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Alcol e allattamento: è possibile o controproducente?

di Simona Bianchi - 09.04.2023 Scrivici

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Alcol e allattamento possono coesistere insieme? Gli alcolici sono pericolosi in gravidanza ma anche quando si allatta: quali sono i rischi e cosa sapere

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Alcol e allattamento: cosa sapere

È noto che durante la gravidanza vino e bevande alcoliche siano da evitare, ma anche nell'allattamento, il consumo materno di alcolici può ripercuotersi sul bambino. Oltre ai possibili effetti indiretti legati alla gestione del proprio figlio in caso di alterazione dello stato di coscienza se si assumono dosi elevate di etanolo, ci sono conseguenze dirette causati dalla presenza dell'alcol nel latte materno. Già dopo circa 30-60 minuti dalla bevuta di un cocktail, questa sostanza è presente nel latte materno nel quale resta per circa due o tre ore. La quantità presente nel latte è simile a quella presente nel sangue materno. Riguardo alla birra, la credenza che l'assunzione aumento la produzione di latte non è sostenuta da alcuna prova scientifica mentre si deve ricordare che si tratta comunque di una bevanda alcolica.

Quali sono le quantità consentite di alcol in allattamento

L'assunzione di alcol durante l'allattamento è sempre sconsigliata anche se secondo il Center for Disease Control and Prevention (CDC) può essere consentita un'unità alcolica al giorno, possibilmente distanziata dalla poppata di almeno due ore. Un'unità alcolica corrisponde a circa 10-12 grammi di etanolo, ovvero la quantità mediamente contenuta in una lattina di birra (330 ml a 4.55 gradi), in un bicchiere di vino (125 ml a 12gradi) o in un bicchierino di superalcolico (40 ml a 40 gradi). Per la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), invece, durante l'allattamento sono consentiti al massimo due bicchieri di vino a settimana.

Gli effetti dell’alcol sul bambino

Come riporta l'Ospedale Bambino Gesù, se si beve alcol (nelle dosi consentite dai CDC) subito prima di allattare, l'apporto di latte materno potrebbe essere ridotto circa del 20% rispetto alla quantità fornita abitualmente al bambino. Diversa è la situazione quando si supera l'unità alcolica, il rischio è che si alterino i meccanismi che regolano la produzione di prolattima e ossitocine e si riduca la quantità di latte prodotto.

Consumi elevati di alcol, invece, possono causare problemi al bambino legati al ritmo sonno-veglia, a una scarsa crescita, sonnolenza e, successivamente, a difficoltà dell'apprendimento in età scolare. Inoltre, l'attività del fegato di un neonato non è ancora matura e, sino a 3 mesi di età, la sua capacità di eliminare l'alcol è pari a circa la metà di quella di un adulto.

Lo studio: alcol riduce le capacità cognitive del bambino

Uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, ha indagato le conseguenze dell'alcol che arriva al piccolo attraverso il latte materno. Un team di ricercatori della Macquarie University in Australia ha esaminato 5.107 bambini, a partire dal 2004. I piccoli sono stati valutati una volta ogni due anni fino all'età di 11 anni e alle madri è stato fornito un questionario elaborato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in merito al consumo di alcol durante l'allattamento. In ciascuna delle visite, i piccoli sono stati testati nel ragionamento non verbale, nel vocabolario e nelle abilità cognitive. Dall'analisi è emerso che i figli di madri che avevano un consumo maggiore di alcol durante l'allattamento al seno avevano punteggi di ragionamento non verbale più bassi. Mentre il problema non era riscontrato tra figli di madri che hanno consumato alcol durante l'allattamento ma che non erano stati allattati al seno. Le basse capacità cognitive verificate intorno ai 6-7 anni venivano comunque compensate dal momento in cui i bambini avevano 10 o 11 anni di età, probabilmente, ipotizzano i ricercatori, grazie alla compensazione dovuta all'aumento dei livelli di istruzione e degli stimoli ambientali.

In sintesi quando e quanto è possibile bere e quando è meglio evitare

L'ospedale Bambino Gesù ritiene che si possa bere alcol, secondo le quantità giudicate compatibili durante l'allattamento e soprattutto se assunte durante i pasti, anche se si tratta di una pratica da non consigliare. Se occasionalmente si consuma una quantità maggiore, è sempre utile attendere almeno due ore prima della poppata successiva.

Assolutamente da evitare sono i consumi molto elevati o cronici che compromettono la buona riuscita dell'allattamento e provocano danni al bambino, anche a lungo termine, interferendo con il suo sviluppo psico-fisico. 

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