Ogni bambino è a sè e segue un suo personale percorso di sviluppo e di conquista dell'indipendenza.
Per questo ogni piccolo ha i suoi tempi per imparare a camminare e muovere i primi passi.
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In genere i bambini cominciano a camminare tra l'anno di vita e i 16/17 mesi (LEGGI).
Il suo equilibrio è precario e la posizione assunta mentre cammina è generalmente quella con le braccia in avanti, gambe aperte e le ginocchia flesse.
Questa posizione permette al bambino di aumentare la stabilità della posizione e di abbassare il baricentro, garantendosi maggiore capacità di equilibrio.
Nei primi tempi il piede del bambino è piatto ed è piuttosto comune vedere i bambini che muovono i primi passi sulle punte dei piedi, soprattutto quelli che sono abituati ad usare il girello o la mano del genitore come punto di appoggio e sostegno.
Camminare sulle punte, all'inizio del percorso di autonomia della camminata, è quindi abbastanza normale perchè ogni bambino sviluppa una sua personale tipologia di camminata e molti di essi utilizzando quella con le punte intraruotate, cioè con le punte verso l'interno della gamba, un po' come quando si impara ad andare sugli sci le prime volte, oppure sulla punta dei piedi, appunto.
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In genere nell'arco di qualche settimana il problema sparisce: il bambino aumenta di peso e questo peso in più lo costringe a piantarsi su tutta la pianta del piede.
Quando preoccuparsi e rivolgersi al pediatra
Se dopo
due anni
il bambino (
) continua a camminare prevalentemente sulle
punte
è bene rivolgersi al medico. Il medico escluderà
problematiche
serie, come un problema di origine ortopedico, come i legamenti corti, oppure neuromuscolare o danni alla colonna vertebrale e infine malattie muscolari come la distrofia muscolare.
Una volta che tutte queste patologie sono state escluse si potrà classificare il "
toe walking"
del bambino come
idiopatico
, cioè senza una causa precisa.
Ad esempio il bambino può aver preso l'abitudine di camminare sulle punte per una
sensibilità tattil
e ridotta o esagerata: ciò provoca un'eccessiva sensibilità - o al contrario, una ridotta sensibilità - del pavimento sotto i piedi e questo spinge il piccolo ad alzare i talloni in modo da non dover toccare la superficie con l'intera pianta del piede.
Ma alcuni studi hanno anche mostrato un legame tra il
toe walking idiopatico
e alcune forme di
o ritardi del linguaggio.