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Bambini gelosi, cosa fare? Il parere della psicologa

di Redazione PianetaMamma - 27.01.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Bambini gelosi, cosa fare: la psicologa spiega come gestire la gelosia nei bambini. I bambini gelosi del fratellino, della mamma, delle proprie cose

Bambini gelosi, cosa fare

La gelosia nei bambini è un fenomeno da considerarsi normale all'interno della famiglia perché ogni bambino desidera essere amato e apprezzato dai propri genitori in maggior misura rispetto a fratelli o sorelle. Ma cosa accade quando la gelosia è immotivata e l'invidia e il risentimento del bambino non regrediscono spontaneamente e anzi si intensificano e peggiorano? La dottoressa Elisa Simeoni di Guidapsicologi.it ci aiuta a riconoscere, gestire e prevenire che la gelosia nei bambini e ci spiega cosa fare.

In questo articolo

Cos'è la gelosia nei bambini

La gelosia infantile si può manifestare in diverse età ed è sempre riconducibile al senso di frustrazione avvertito quando il bambino percepisce un cambiamento nelle attenzioni da parte di uno o di entrambi i genitori a favore di un terzo. E' importante distinguere la gelosia normale dalla gelosia patologica.

  • La gelosia normale è solita apparire in concomitanza ad eventi specifici della vita famigliare (ad esempio una nuova nascita o la malattia di un fratellino che richiedono maggiori attenzioni e cure da parte dei genitori) ed è motivata quindi da un cambiamento effettivo dell'assetto familiare.
  • La gelosia immotivata, invece, si presenta in assenza di cause specifiche. La gelosia patologica può essere definita tale nel momento in cui l'invidia e il risentimento del bambino non regrediscono spontaneamente bensì si intensificano e peggiorano, protraendosi nel tempo con la manifestazione di eventuali altri sintomi sia dal punto di vista emotivo che comportamentale. Nei casi più lievi la regressione è spontanea o può produrre una sana competizione, soprattutto se i genitori sono in grado di fornire spiegazioni adeguate a quel che sta avvenendo.

Gelosia verso i fratelli

Nella maggior parte dei casi, la gelosia è rivolta verso un fratello (o sorella) che appare il privilegiato ed il destinatario delle maggiori attenzioni da parte dei genitori. Frequente il caso della nascita di un fratellino che scaturisce gelosia soprattutto nel figlio con pochi anni di differenza (di solito tra i 18 mesi e i 3 anni). Questo accade per la facile sovrapposizione dei bisogni di cura e di accudimento di cui entrambi necessitano.

L'espressione di tale disagio potrebbe manifestarsi attraverso:

  • regressione a comportamenti più infantili rispetto alla propria età (un bambino di 7 anni, ad esempio, potrebbe non essere più in grado di dormire da solo oppure fare la pipì a letto),
  • richieste esplicite di attenzioni ("mamma guardami, ti prego"), frequenti paragoni ("a lui hai dato un bacio e a me no"),
  • manifestazioni di rabbia e atteggiamenti ostili nei confronti del fratellino più piccolo (litigi, lanci di oggetti, spintoni), oppure, altri comportamenti negativi di vario tipo (come la disobbedienza, l'eccessiva dipendenza o la negazione dei propri errori),
  • sbalzi di umore immotivati, pianti o altri segni di infelicità.

Un altro caso è la reazione di un fratello più grande (di 4 anni o più), dal momento che le esigenze da lui avvertite si discostano maggiormente rispetto a quelle di un bambino con pochi mesi di vita. La gelosia sarà meno frequente e più probabile sarà invece la tendenza del fratello maggiore a prendersi cura del fratellino, ponendosi nelle vesti del "secondo genitore". Anche la differenza di genere tra fratelli potrebbe proteggere dal rischio di gelosia, poiché, maschio e femmina, appartenendo a due mondi differenti con diversi modi di interagire, potrebbero nutrire meno competizione l'uno verso l'altro.

