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Camomilla ai neonati: si può dare? E quali sono i benefici?

di Francesca Capriati - 29.12.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Camomilla neonati: quali sono i benefici e i rischi delle tisane ai neonati. Quanta camomilla dare e quando iniziare

Camomilla neonati

La camomilla è nota per le sue proprietà calmanti e viene spesso data ai neonati e ai bambini per conciliare il sonno notturno e alleviare il disagio causato dalle colichette. Ma quanto è davvero efficace e quanta possiamo darne ai nostri bimbi?

In questo articolo

Dare o non dare la camomilla ai neonati?

La camomilla è una pianta della famiglia delle Asteracee della quale si utilizzano i fiori. Viene impiegata sin dall'antichità per moltissimi disturbi, dalla cefalea alle malattie della vescica e renali, ma negli ultimi anni è sempre più usata anche sui bambini, perché si crede che abbia la capacità di conciliare il sonno, tranquillizzare il piccolo e anche combattere il dolore delle colichette neonatali. Purtroppo molte delle tisane a base di camomilla che troviamo in commercio e destinate proprio ai neonati sono ricche di zucchero, quindi non si tratta proprio di una bevanda sana da proporre.

Se proprio vogliamo proporre una tisana al bambino è meglio prepararne una utilizzando solo le bustine, con estratti e senza l'aggiunta di zuccheri, magari mescolando la camomilla con il finocchietto, che ha anch'esso effetti benefici a livello gastrico.

I pediatri sconsigliano comunque di proporre regolarmente queste bevanda ai neonati usando il biberon perché potrebbe interferire con l'allattamento.

Sebbene la camomilla sia generalmente sicura per i neonati, c'è sempre il rischio che il bambino abbia una reazione indesiderata che si manifesta con prurito intorno alle labbra e alla lingua, gonfiore del viso, diarrea, nausea, letargia. La camomilla non va somministrata ai bambini allergici a piante correlate come l'ambrosia, crisantemi, calendule o margherite.

Se il bambino è allattato artificialmente?

Se il bambino viene allattato già con il biberon e con il latte artificiale, l'uso del biberon per proporre la camomilla non potrà interferire con l'allattamento. Tuttavia anche in questo caso non bisogna esagerare. Come dicevamo la camomilla non è indispensabile e in realtà nei primi tre mesi di vita non è necessario nessun altro liquido al di fuori del latte – materno o in formula – che soddisfa tutte le esigenze del bambino.

Tuttavia se il bambino è irrequieto a causa delle coliche si può provare a somministrare una tisana a base di camomilla; dopo i 4 mesi, inoltre, proprio una camomilla può essere di aiuto quando si vorrà provare a togliere la poppata notturna. Se il bambino piange si potrà dargli un biberon con la camomilla per soddisfare sia il bisogno di suzione che quello di bere.

Quando si può iniziare a darla? E quanta? Le dosi

Anche se la camomilla è un prodotto sicuro ciò non significa che possiamo darla al nostro bambino in grandi quantità. Innanzitutto la prima volta che la proponiamo dovremmo limitare la dose perché non sappiamo quali effetti potrebbe avere e come il bambino reagirà.

Esattamente come si fa per qualsiasi nuovo alimento che inseriamo nella sua dieta, dobbiamo andare caute e osservare le reazioni dopo il primo assaggio. E quella di parlare prima con il pediatra è sempre una raccomandazione valida.

L'American Academy of Pediatrics, così come l'Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi, quindi prima di questo periodo non bisogna dare al bambino né acqua né tisane, proprio per non interferire con l'allattamento.

Per preparare la camomilla:

  • fai bollire l'acqua e poi lascia in infusione una bustina di tisana per circa 10 minuti,
  • lascia raffreddare a temperatura ambiente,
  • poi puoi somministrarla con un cucchiaino, un piccolo biberon oppure con una tazza con beccuccio.

Quando dare le tisane o dare acqua ai bambini?

Appurato che fino ai 6 mesi di età l'unico alimento e anche liquido indispensabile per il bambino è il latte, dopo questa data e con l'inizio dello svezzamento possiamo proporre acqua, con il biberon e poi con la tazza con beccuccio, ed eventualmente tisane. La regola vale comunque: le tisane sono spesso troppo ricche di zuccheri e hanno basse concentrazioni di estratti, quindi se non è necessario possiamo evitarle.

In ogni caso, ci sono alcuni benefici della camomilla che spingono molte mamme a proporla ai propri figli, soprattutto in particolari circostanze.

  • Alcuni studi hanno scoperto che la camomilla può essere utile per il trattamento delle coliche e della diarrea infantile. Ad esempio una ricerca condotta su 68 neonati con coliche ha scoperto che, somministrando una tisana (compresa la camomilla), in quantità di 150 millilitri fino a tre volte al giorno si miglioravano i sintomi dopo 7 giorni nel 57% dei bambini. Se il bambino ha le coliche, quindi, dargli una camomilla potrebbe favorire la digestione e lenire il mal di stomaco.
  • Il presunto effetto sul sonno, invece, non è del tutto confermato. Alcuni studi hanno concluso che la camomilla può essere effettivamente un aiuto naturale per favorire il sonno, e probabilmente ciò si deve all'apigenina, un flavonoide comune nella camomilla che ha un blando effetto sedativo.
    Alcuni bambini sviluppano stitichezza, soprattutto dopo aver iniziato lo svezzamento. La camomilla può aiutare in questi casi perché il liquido aumenta l'idratazione nel tratto intestinale, facilitando il passaggio delle feci.

Fonti

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