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Riflesso di estrusione: quando iniziare e come gestire lo svezzamento

di Elena Berti - 11.04.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Riflesso di estrusione e svezzamento: come gestire la diversificazione alimentare se il bambino non riesce a deglutire e sputa tutto.

Riflesso di estrusione e svezzamento

Sono molti i genitori che non vedono l'ora di dare da mangiare al proprio bebè, un po' per togliersi dall'impiccio di preparare biberon (oppure di allattare a ogni ora!), un po' per vedere come reagirà, quali saranno i suoi gusti e quanto e come mangerà. Insomma i piccoli che iniziano a mangiare sono davvero adorabili! Ma non tutti sanno che bisogna considerare insieme riflesso di estrusione e svezzamento, per capire come e quando dar da mangiare ai propri figli. 

In questo articolo

Perché riflesso di estrusione e svezzamento sono collegati?

Il riflesso di estrusione è un particolare movimento che hanno i neonati e che permette loro di succhiare il latte, dal seno come dalla tettarella del biberon. Con questo riflesso, i piccoli tirano fuori la lingua e al tempo stesso evitano che entrino in bocca corpi estranei. 

Quando si perde il riflesso di estrusione

Per poter iniziare la diversificazione alimentare è importante che il bambino abbia perso il riflesso di estrusione, più che altro per evitare avvii fallimentari e frustrare genitori e bebè. Ma come si fa a capire se l'ha perso? Solitamente questo avviene intorno ai sei mesi, per questo è probabile che se provate a nutrire vostro figlio con una purea tramite cucchiaino prima di quest'età lui la rifiuti sputando, involontariamente, la lingua in fuori. Potete però fare delle prove, per capire se il riflesso è ancora presente oppure no. 

Iniziare lo svezzamento quando è scomparso il riflesso di estrusione

Avrete capito, quindi, che è importante inserire la scomparsa del riflesso di estrusione tra i passi raggiunti dal bambino prima di iniziare lo svezzamento. Oltre a questo, è fondamentale che il piccolo sia capace di stare seduto, per poter stare sul seggiolone comodo e sicuro: no a neonati sulle gambe, sul divano, sul letto, nel box o in luoghi non appropriati. 

Cosa succede se il bambino non ha perso il riflesso di estrusione

Se vostro figlio ha ormai compiuto sei mesi e il pediatra vi ha dato lo schema da seguire per lo svezzamento, sarete impazienti di iniziare con le pappine e i brodi da dare al piccolo. Ma la delusione è dietro l'angolo: preparate il passato di verdura e alla prima cucchiaiata lo sputa. La seconda uguale, la terza pure. Sarà cattivo? Sarà caldo? Sarà freddo? A nulla valgono aeroplanini e distrazioni, continua a sputare. Tranquilli: è colpa del riflesso di estrusione. Quello che potete fare è portare pazienza, non costringerlo a mangiare con ogni mezzo (per esempio tenendogli la bocca aperta e infilando il cucchiaino…), lasciargli il cucchiaino in mano: farà un po' di sporco, ma piano piano si abituerà ad accoglierlo in bocca e sarà pronto per mangiare. 

È infatti importante ricordare che a sei mesi il nutrimento principale dei bambini resta il latte, che sia materno o in formula, per questo non c'è motivo di preoccuparsi se in qualche modo, per qualsiasi motivo, rifiutasse il cibo. Oggi i pediatri sono concordi nel professare una minor rigidezza: non c'è fretta, si può provare l'autosvezzamento, sono concessi tantissimi cibi e il momento del pasto deve essere di scoperta e gioia, non di frustrazione per genitori e bebè. 

Se al momento di avviare lo svezzamento vostro figlio non avesse ancora perduto il riflesso di estrusione non disperate: lasciate che sieda a tavola con voi, proponetegli del cibo (anche solido, come un pezzo di pane duro, piccoli pezzi di cibo a prova di pericolo) e un cucchiaino, vedrete che nel giro di poco tempo, una volta imparato a mangiare, sarà tutto più semplice! 

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