Gelosia verso un genitore

Nel caso di figli unici, invece, è possibile, che la gelosia si riferisca ad uno dei due genitori per via di quello che Freud definisce Complesso di Edipo (nel caso del maschio) o di Elettra (nel caso della femmina): una fase che si presenta intorno al quinto-sesto anno di età sotto forma di amore inconscio verso il genitore del sesso opposto e di ostilità e competizione verso il genitore del proprio sesso.

Questa fase, necessaria per lo sviluppo emotivo del bambino, viene risolta nel momento in cui il figlio comprende che non potrà prendere il posto del genitore del suo stesso sesso bensì trovare in età adulta un proprio pari in grado di soddisfare tale bisogno.

Come prevenire la gelosia nei bambini

Alcuni consigli per prevenire l'insorgenza della gelosia nei bambini:

  1. Spiegare, prevedere e rassicurare rispetto a ciò che avverrà, al fine di accrescere la sensazione di sicurezza
  2. Preservare l'unicità di ciascun figlio, fargli capire che l'esclusività che vede nel fratellino un tempo è stata sua
  3. Senso di inclusione, incentivare attività comuni e assegnare compiti che rafforzino la responsabilità di ognuno
  4. Rinforzare positivamente i successi raggiunti da ciascun figlio, mettendone in risalto le competenze, di modo da rafforzare l'autostima e non creare inutili invidie
  5. Rispondere ai bisogni di ciascun figlio, di modo che ognuno si possa sentire pienamente amato e compreso. Questo non significa medesimi regali o medesime attenzioni, bensì cogliere ciò che realmente necessitano
  6. Stabilire delle regole coerenti e uguali per ciascun figlio, dividendo gli spazi all'interno della casa.

5 modi per gestire la gelosia infantile

Non dobbiamo dimenticare che la gelosia infantile non dipende solo dai bambini ma anche dai genitori, che svolgono un ruolo fondamentale nella riduzione o nell'aumento della stessa. È fondamentale, quindi:

  1. Verbalizzare i vissuti dei figli, dando voce alle loro emozioni al fine di poterli aiutare a comprendere ciò che stanno provando in quel momento ma anche aiutarli a capire ciò che sta avvenendo all'interno della famiglia
  2. Alleggerire i comportamenti regressivi adottati, comprendendo, senza giudicare o punire. Allo stesso tempo non bisognerebbe rinforzare i comportamenti finalizzati ad attirare l'attenzione del genitore (come i capricci, i pianti e le eccessive gelosie). Il loro contenimento può avvenire grazie alla presenza di regole che attenuino i sentimenti negativi provati e rinforzando i comportamenti positivi che il bambino mette in atto quando rispetta i limiti imposti e si comporta adeguatamente
  3. Far rispettare le regole in modo chiaro, senza adottare punizioni o metodi educativi troppo rigidi. Ricordiamoci che i figli ci prendono d'esempio ed anche il modo in cui facciamo rispettare le regole è fonte di apprendimento ed imitazione!
  4. Parlare dei privilegi di essere l'uno o l'altro figlio, sottolineando gli aspetti positivi di ciascuna posizione
  5. Rassicurare costantemente sull'amore provato nei confronti di entrambi, senza etichette o paragoni

In conclusione

Un metodo educativo troppo rigido e punitivo non faciliterebbe la riduzione di tale sentimento; anzi, l'esito potrebbe essere dannoso: la gelosia aggravarsi oppure cessare per ripresentarsi in un secondo momento.

È importante ricordare che l'unico modo che hanno i bambini di esprimere le proprie emozioni, è il proprio comportamento. Non bisogna considerare rabbia, gelosia o regressioni come manifestazioni fatte di proposito per indispettire; al contrario, è necessario comprendere che esse non sono altro che un'espressione della sofferenza provata e della paura di non essere più amati e apprezzati come un tempo. Il metodo educativo corretto dovrebbe essere quindi improntato all'affetto, alla comprensione e alla rassicurazione, pur sottolineando e correggendo i comportamenti inadeguati.

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