandolo. La mamma si siede su quella sedia tenendo sempre il suo sguardo fisso negli occhi di Luigi. "E non è nemmeno sotto il mio sedere!" continua senza mai smettere di guardarlo con dolcezza. Luigi resta silenzioso e fa cenno di "no" con la testa, stringendo Scooty al petto.

"Il nonno non occupa una sedia" spiega la mamma a Luigi, "è piuttosto come i cerchi dell’albero". Luigi è incuriosito e segue la mamma in giardino, fino all’ulivo che hanno fatto tagliare mesi prima. "Lo vedi quanti cerchi ha quest’albero?" chiede al figlio. Lui guarda sempre con stupore la natura, e vede i tanti cerchi del tronco. "Il nonno", spiega la mamma, "è come un cerchio di quest’albero. L’albero cresce e ogni cerchio rimane nascosto dentro la corteccia. Ma se l’albero è grande" dice al figlio accarezzando con la mano il legno ruvido dell’ulivo, "è per via di ogni cerchio che porta dentro di sé e che non scomparirà mai".

Luigi nota che la mamma è commossa. "Così il nonno" riprende sorridendo lei, "è come uno di questi cerchi per te e per me. Resterà sempre dentro di noi". Luigi capisce e sorride accarezzando il legno. Non esistono "sedie vuote". Non ci sono "posti" da riempire. Il segreto è trasformare ogni ricordo in gratitudine, non fermarsi a quello che è stato, ma continuare a vivere la vita per quella che è: un’inesauribile fonte di opportunità.

Un abbraccio

Giacomo Papasidero  Mental Coach

Sito: Diventare Felici

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