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Che fine ha fatto il 'C'era una volta'?: Pollicino

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Tutte le fiabe insegnano e possono aiutare il bambino ad affrontare i problemi e conoscere se stesso. L'associazione Pollicino Onlus ci parla della favola di Pollicino

C'era una volta...il "potere" delle favole

“C'era una volta un taglialegna e sua moglie, i quali avevano sette figli, tutti maschi: il maggiore aveva dieci anni, il minore sette. Siccome erano molto poveri, i sette ragazzi davano loro un gran pensiero, per la ragione che nessuno di essi era in grado di guadagnarsi il pane. La cosa che maggiormente li tormentava, era che il minore veniva su delicato e non parlava mai… il ragazzo era minuto di persona e quando venne al mondo, non era più grande di un dito pollice; per cui lo chiamarono Pollicino”.

Inizia così una delle fiabe più conosciute scritte da Charles Perrault. Questa fiaba racconta di una famiglia di boscaioli composta da mamma, papà e 7 figli. Il più piccolo era talmente minuto da essere chiamato Pollicino. Un anno avvenne una carestia talmente grande che i boscaioli dovettero abbandonare i loro figli nel bosco per non vederli morire di fame. Pollicino però, durante il tragitto, fece cadere dei sassolini e così riuscì a riportare a casa i fratelli. Intanto il signore del villaggio saldò un debito con il boscaiolo che finalmente poté comprare del cibo per tutta la famiglia. Tempo dopo però il denaro finì e i boscaioli decisero di abbandonare nuovamente i figli, Pollicino non poté procurarsi i sassolini e così pensò di seminare le briciole del suo pezzo di pane. Quando però i bambini si trovarono soli nel cuore della foresta non poterono tornare a casa… tutte le briciole erano state mangiate dagli uccellini!

Durante la notte Pollicino scoprì una casa nel cuore della foresta e i bambini chiesero ospitalità. Era la casa di un orco e della sua famiglia, la moglie li ospitò per la notte provando a nasconderli al marito ghiotto di bambini. Appena l’orco entrò in casa fiutò subito l'odore dei bambini e li trovò, progettando così di mangiarli. La moglie riuscì a guadagnare tempo, mettendoli a dormire in un unico grande letto, nella stessa stanza delle sue figlie, sette piccole orchette che dormivano in un solo letto con delle corone in testa. Temendo un ripensamento dell'orco, Pollicino scambiò i berretti dei suoi fratelli con le corone delle orchette. Infatti, durante la notte, l'orco ci ripensò, andò nella loro camera e, al buio, tastò le teste dei bambini e sentendo le coroncine passò all'altro letto; qui, toccando i berretti, fece un grande errore. Pollicino, spaventato, svegliò i fratelli con cui riuscì a scappare. La mattina dopo l'orco si accorse della loro fuga e iniziò a dare loro la caccia aiutato dagli stivali delle “sette leghe”.

I fratelli, orami vicini a casa, si accorsero della presenza dell’orco che, sfiancato dalla ricerca, si addormentò. Pollicino, a quel punto, fece tornare a casa i suoi fratelli e rubò gli stivali delle sette leghe che, magicamente, gli calzavano a pennello. Tornò dalla moglie dell’orco per farsi consegnare con uno stratagemma tutte le sue ricchezze. Pollicino così ritornò finalmente a casa con il tesoro, liberando la sua famiglia dalla povertà e diventando, grazie agli stivali magici, messaggero del Re.

Insegnamenti delle fiabe

Tutte le fiabe insegnano e, soprattutto, possono aiutare bambini e genitori a riflettere intorno ad alcune importanti tematiche tipiche del tempo dell’infanzia. Le fiabe evocano situazioni e problemi (come la paura dell'abbandono, il bisogno di essere amati, la fame, la tristezza, la famiglia...) che appartengono al periodo dell’età evolutiva e che aiutano il bambino ad affrontare le difficoltà che potrebbero presentarsi nel corso della sua vita. Dicono cosa sia il “bene” e cosa sia il “male” attraverso la descrizione di personaggi aiutando quindi il bambino a riconoscerli.

Grazie all'ambientazione fantastica e lontana dalla vita reale, enfatizzata dal “C'era una volta...”, il bambino riesce ad identificarsi con il protagonista della storia e con le sfide che sta affrontando senza sentirsi solo, creando anche la giusta distanza affinché il piccolo impari a riconoscere i vissuti emotivi che sperimenta nella quotidianità senza che questi diventino troppo difficili da contenere. In questo modo la fiaba aiuta il bambino a conoscere se stesso, ad esplorare i suoi sentimenti e lo spinge al superamento delle sue paure ricercando punti di vista e soluzioni sempre differenti, spronandolo così all'utilizzo dell'immaginazione e della creatività.

Anche per questo motivo i bambini chiedono più volte il racconto della stessa favola: nonostante conoscano già il finale, hanno la possibilità di trarre significati diversi a seconda dei pensieri e delle esperienze più significative per loro in quel preciso momento della crescita. L’esito positivo della storia e la soluzione del problema iniziale infondono fiducia nel futuro e nelle proprie possibilità! Pollicino insegna ai bambini che nella vita possono presentarsi delle diffico, ltàa volte anche molto grandi, e che anche le paure possono essere affrontate e superate con creatività…insieme a mamma e papà. Ogni bambino, anche il più piccolino, possiede grandi risorse!

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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