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A che età nasce la capacità di immaginare il futuro?

di Francesca Capriati - 22.11.2022 Scrivici

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A che età nasce la capacità di immaginare il futuro? Con una tecnica chiamata pupillometria uno studio dimostra che è un'abilità presente già nei neonati

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A che età nasce la capacità di immaginare il futuro?

Immaginare i possibili scenari, confrontare le nostre opportunità di scelta: è un'abilità cognitiva importante per l'essere umano e serve a prepararsi agli eventi futuri e fare scelte adattive. Ma quando nasce, dove ha origine la la capacità di considerare le molteplici possibilità che abbiamo di fronte a noi? Se lo sono chiesto alcuni scienziati della Central European University in uno studio pubblicato sulla rivista Philosophical Transactions della Royal Society B che hanno scoperto che i bambini di soli 14 mesi possono prendere in considerazione in maniera autonoma diverse alternative se viene loro mostrato un oggetto che è non chiaramente riconoscibile e lascia aperte diverse interpretazioni.

Dove nasce la capacità di immaginare il futuro?

Gli scienziati cognitivi contemporanei discutono da tempo sull'ipotesi che il linguaggio e l'esperienza siano necessari per immaginare le possibilità, oppure se immaginare le possibilità sia un'abilità umana di base e quindi emerga presto.

Un modo per rispondere a questa domanda è indagare sui bambini: sono in grado di andare oltre il qui e ora e immaginare possibilità future? Non c'è dubbio che intorno all'idea che i bambini piccoli siano capaci di immaginare il futuro e valutare le possibilità di scelta susciti un certo scetticismo.

Ad esempio, se dici a un bambino di quattro anni che deve prendere una pallina che lascerai cadere in un tubo biforcuto con due uscite (quindi la pallina potrebbe rotolare a destra o a sinistra), lui si preparerà a tutti i possibili esiti, coprendo entrambe le uscite con le mani. Ma se poni la stessa domanda a un bambino di 2 anni spesso coprono solo un'uscita.

Questo fallimento è stato spesso spiegato proprio con il fatto che a questa età mancano i concetti modali che permettono ai bambini di immaginare e di prepararsi per possibilità future.

La pupillometria

Per testare l'ipotesi che i bambini possano già possedere una comprensione di base delle possibilità future, Nicolo Cesana-Arlotti (John Hopkins University), Balint Varga ed Erno Teglas (entrambi della Central European University) hanno ideato un nuovo metodo chiamato pupillometria del possibile.

Precedenti studi condotti sugli adulti hanno dimostrato che la pupilla ha la sorprendente proprietà di dilatarsi quando facciamo uno sforzo mentale.

Come funziona in questo caso? Misurando il diametro della pupilla dei neonati, gli scienziati hanno avuto la prova che quando i bambini vengono esposti a situazioni che presentano diverse alternative si verifica un aumento dello sforzo mentale. Ciò dimostrerebbe, quindi, che la base per la nostra immaginazione e la capacità di pensare a possibilità alternative è presente molto presto, ben prima che i bambini possano parlare.

Lo studio

I ricercatori del Cognitive Development Center della Central European University (CEU) hanno presentato a bambini di 10 e 14 mesi animazioni video in cui tre diversi oggetti (una bambola, un elefante giocattolo e una palla) si muovevano dietro due schermi.

La cosa particolare era che tutti gli oggetti in queste animazioni avevano una cosa in comune: la parte superiore era uguale. Così, quando un oggetto emergeva da uno degli schermi ma rivelava solo la sua parte superiore, era compatibile con un numero variabile di possibili identità. In alcuni scenari era compatibile solo con una possibilità (cioè l'elefante), in altri casi era compatibile con due possibilità (cioè la bambola o la palla).

A questo punto gli scienziati hanno utilizzato la pupillometria e hanno misurato e confrontato il diametro della pupilla registrato durante i due scenari.

Le indagini hanno mostrato che le pupille si dilatavano maggiormente quando i bambini osservavano una scena che lasciava aperte diverse possibilità rispetto a quando l'oggetto osservato poteva essere identificato in modo inequivocabile.

In altre parole, la pupilla dei bambini si dilatava maggiormente quando osservavano un oggetto nascosto con più identità possibili, rispetto a quando l'oggetto aveva una sola identità possibile. Una reazione causata dal fatto che i bambini stanno immaginando le possibili identità dell'oggetto.

Ciò dimostra, spiegano gli scienziati, che i bambini anche molto piccoli hanno innata la capacità cognitiva di "mappare" mentalmente diverse possibilità alternative da soli in risposta a circostanze poco chiare.

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